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Meride, sulla terrazza degli artigiani

Piazza Mastri: il nome rievoca la tradizione artistica che ha fatto la storia del borgo. C’è chi ha scelto il piccolo centro alle pendici del Monte San Giorgio per la sua tranquillità e chi invece lo sta per lasciare. E poi c’è l’annoso problema dei parcheggi: pomo della discordia tra i residenti. — GIORGIA VON NIEDERHÄUSERN

Posto alle pendici del Monte San Giorgio, patrimonio mondiale dell’UNESCO, rivolto verso Sud, Meride e la sua Piazza Mastri si immergono nelle dolci colline del Mendrisiotto, spesso paragonate ai panorami della Toscana.
Alla piazza si giunge percorrendo la via principale dell’ex Comune, diventato quartiere di Mendrisio con l’aggregazione del 2013, lungo cui si presentano la sede principale del Museo di arte sacra e il Museo dei fossili. La piazza fa da terrazza al nucleo storico. Da qui infatti si gode della vista sul verde dei vigneti, campi e frutteti sottostanti. Sotto la statua di San Rocco pellegrino (opera di Augusto Crociani), fissata nella nicchia della facciata della Chiesa dedicata al santo, passa, quasi per riceverne la benedizione, qualche escursionista diretto al Poncione d’Arzo, alla vetta del San Giorgio o al sentiero didattico geo-paleontologico.  



Artisti di ieri e di oggi
Nel nome di Piazza Mastri riecheggia la tradizione artigianale ed emigratoria del paesino. Entrando nella chiesa, custode di alcuni dipinti di artisti mendrisiensi, spicca la pala d’altare di Quirico Giorgioli, esponente della famiglia di artisti di Meride (attestata dal XVI secolo) che fornì sculture religiose e manufatti a varie chiese del Mendrisiotto e del Luganese e che lavorò nei cantieri di mezza Europa fino al XIX secolo. Al Museo di arte sacra di Meride, che ha il suo spazio principale in Via Peyer, a due passi dal centro del borgo, sono esposte varie opere dei Giorgioli. In piazza si trova invece l’archivio del museo, con un’area dedicata a mostre temporanee (vedi riquadro a pag.61). Pittori, ebanisti, scalpellini, stuccatori… Nei secoli scorsi da Meride partirono molti artigiani.

La vista dalla piazza verso l’altipiano.

Fonti storiche raccontano del lavoro che i «mastri» di Meride svolsero in Italia, Germania o Olanda. Diego Willy Corna, regista, attore e autore della compagnia teatrale Concreta, abita in uno degli edifici del cuore del borgo. Cosa significa vivere qui? «Prima di tutto ha influenzato molto il mio lavoro. Ogni mattina, la prima cosa che vedo aprendo le persiane di casa mia è la statua di San Rocco. Quest’opera, l’idea di viaggio verso la montagna, ma anche le rondini e gli altri uccellini che si vedono e sentono, il costante canto dell’acqua della fontana… sono tutti elementi che si ritrovano, ad esempio, nella nostra pièce Dialoghi sulle alture». Piazza Mastri di Meride reinterpretata su un palco: che possa essere un modo alternativo per ammirarla? Originario di Chiasso, Diego Willy Corona ci racconta: «Mi sono trasferito qui soprattutto perché mi piace la solitudine. E questo è un luogo isolato e calmo».

La statua di San Rocco pellegrino con cane.

«Un po’ troppo calmo» per Mattia Rigano, gerente della bottega-bar L’incontro, creata tre anni fa dall’Associazione MerideInsieme. Un ristorante-bar corredato di un minuscolo angolo «shopping». Togliendo agli abitanti del nucleo qualche ora di tranquillità, ma compensandoli con tanta musica giovane, Rigano, membro della band ABC (Against Babylon Corporation), organizza regolarmente eventi. Tra quelli in programma a settembre: un aperitivo indiano (il 3), una risotatta con musica popolare (l’11, in giornata ) e il concerto del gruppo  rockabilly milanese The Goose Bumps (il 30 sera).

