Mattia Zamboni, quando un gioco diventa un mestiere

Un viaggio e un’esperienza di lavoro negli Usa gli fanno riscoprire il magico mondo dei mattoncini al quale ha dedicato 2 libri, con 20mila copie vendute.

Una passione non muore mai.  Può assopirsi, ma prima o poi riemerge più forte che mai, come è accaduto a Mattia Zamboni, ingegnere, attualmente ricercatore alla SUPSI, che qualche anno fa ha riscoperto il piacere di costruire coi Lego e ne ha fatta un’attività professionale. «Da piccolo adoravo i Lego. Ci giocavo moltissimo: mi piaceva costruire, creare, soffermarmi sulle questioni tecniche...non a caso, poi, sono diventato ingegnere! Una volta adolescente li ho completamente messi da parte, come spesso accade crescendo, ma nel 2006, con la nascita di mio figlio Leonardo li ho ripresi in mano e mi sono accorto di esserne ancora fortemente attratto, in particolare dal loro aspetto ingegneristico combinato a quello matematico-geometrico. Ho anche scoperto che erano stati creati dei software coi quali poter realizzare costruzioni virtuali su PC senza limiti di pezzi! Questa possibilità mi ha aperto un mondo», ci spiega Mattia, che nel 2009, durante un soggiorno lavorativo negli States, è rimasto completamente stregato dal mondo dei mattoncini.

Gli Usa, regno magico dei Lego
«Ho viaggiato molto per lavoro nel corso degli anni e i famosi mattoncini li ho trovati in ogni angolo del mondo. Negli States, però, il fenomeno era particolarmente dilagante e ho visto cose incredibili: 76 LEGO stores sul suolo nazionale, 2 parchi Legoland, 8 Discovery Centers, eventi e incontri organizzati da appassionati, appuntamenti settimanali di costruzione in biblioteche in tutti i comuni, artisti che realizzando statue ne hanno fatto la loro carriera: insomma un fermento ben diverso che alle nostre latitudini» ci racconta. Così, già fortemente motivato, Mattia ha sentito di voler fare di più: «Percepivo la passione tra la gente e ho cominciato col creare un sito internet dedicato al mio progetto Lego. Poi, curiosando in rete, ho avuto l’occasione di trovare delle fotografie di un appassionato che sulla base di un set di pezzi aveva costruito una ventina di modelli di autoveicoli meravigliosi, tutti molti diversi tra loro. Sono rimasto affascinato da questa possibilità e così, comprato il set, ho provato a ricostruire i modelli aiutandomi con le fotografie. È stato un esercizio di logica per nulla semplice ma alla fine li ho ricreati tutti – afferma Mattia –. In quel momento ho ripensato alla mia infanzia e alle tanto amate riviste di costruzioni Lego Technic disponibili negli anni ʼ80, e ho deciso di creare quel libro che io stesso avrei tanto voluto avere da bambino. Un libro che mostrasse modelli interessanti, ma che mi desse anche le istruzioni per costruirli. Inoltre, creare un libro e curarlo nei dettagli, sarebbe stata l’occasione di unire la mia passione per la grafica e fotografia a quella per i Lego: mi sono quindi messo al lavoro senza tregua, e una volta pronta la bozza del libro, l’ho spedita all’autore dei modelli presentandogli la mia idea. Lui è rimasto impressionato dal mio lavoro e così abbiamo deciso di unire le forze nella creazione del libro». 

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Non si è mai troppo grandi per i Lego »

Trovare un editore, a quanto pare, è stato semplice: «Negli Stati Uniti, grazie anche ai loro grandi numeri, i rapporti con le persone sono molto più informali e rendono i contatti  con personalità o aziende di rilievo alla portata di tutti; con tanta buona volontà e intraprendenza, le opportunità non mancano, e così è stato anche per me, che sono riuscito rapidamente a far conoscere la mia passione e le mie capacità. Il mio libro infatti è poi stato tradotto in diverse lingue, e a questo volume ne è seguito un secondo» ci racconta fiero. Inaspettatamente, col tempo Mattia si è visto attribuire una certa notorietà tra gli appassionati di Lego: è invitato a eventi, contattato da nuove case editrici e a Legoland, in Florida, è stato presentato come special guest: «È stato emozionante ritrovarmi  a firmare autografi, così come sono soddisfatto che le mie creazioni grafiche oggi appaiano anche su altri libri LEGO di successo», ammette, anticipando di avere in cantiere un nuovo libro. Il tempo libero di Mattia Zamboni è davvero poco, ma per lui non sembra essere un problema: «A volte mi manca qualche ora di sonno, questo mio mondo mi affascina così tanto che spesso a tarda notte sto ancora lavorando sui miei progetti. Ma grazie ai Lego ho anche rafforzato il rapporto coi miei figli, condividendo una passione e trascorrendo molto tempo giocando con loro». A questo proposito, Mattia ci tiene a sottolineare un aspetto: «Ho creato questi libri per mostrare le infinite possibilità dei famosi mattoncini, includendo istruzioni dettagliate per la creazione di parecchi modelli. Ma è in sostanza una guida divertente per scoprire nuove tecniche di costruzione e stimolare la creatività dei lettori. Gli impieghi dei mattoncini sono infatti i più svariati: c’è chi li predilige per la costruzione di intere città, chi per modelli ingegneristici, chi si proietta nello spazio e chi li utilizza per la creazione di spettacolari mosaici. Trovo che sia un aspetto bellissimo dei Lego, ed è probabilmente la chiave del loro successo».

Gli oggetti chiave di Mattia Zamboni:

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TESTO: Giada Mossi

FOTO: Annick Romanski

Pubblicazione:
lunedì 18.05.2015, ore 00:00


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