«Lo Stradivari? Per me
è come un figlio»

La giovane luganese dimostra già in tenera età un grande talento musicale. Oggi calca palcoscenici di mezzo mondo e si impegna anche in politica. — Gino Driussi

La musica e la politica: sono i due poli della vita di Maristella Patuzzi, che, nonostante la giovane età, grazie al suo talento ha già calcato alcune delle scene mondiali più prestigiose, senza «montarsi la testa». La incontriamo a casa sua, dove ci accoglie molto calorosamente, tra una tournée e l’altra. E dopo aver piacevolmente conversato con lei, emergono con chiara evidenza alcuni tratti del suo carattere, che si chiamano passione, spontaneità, entusiasmo, ottimismo e gioia di vivere. Maristella Patuzzi ha iniziato precocemente lo studio del violino e del pianoforte. «Vengo da una famiglia di musicisti, dove il pianoforte era di casa, in quanto i miei genitori sono entrambi pianisti. Ma per me tutto è incominciato vedendo il mio fratello maggiore, Michele, suonare il violino, per cui ho desiderato imitarlo e così, insistendo un po’, ho ricevuto il mio primo violino quando avevo quattro anni. Comunque, anche se sono più conosciuta per i miei concerti con il violino  non ho per nulla abbandonato il pianoforte (che insegno molto volentieri), sebbene sia ormai una prassi, che dura da 23 anni, tenere dei concerti in duo con mio padre Mario: io suono il violino e lui il pianoforte». Ma la passione per la musica, in casa Patuzzi, dura da generazioni e Maristella ci racconta un risvolto drammatico, che ha conosciuto un lieto fine: «durante la seconda guerra mondiale, il fratello maggiore di mia nonna era imprigionato in Russia. Cercavano qualcuno che suonasse il contrabbasso e lui, siccome aveva orecchio, dirigeva cori e suonava il pianoforte, si è subito offerto volontario e così, grazie alla musica, si è salvato la vita!».


Maristella Patuzzi sogna di poter suonare al LAC — Foto: Sandro Mahler
«

Vengo da una famiglia di musicisti»

La carriera e la formazione della musicista sono costellate da tappe importanti, con numerosi premi vinti ai concorsi nazionali e internazionali di violino. A 17 anni ha ottenuto la maturità federale  e conseguito il diploma in violino da privatista al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano. «Tra i miei maestri vorrei ricordare in particolare Susanne Holm, Roberto Valtancoli, Sergej Krilov, Massimo Quarta, Mark Kaplan e Carlo Chiarappa, senza dimenticare la mia splendida mamma, il cui entusiasmo e appoggio sono sempre stati fondamentali». Ma l’intensa attività di studio e concertistica non ha impedito a Maristella di coltivare un altro hobby, quello per il calcio. «In effetti, da quando avevo 7 anni ho sempre giocato a calcio contro i maschi, mentre nella stagione 2004-2005 ero centrocampista  nella squadra femminile del Rapid Lugano, con la quale ho vinto il campionato ticinese Under 19. Poi però ho abbandonato questo sport, in quanto dal 2006 al 2008 mi sono trasferita all’Indiana University di Bloomington (USA), dove ho ottenuto il performer diploma e il master in violino con il massimo dei voti, facendo una bellissima esperienza». Attualmente Maristella Patuzzi suona un preziosissimo Stradivari Ex Bello Mary Law del 1687, prestatole da un collezionista privato. «Sono innamorata di questo strumento, che  per me è un po’ come un figlio. Ed è stato molto emozionante, nell’aprile 2014, poterlo suonare all’Auditorium del Museo del violino di Cremona, circondata da liutai, proprio nella città di origine di Antonio Stradivari».

La carriera politica
Maristella Patuzzi milita anche in politica. Dal 2014 è consigliera comunale a Lugano e alle cantonali dello scorso aprile è stata eletta in Gran Consiglio. «Secondo me un musicista deve essere aperto a 360 gradi, anche alle problematiche della nostra società, per cui è importantissimo mettersi a disposizione per aiutare le persone e questo lo si può fare proprio con l’attività politica, cui mi sono avvicinata grazie a mio fratello minore Marco. Forse sarò un po’ troppo idealista, ma quando, facendo politica, si riesce a ottenere qualcosa di buono per la comunità, per me è fantastico». Anche le sue prime impressioni da parlamentare sono positive. «È un’esperienza  molto interessante, che mi appassiona e mi è piaciuta sin dall’inizio. In Gran Consiglio sono tra i più giovani deputati e spero che questo inciti molti giovani a lanciarsi nella politica. Ma bisognerebbe ascoltarli di più e dare loro maggior spazio».



Voglia di imparare
Il futuro di Maristella Patuzzi non le lascia certo il tempo di annoiarsi. «Innanzitutto, sia in campo artistico sia in quello politico, voglio continuare a impegnarmi con tenacia e disciplina per migliorare quotidianamente, perché non si smette mai di imparare: questa è una parola chiave per poi poter dare il meglio di sé. In febbraio verrà pubblicato un cd registrato nell’Auditorium della RSI in duo con mio padre Mario con  musiche del compositore svizzero Othmar Schoeck,  poi  ho già in programma tournée in Australia, Sicilia, Francia, Argentina, Polonia e Uruguay. E infine ho un sogno nel cassetto: suonare al LAC di 
Lugano, come solista, il concerto per violino di Brahms Op.77, accompagnata dall’Orchestra della Svizzera italiana». A buon intenditor…

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