Per Michela Ferrari-Testa, la nuova tassa non risolve alcun problema.

«No alla tassa»

Michela Ferrari-Testa, presidente del Consiglio regionale Coop Ticino e membro del comitato contro la modifica legislativa, si esprime sulla votazione del 5 giugno. — GERHARD LOB

Tutti in Ticino si lamentano del traffico, del caos viario e delle code chilometriche. Anche Lei è stufa di questa situazione?
Certo, anch’io sono stufa. Anche se la situazione concerne in particolare il Sud del Ticino e certi momenti della giornata, ne siamo tutti convolti.

Per togliere qualche auto dalla strada, il governo propone la tassa di collegamento, prelevata dai grandi generatori di traffico con più di 50 posteggi. I soldi devono servire per poter finanziare il trasporto pubblico. Condivide quest’idea?
Condivido l’obiettivo di migliorare la mobilità, ridurre il numero di vetture sulla strada e avere un traffico più scorrevole. Ritengo sia necessario intervenire, ma sono convinta che la tassa di collegamento non sia lo strumento adatto.

Tutti in Ticino si lamentano del traffico, del caos viario e delle code chilometriche. Anche Lei è stufa di questa situazione?
Certo, anch’io sono stufa. Anche se la situazione concerne in particolare il Sud del Ticino e certi momenti della giornata, ne siamo tutti convolti.

Per togliere qualche auto dalla strada, il governo propone la tassa di collegamento, prelevata dai grandi generatori di traffico con più di 50 posteggi. I soldi devono servire per poter finanziare il trasporto pubblico. Condivide quest’idea?
Condivido l’obiettivo di migliorare la mobilità, ridurre il numero di vettu-
re sulla strada e avere un traffico più scorrevole. Ritengo sia necessario
intervenire, ma sono convinta che la tassa di collegamento non sia lo strumento adatto.

Perché?
Non si può cambiare il comportamento della popolazione in poco tempo. Inoltre, nel nostro cantone, non disponiamo di un trasporto pubblico capillare, che ben difficilmente potrà essere attuato quale valida alternativa con la somma che lo stato si prefigge di incassare. L’automobile è e resta una necessità.

I fautori della tassa dicono che questa tassa è minima ed è meglio di niente…
Non vedono però gli effetti negativi. Questa tassa tocca anche i ticinesi, non solo i frontalieri, e andrebbe a colpire una parte importante dell’economia. Questo mi preoccupa molto. L’utenza
di un centro commerciale verrebbe gravata da una tassa, che potrebbe indurre i consumatori ad andare a fare la spesa in Italia, già attrattiva per una serie di fattori, incentivando il turismo dell’acquisto. Tutto questo potrebbe avere un effetto negativo che costerebbe molto più dei 18 milioni di franchi che la tassa dovrebbe portare nelle casse del cantone.

Il governo parla di 10 centesimi di tassa per cliente di un centro commerciale. Non sembra un importo esagerato.
Questo importo, poco importa quanto sia, va a toccare la sensibilità di un acquirente. Non è una questione di 10 centesimi. Un cliente che sa che deve pagare per un posteggio, facilmente cerca un centro dove il posteggio è gratuito.

Un grande distributore potrebbe decidere di pagare questa tassa e di non farla pesare sul cliente. Sarebbe una soluzione?
Ma questo non è il senso della tassa. Se un generatore di traffico decide di non girarla sui clienti, non si ottiene lo scopo desiderato. L’idea soggiacente è quella di colpire l’utente affinché usi meno l’automobile. E poi non dimentichiamo che la grande distribuzione vive anni difficili. La situazione è delicata e in una zona di confine come la nostra il problema del turismo dello shopping è enorme. Con la tassa c’è un rischio reale di peggioramento della situazione, con chiusura di punti vendita e perdita di posti di lavoro.