Cercasi nuovo gerente
Ora, afferma, dopo tre anni di esperienza a Meride, è giunta l’ora di affrontare nuove avventure, «magari fare un bel viaggio con Simona», sua compagna nella vita e nel lavoro. A novembre lasceranno il locale e la piazza.
Ad ogni modo «la bottega-bar L’incontro continuerà a vivere», assicura Pascal Cattaneo, presidente dell’Associazione MerideInsieme ed ex sindaco di Meride, che ha coperto la carica fino all’aggregazione con Mendrisio, dove è stato consigliere comunale fino a quest’anno. «A settembre – conferma – verrà pubblicato un bando di concorso per trovare un nuovo gerente».


Mattia Rigano e Simona Scettrini alla bottega-bar L’incontro.



La questione dei parcheggi
«Abusi dei parcheggi della piazza? Avvenivano già quando ero sindaco io. E ciò nonostante venissero comminate multe e il Municipio interpellasse i consuetudinari contravventori». È questa la prima reazione di Pascal Cattaneo quando gli riferiamo delle segnalazioni giunteci da residenti del paesino (che ci chiedono di poter rimanere nell’anonimato), stufi delle macchine parcheggiate tutta la notte in Piazza Mastri. Una situazione di frustrazione legata soprattutto al fatto che agli abitanti di Meride si richiede di posteggiare nel vicino autosilo o sui parcheggi fuori dal nucleo storico. E di farlo a pagamento. Sui sei (tre nel periodo estivo, quando la metà è occupata dai tavolini della bottega-bar) posteggi di Piazza Mastri, sarebbe infatti consentito sostare solo per un tempo massimo di 90 minuti.

L’attore, autore e regista teatrale Diego Willy Corna alla finestra della sua abitazione, situata in piazza.


Ecco quindi la ragione del malcontento di quegli abitanti che affermano di parcheggiare (e soprattutto pagare) secondo le norme in vigore. «La piazza – sbotta qualcuno – andrebbe usata come luogo per socializzare, non come parcheggio fisso!». «Dovessero giungere segnalazioni puntuali fatte formalmente da parte di cittadini o dalla commissione di quartiere, ci occuperemmo senz’altro del problema», è la replica del capo Dicastero sicurezza pubblica di Mendrisio Samuel Maffi, da noi contattato. Una cosa è chiara: i parcheggi rimarranno dove sono. «Le persone – afferma il vicesindaco della Città – tendono a richiedere posteggi il più vicino possibile alla loro meta. Eliminarli potrebbe penalizzare servizi e punti di interesse del quartiere». San Rocco, in ogni caso, dall’alto della sua nicchia continuerà a benedire tutti, siano essi solo di passaggio oppure no, bipedi o a quattro ruote.

L’archivio del Museo di arte sacra di Meride, in Piazza Mastri, conserva gli antichi «Libri della Vicinia» (1558-1803), l’archivio ecclesiastico, l’archivio parrocchiale e altri manoscritti. Una sala è dedicata a mostre temporanee. L’archivio, parzialmente consultabile da parte del pubblico, è aperto su richiesta.  Il Museo in Via Peyer resterà aperto ogni sabato e domenica dalle 14 alle 17 fino a fine settembre.  



A pochi passi da Piazza Mastri, Il Museo dei Fossili del Monte San Giorgio (in Via Peyer 9) espone fossili di animali e piante provenienti dai giacimenti del monte, iscritto nel Patrimonio mondiale dell’UNESCO. Il museo è aperto dal martedì alla domenica dalle 9 alle 17.

Visita il sito internet di Massimo Pedrazzini

Il fotografo che ha realizzato le foto panoramiche per Cooperazione.

​​Visita il sito internet di Massimo Pedrazzini​

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