Marco Cortesi: «Spring Thing»

Non si vive di solo pop, quindi fa piacere ascoltare ogni tanto qualcosa di diverso. Come Spring Thing (PBR), l’ultimo cd del Marco Cortesi EUProject. — Diego Perugini

Un gruppo nato da qualche anno per volere del locarnese Marco Cortesi, chitarrista jazz dal curriculum ricco di collaborazioni. Il suono dell’ensemble gravita intorno a un jazz moderno ed elettrico, d’area fusion, che ricorda a tratti la lezione dell’americano Pat Metheny. Paragoni a parte, il gruppo sforna una serie di suggestivi strumentali, gradevoli anche per i non addetti ai lavori per un certo gusto melodico e gli arrangiamenti mai troppo cerebrali.

La chitarra (spesso synth) è protagonista, ma senza soffocare l’estro degli altri musicisti, tutti meritevoli. Nello specifico: Gianluca Di Ienno al piano, Yuri Goloubev al basso e Asaf Sirkis alla batteria. Ecco, allora, il bel crescendo finale di Giantover, il dialogo chitarra-piano Rhodes in Track Three, le influenze funky di Il mio amico russo. Ciliegina sulla torta, l’omaggio a Ornette Coleman in Kathelin Gray, con un azzeccato (e delicato) adattamento per chitarra acustica.

ARTICOLI PRECEDENTI

Commento (0)

Grazie per il vostro commento.

Questo commento ha un contenuto sgradevole?

Il testo sarà controllato ed eventualmente modificato o bloccato.

Il vostro commento

Non avete ancora scritto il commento.

Questo campo deve essere compilato. Grazie.

Campo obbligatorio
Questo campo deve essere compilato. Grazie.










Si prega di commentare nel rispetto della nostra netiquette e degli altri utenti.

LEGGI ANCHE…


L'appuntamento quindicinale

Le analisi di Ceroni su Cooperazione

Parliamo d'arte

La rubrica "Il quadro" di Cooperazione

Testo: Diego Perugini

Pubblicazione:
mercoledì 11.11.2015, ore 00:00


Login con il profilo di Cooperazione

Chiudere
Fehlertext für Eingabe

Fehlertext für Eingabe

Dimenticato la password?