Memoria e demenza senile

Esercizi di attenzione e di concentrazione allenano le capacità cognitive dell’anziano. Pro Senectute Ticino e Moesano propone corsi mirati.

Le parole cambiamo significato se si aggiunge una sillaba, una vocale: fisco diventa fisico, vicolo - vincolo, trama-trauma. Un esercizio apparentemente semplice, che tuttavia diventa complicato se a svolgerlo sono persone che hanno una diagnosi di demenza lieve. «La demenza è una malattia degenerativa del cervello, gli esercizi di attivazione della memoria possono essere considerati una terapia complementare a quella farmacologica. Lo scopo è quello di sollecitare la memoria breve con esercizi di  concentrazione e attenzione», spiega Paola Rizzi, neuropsicologa e animatrice del corso di attivazione cognitiva di Pro Senectute Ticino e Moesano.

Ilde è conscia che la memoria le gioca brutti scherzi, pertanto è felice di essere parte di questo gruppo, dove il confronto con gli altri le permette di essere più a suo agio e partecipare attivamente agli esercizi bisettimanali di  allenamento della memoria: «Così mi sforzo a ricordare», dice. Affermazione a cui si associano i compagni di corso Nicla, Valeria, Anita e Carlo.

Terapia di sostegno
Le persone che frequentano i corsi di attivazione cognitiva nei centri diurni di Pro Senectute hanno già una diagnosi accertata di difficoltà cognitive iniziali o di grado lieve. La frequenza di questo genere di corsi vuole essere una terapia di sostegno complementare, ma non è la soluzione del problema. «La demenza una volta diagnosticata è destinata a progredire, pertanto nei gruppi di attivazione cognitiva si lavora per rallentare il processo degenerativo delle funzioni cognitive», aggiunge la neuropsicologa. Così, anche un’ovvietà come ripetere il proprio nome, il giorno, il mese e l’anno diventa un esercizio di memoria, che stimola le abilità cerebrali. Nei gruppi di attivazione cognitiva i temi si affrontano come se fosse la prima volta. Anche oggi i compiti in classe sono stati assolti egregiamente, lo si legge sui volti degli allievi, e su quello soddisfatto della neuropsicologa Paola. Non resta che chiudere il quadernone e trasferirsi nel «giardino sensoriale» del centro diurno di Balerna per recuperare profumi e colori depositati nella memoria.

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Si comincia a parlare di demenza quando le funzioni cognitive del cervello sono perturbate. Esistono diverse forme di demenza, la più frequente è l’Alzheimer. Pro Senectute in collaborazione con l’associazione Alzheimer svizzera lancia una campagna nazionale con l’obiettivo di informare e sensibilizzare la popolazione su questo genere di malattie.

Si vuole così rompere un tabù allo scopo di arrivare ad una diagnosi precoce, e quindi migliorare l’aiuto e la solidarietà tra i pazienti coinvolti. Si insiste sul fatto che le alterazioni delle facoltà cerebrali coinvolgono in primo luogo i malati, ma anche i parenti più prossimi sono coinvolti.  Dal punto di vista dell’evoluzione demografica, entro il 2050 saranno probabilmente 300mila le persone colpite da demenza, mentre attualmente sono circa 116 mila.

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In Svizzera, con quasi 100 anni di esperienza, Pro Senectute è la maggiore organizzazione professionale e di servizi attiva a favore delle persone anziane. Dal 2007 il partenariato tra Coop e Pro Senectute ha come obiettivo quello di migliorare la vita della popolazione anziana. Ogni giorno, nei 130 centri di consulenza distribuiti sul territorio, Pro Senectute offre servizi e corsi che spaziano dalla salute allo sport, dalla formazione alla cultura.

Pro Senectute offre:
• servizi allo scopo di favorire la vita dell’anziano a casa propria
• consiglia  le persone anziane e
i propri congiunti in modo discreto
• sostiene gli anziani che si confrontano con difficoltà finanziarie
• si impegna per l’integrazione delle
persone anziane nella società,
attraverso progetti intergenerazionali e servizi sociali nella collettività.

Per informazioni sulle attività e i centri di consulenza di Pro Senectute Ticino e Moesano, telefonare al numero 091 912 17 17

Testo: Carmela Maccia

Foto: Sandro Mahler

Pubblicazione:
lunedì 01.06.2015, ore 00:00