Mario Bazzani ai comandi. (Foto: Massimo Pedrazzini)

Mario Bazzani: «Ho imparato a trovare soluzioni alternative» 

Nasce con un’anomalia congenita che gli complica la vita. Ma non si scoraggia, anzi, dà tutto se stesso e realizza il suo sogno: pilotare elicotteri. — RAFFAELA BRIGNONI

Si definisce testardo e intraprendente. Shakerate questi due ingredienti con una buona dose di entusiasmo e d’ottimismo ed eccolo, Mario Bazzani. Il 44enne di Sementina, di formazione impiegato di commercio, sprizza energia da tutti i pori e lo sguardo gli si illumina quando parla della sua grande passione: l’aviazione. Nel 2014 Mario ottiene la licenza di pilota d’elicottero e ne parla come fosse accaduto ieri. Quel primo volo in cui ti senti staccare da terra, tu, solo con il tuo elicottero. E poi su, su, a osservare paesaggi che conosci come le tue tasche per averci vissuto una vita, ma che ti si mostrano sotto un nuovo aspetto. Sfidare le leggi di gravità e osservare le cose con uno sguardo nuovo: i pezzi del puzzle infine si incastrano a meraviglia e mostrano il loro disegno, come un quadro che si lascia osservare meglio da una certa distanza.

Trovare vie alternative
Mario nasce con una grave anomalia congenita all’avambraccio che colpisce in media un neonato su 50mila. Il pollice della sua mano sinistra non è completamente formato e gli viene amputato. Trascorre l’infanzia dentro e fuori dagli ospedali, facendo la spola tra Sementina e Losanna. «All’epoca purtroppo i medici hanno aspettato troppo per operarmi – racconta Mario –. A Losanna ho subito un intervento di pollicizzazione: in pratica, per ridarmi la funzione prensile, hanno trapiantato il mio indice nella posizione in cui si trovava il piccolo pollice. Così a 5 anni ho dovuto reimparare a usare la mano». Mario vive un’infanzia felice, ma si scontra con il suo handicap alle scuole medie, quando tutti i coetanei scorrazzano in motorino mentre a lui viene negata la possibilità di fare la patente. Ma non si dà per vinto. Il trattore già lo guida e quindi riesce a usare la patente per mettersi anche in sella a un motorino. «Ho imparato a fare della mia disabilità un’opportunità, a crescere in maniera diversa e a trovare soluzioni alternative. È per questo che ne parlo a voi: vorrei dare coraggio a chi si trova nella mia stessa situazione».

Un sapere enciclopedico
«A 10 anni sono rimasto folgorato dall’aviazione» spiega Mario, raccontando della sua passione. Divora libri sul tema, ma è affascinato in modo particolare da un volume, che prende continuamente in prestito alla biblioteca delle scuole medie di Giubiasco. «Il bibliotecario mi aveva chiesto di smetterla perché forse c’era qualcun altro che voleva leggerlo. Allora avevo cominciato a chiedere ai miei compagni di prenderlo in prestito per me. Il bibliotecario quindi mi disse “Vedi? C’è altra gente che vuole leggerlo!”» ricorda Mario. Il volume, con tanto di stampino della biblioteca, ora appartiene a Mario. «Quando un caro amico qualche anno fa ha visto che stavano mandando al macero i vecchi libri della biblioteca, ha chiesto di poterlo prendere e me l’ha portato». In 25 anni di documentazione, la sua collezione si è arricchita di altre centinaia di libri e di riviste che parlano di elicotteri. E pensare che all’inizio internet ancora non c’era.
«Le passioni, tutte, sono dei motori potentissimi. La mia passione per gli elicotteri mi ha portato a conoscere gente, a imparare le lingue, a viaggiare. Sono stato negli Usa dopo un lungo scambio epistolare per trovare un signore anziano, un pioniere nel mondo degli elicotteri». Così nel tempo, Mario dà vita un sito internet (www.heli-archive.ch) che è diventato una referenza per gli appassionati di volo.

Un sogno che si realizza
Ma nonostante tutto, diventare pilota d’elicottero sembra ancora un sogno irraggiungibile. A lungo Mario si è imbattuto in un mondo che l’osserva con scetticismo. Dal medico che non crede che lui possa guidare un motorino; all’orientatore scolastico che non asseconda i suoi veri interessi; fino all’ufficiale che lo vuole scartare dal servizio militare, mentre Mario invece vorrebbe farlo. Forse finisce per crederci pure lui, di non essere all’altezza del suo sogno: ottenere con un po’ di furbizia la patente del motorino è una cosa, diventare pilota d’elicottero un’altra. Per fortuna però, Mario ha intorno a sé anche persone che lo conoscono e che lo incoraggiano.
«Se non puoi pilotare un elicottero tu, chi allora?» gli viene detto. Non se lo fa ripetere due volte. Mario inizia il corso di pilotaggio, ma prima, a causa della sua disabilità, necessita della perizia di quattro istruttori e dell’ok del servizio medico dell’Ufficio federale dell’aviazione civile di Berna.
E il 21 maggio 2014 il grande giorno: supera l’esame finale e da allora tutto è possibile. «Se hai un sogno e ci credi davvero, ti renderai conto che è realizzabile. È quello che è successo a me» sorride il pilota.

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