Il direttore del dipartimento territorio, Claudio Zali, lamenta il fatto che non ci sono altre idee per togliere le auto dalla strada. Lei ha delle proposte?
Ci sono già ditte che incentivano i lavoratori ad effettuare spostamenti in comune condividendo l’auto. Si devono seguire questi esempi che sono più efficaci di nuove tasse. Nella discussione sulla votazione abbiamo sentito la frase «Chiunque voterà contro questa tassa non avrà più diritto a lamentarsi del traffico». Sono frasi ad effetto, ma prive di senso. Chi vota no a questa tassa dice solo che non è d’accordo con questa proposta, fermo restando che il problema del traffico esiste e necessita di una soluzione.

Cosa succederà se la tassa verrà bocciata?
Spero che venga bocciata ma riconosco che i grandi generatori di traffico, Coop compresa, devono mettere velocemente sul piatto delle proposte, fosse anche una misura sola, ma efficace. Devono far vedere che c’è la volontà di risolvere quest’ importante problema. Non si può cambiare il comportamento della popolazione in poco tempo. Inoltre, nel nostro cantone, non disponiamo di un trasporto pubblico capillare, che ben difficilmente potrà essere attuato quale valida alternativa con la somma che lo stato si prefigge di incassare. L’automobile è e resta una necessità.

I fautori della tassa dicono che questa tassa è minima ed è meglio di niente…
Non vedono però gli effetti negativi. Questa tassa tocca anche i ticinesi, non solo i frontalieri, e andrebbe a colpire una parte importante dell’economia. Questo mi preoccupa molto. L’utenza di un centro commerciale verrebbe gravata da una tassa, che potrebbe indurre i consumatori ad andare a fare la spesa in Italia, già attrattiva per una serie di fattori, incentivando il turismo dell’acquisto. Tutto questo potrebbe avere un effetto negativo che costerebbe molto più dei 18 milioni di franchi che la tassa dovrebbe portare nelle casse del cantone.

Il governo parla di 10 centesimi di tassa per cliente di un centro commerciale. Non sembra un importo esagerato.
Questo importo, poco importa quanto sia, va a toccare la sensibilità di un acquirente. Non è una questione di 10 centesimi. Un cliente che sa che deve pagare per un posteggio, facilmente cerca un centro dove il posteggio è gratuito.

Un grande distributore potrebbe decidere di pagare questa tassa e di non farla pesare sul cliente. Sarebbe una soluzione?
Ma questo non è il senso della tassa. Se un generatore di traffico decide di non girarla sui clienti, non si ottiene lo scopo desiderato. L’idea soggiacente è quella di colpire l’utente affinché usi meno l’automobile. E poi non dimentichiamo che la grande distribuzione vive anni difficili. La situazione è delicata e in una zona di confine come la nostra il problema del turismo dello shopping è enorme. Con la tassa c’è un rischio reale di peggioramento della situazione, con chiusura di punti vendita e perdita di posti di lavoro.

Il direttore del dipartimento territorio, Claudio Zali, lamenta il fatto che non ci sono altre idee per togliere le auto dalla strada. Lei ha delle proposte?
Ci sono già ditte che incentivano i lavoratori ad effettuare spostamenti in comune condividendo l’auto. Si devono seguire questi esempi che sono più efficaci di nuove tasse. Nella discussione sulla votazione abbiamo sentito la frase «Chiunque voterà contro questa tassa non avrà più diritto a lamentarsi del traffico». Sono frasi ad effetto, ma prive di senso. Chi vota no a questa tassa dice solo che non è d’accordo con questa proposta, fermo restando che il problema del traffico esiste e necessita di una soluzione.

Cosa succederà se la tassa verrà bocciata?
Spero che venga bocciata ma riconosco che i grandi generatori di traffico, Coop compresa, devono mettere velocemente sul piatto delle proposte, fosse anche una misura sola, ma efficace. Devono far vedere che c’è la volontà di risolvere quest’ importante problema.

Il 14 dicembre 2015, il Gran Consiglio ha approvato la modifica della Legge sui trasporti pubblici, introducendo la tassa di collegamento a carico di importanti generatori di traffico a parziale copertura dei costi del trasporto pubblico. La tassa di collegamento è applicata a circa 200 generatori di traffico, aziende e centri commerciali con almeno 50 posteggi. Contro la modifica della legge è stato promosso un referendum che ha raccolto 24.000 firme. La votazione popolare è stata fissata per il 5 giugno 2016.

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