Marzio Picchetti: «Noi “steineriani” siamo sempre visti in modo un po’ strano». (Foto Hsaskia Landrini Cereghetti)

Baby papà in un mondo di luci

Di professione fa il coordinatore tecnico per la Compagnia Finzi Pasca. Marzio Picchetti è un ragazzo che ha bruciato le tappe. E che a 19 anni era già padre. – PATRICK MANCINI

A 19 anni era già papà. Di uno splendido bimbo arrivato a sorpresa. E aveva già in testa che da grande avrebbe lavorato dietro le quinte del mondo dello spettacolo. Marzio Picchetti oggi di anni ne ha 26. Coordinatore tecnico della Compagnia Finzi Pasca, è un ragazzo che ha bruciato le tappe. In tutti i sensi. «A 13 anni – racconta – davo già una mano in teatro. Sono uno che ha fatto la scuola Steiner, figlio di una burattinaia e di un falegname. Da loro ho ereditato creatività e praticità». 

Fuso orario 
La sua casella di posta elettronica trabocca di corrispondenza. Marzio, cresciuto a Rivera ma residente a Locarno, è sollecitato a ogni ora. Formatosi come lighting designer a Londra, si occupa di tutti gli aspetti tecnici legati agli spettacoli della compagnia. Dalle luci al suono. «Sono il collante tra il regista e lo scenografo. Tocca a me analizzare gli spazi in cui si svolgeranno le esibizioni e studiare le soluzioni migliori. Spesso lo faccio al computer, grazie alla tecnologia tridimensionale. Ogni teatro, ogni spazio, ha caratteristiche precise e diverse. Bisogna sempre adattarsi. Il mio compito è quello di fare in modo che gli spettacoli siano messi in scena con la stessa qualità in qualsiasi contesto sparso per il mondo. Al momento sto seguendo ben cinque spettacoli in contemporanea, con decine di persone coinvolte». Tournée che attraversano Paesi come la Corea o il Messico. «Prima giravo parecchio anche io. Adesso lavoro prevalentemente dal Ticino, per potere stare vicino a mio figlio. Il mio ufficio? È ovunque, itinerante. Non è sempre evidente. Perché devo, in ogni caso, restare disponibile 24 ore su 24, dal lunedì alla domenica. Il mio collaboratore più stretto, vive in Canada. Con i fusi orari, capita che mi chiamino alle 10 di sera». 



Un bimbo che emoziona 
Il curriculum di Marzio è impressionante. Nel 2009 inizia il rapporto con Daniele Finzi Pasca, con cui realizzerà spettacoli del calibro di Donka e La verità. Nel frattempo, un’infinità di altre collaborazioni. Su tutte, spicca quella con i Sinplus, nel 2012. «È l’anno in cui parteciparono all’Eurovision Song Contest. Mi diedero da studiare la piantina dello studio in cui si svolgeva la finalissima, in Kazakistan. E io gestivo il tutto da Londra e dal Ticino». Marzio parla cinque lingue. E ha una personalità di ferro. «Noi “steineriani” siamo sempre visti in modo un po’ strano – ironizza –. I miei conoscenti sanno che sono sempre stato un po’ particolare. Anche per questo non si sono sorpresi quando hanno saputo che ero diventato papà in giovane età». Il 26enne si emoziona quando parla del figlio. «Non è mai stato un peso per me. Io e sua mamma, strada facendo, ci siamo separati. Ma siamo rimasti in ottimi rapporti. Questo bimbo è un bene prezioso. Mi ha responsabilizzato. Ho sempre lavorato per portargli a casa il pane, anche parallelamente agli studi. Per un anno è stato anche a Londra con me. Certo, ho dovuto fare tante rinunce. Negli ultimi sette anni, non sono mai andato in vacanza. Lo farò presto, da solo. Per tirare un po’ il fiato. E poi cercherò di coltivare maggiormente i miei hobby. Amo giocare a uni-hockey, fare escursioni nella natura, e in particolare restaurare biciclette d’epoca. Con i miei ritmi folli sono stato costretto anche a trascurare le amicizie. Perché quando finisci spesso tardi alla sera, diventa difficile anche solo uscire a bere qualcosa». 

L’arte con altri occhi 
Poi Marzio parla di sua sorella, Ilaria, che studia storia dell’arte. Con lei, circa un anno fa, ha fondato un’associazione senza scopo di lucro, sensoinarte.ch. «Lo scopo è quello di divulgare l’arte anche attraverso modi non canonici. Puntando sui cinque sensi, ad esempio. Presto porteremo a Locarno una mo-stra in cui ci si chiede cosa vogliono dirci, attraverso l’arte, le persone che vivono in Paesi colpiti dalla guerra. Mi piacerebbe che in Ticino ci fosse una maggiore sensibilità per l’ambito artistico. In Polonia i bambini, una volta a settimana, vanno a teatro con la scuola. Da noi sembra un’utopia». Sospira, Marzio. E aggiunge: «Adesso con la Compagnia Finzi Pasca stiamo preparando lo spettacolo che si terrà nel 2019 a Vevey, per la Fête des vignerons, una festa che si tiene ogni 25 anni. Sarà una bella sfida. Anche stressante. Ma io lo stress ho imparato a gestirlo. Quando non ne posso più, scappo per qualche giorno sui Monti di Ces, in Leventina, e rinasco. A volte mi basta guardare mio figlio per farmi forza e trovare nuova grinta. Ha da poco iniziato la prima elementare. Vederlo entrare in classe è stato toccante, commovente».

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