Marco Mengoni:
«Le cose che non ho»

L’aveva promesso, ha mantenuto. Marco Mengoni chiude il suo progetto e, dopo Parole in circolo, uscito a inizio 2015, pubblica ora il seguito, Le cose che non ho. — Diego Perugini

Due lavori contigui anche per suono e ispirazione, sull’onda di un pop elegante e d’atmosfera, venato d’elettronica. Ricorderai l’amore è incalzante e tirata, mentre Ad occhi chiusi, uno dei momenti migliori, vanta suggestive sfumature soul. La nostra estate vira sulla dance, Parole in circolo, «il manifesto del disco», è più parlata e ricorda lo stile di Jovanotti, con un testo autobiografico che parla di libertà e umanità. C’è pure un evocativo brano in inglese, Rock Bottom, scritto dalla star australiana Sia, viatico per una carriera internazionale. Un cd piacevole e raffinato, ma che resta in superficie. E non «graffia» come dovrebbe. Rimane l’impressione che Marco Mengoni, seppur talentuoso e dotato di una vocalità importante, sia un po’ sopravvalutato. E non ancora pienamente all’altezza del grande successo riscosso.

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Testo: Diego Perugini

Pubblicazione:
mercoledì 16.12.2015, ore 00:00


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