Il problema dei posteggi tocca da vicino anche il mondo economico.

Michele Dedini
— Un dialogo importante

L'INTERVISTA — Gli interessi del mondo economico e quelli ambientali devono andare di pari passo. A questo scopo è stata creata di recente un’associazione in Ticino.

Michele Dedini ci spiega le ragioni che hanno portato alla nascita della nuova Associazione economia e ambiente (Assea), della quale è presidente.

All’inizio del mese è stata fondata l’Associazione economia e ambiente Assea. Era necessario creare un’ulteriore associazione ambientalista?
Non si tratta di una nuova associazione ambientalista. L’associazione è nata dalla volontà di varie associazioni economiche che vogliono il dialogo e l’implementazione di misure sostenibili per risolvere le problematiche ambientali che affliggono il cantone, come per esempio il traffico.

Dunque lo spunto era il traffico sempre più congestionato…
Il traffico è un tema di grande attualità, che concerne e fa soffrire cittadini e aziende. In futuro ci occuperemo anche di altri temi, come l’energia.

Gli interessi dell’economia e dell’ambiente sono inconciliabili?
No, gli interessi del mondo economico e gli interessi ambientali devono andare di pari passo. I problemi dell’ambiente sono difficilmente risolvibili senza le risorse del mondo economico; quest’ultimo necessita di una situazione quadro favorevole dal punto di vista ambientale.

Sembra che l’Assea sia occupi più di economia che di ambiente.
Siamo nati da un’iniziativa del mondo economico, ma vorremmo portare allo stesso tavolo anche esponenti del mondo ambientale. Cerchiamo il dialogo.

Il Dipartimento del territorio sta lottando contro il traffico, limitando i posteggi oppure tassando i posteggi delle aziende. Voi non siete d’accordo. Perché?
Nel passato si era creata una tassa di collegamento per i grandi generatori di traffico. Ora non si vuole più tassare solo chi dispone di un collegamento, ma tutte le aziende che hanno più di cinquanta posteggi. È una misura fiscale che serve solo a far cassa. Non risolve nessun problema. È un unicum in Svizzera: lo Stato impone una tassa a un privato per l’utilizzo privato del suo suolo.

Quali sono le proposte per migliorare la mobilità e ridurre il traffico individuale?
Cerchiamo soluzioni per la mobilità aziendale come il car sharing o il car pooling. Ci vogliono incentivi e un cambiamento di mentalità. E poi occorre un trasporto pubblico più performante e più efficiente.

Tutti vogliono un servizio pubblico migliore. Ma chi paga?
Se non si vogliono aumentare le imposte occorre ridurre i costi. In Ticino la gestio­ne dei trasporti pubblici è fatta da molte aziende: ciò crea costi troppo alti per un piccolo cantone come il nostro. Si dovrebbe ripensare l’organizzazione del trasporto pubblico sull’esempio di Zurigo.

Ma non è necessario prima un cambiamento di mentalità per passare dall’auto al trasporto pubblico?
Sicuramente, ma fino a quando il traffico pubblico non sarà attrattivo sarà difficile. Bisogna essere creativi. E le aziende sono disposte a portare il loro contributo.

Che cosa ha fatto l’Assea fino ad ora?
Siamo appena nati, ma abbiamo già presentato uno studio di analisi sulle conseguenze della modifica del Regolamento della Legge sullo sviluppo territoriale, pubblicata senza che l’apposita commissione fosse stata consultata. Non è cosi che si lavora. La tassa sui posteggi è la stessa cosa. Il Consiglio di Stato dovrebbe cercare il dialogo con le associazioni.

Avete dichiarato guerra al Dipartimento del territorio?
Assolutamente no. Non facciamo la guerra a nessuno: vogliamo collaborare con tutti per trovare soluzioni condivise, ma non accettiamo soluzioni imposte dall’alto che non portano benefici all’ambiente, ma solo disagi alle aziende e a tutti
i ticinesi.

Michele Dedini

1968 Nasce a Locarno, dove ottiene la maturità al Liceo cantonale.
1987 A Zurigo studia al Politecnico e all’Uni.
2002 Entra nella direzione di Ubs, con ruoli manageriali in Ticino.
2010 Studia presso l’Harvard Business School di Boston.
2011 Fonda a Locarno la Naret SA, società finanziaria.

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Testo: Gerhard Lob
Foto: Massimo Pedrazzini
Pubblicazione:
lunedì 01.12.2014, ore 09:00


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