Il modello di locomotiva «Gottardo 2016» di Coop viaggia sul grandioso plastico ferroviario del Museo svizzero dei trasporti di Lucerna. (Foto: Keystone, Colourbox)

Modellismo: c’è anche
la motrice di Coop

«Gottardo 2016» di Coop attraversa la Svizzera, pubblicizzando la festa per l’inaugurazione del tunnel di base del San Gottardo prevista per giugno. Ora l’ambasciatrice «Gottardo» di Coop è disponibile anche in miniatura. — Thomas Compagno

Da alcuni mesi, una locomotiva FFS modello Re 460 dalla livrea bianca  e arancione e decorata con il logo «Gottardo 2016» (vedi sopra a destra) circola quotidianamente lungo la rete ferroviaria svizzera, pubblicizzando l’inaugurazione del tunnel di base del San Gottardo prevista per il 1° giugno e i grandi festeggiamenti con la popolazione che si terranno nel finesettimana immediatamente successivo. Le ragioni che hanno spinto Coop, in veste di sponsor principale di «Gottardo 2016», a mettere sui binari questo appariscente strumento pubblicitario sono più che fondate: il nuovo tunnel di base del San Gottardo rafforzerà il trasporto pubblico e favorirà il trasferimento del traffico merci dalla gomma alla rotaia. Creerà poi maggior efficienza energetica e ridurrà ancor di più l’impatto ambientale dei trasporti sull’asse Nord-Sud. Ecco perché il tunnel di base è così importante anche per Coop.

Modellino storico
La locomotiva «Gottardo 2016» circola tra Ginevra e San Gallo e tra Basilea e Berna. Occasionalmente la si potrà incontrare anche sulla tratta del San Gottardo. Una sua «sorellina minore», invece, in edizione ferromodellismo, circolerà prossimamente al Museo svizzero dei trasporti di Lucerna, sul plastico ferroviario esposto. Sul diorama, realizzato all’epoca dagli «Amici lucernesi delle ferrovie e del modellismo» in occasione dell’inaugurazione di questo museo, la mini-locomotiva Re 460 con la scritta Coop e il logo «Gottardo 2016» transita dalla stazione di Erstfeld attraversando imponenti ponti e le tre gallerie elicoidali di Wassen. Il tutto sullo sfondo di uno scenario montano che nella realtà non esiste più da parecchio tempo: il plastico riproduce, infatti, il paesaggio originale del 1959, anno d’apertura del Museo svizzero dei trasporti, quando sul Gottardo non c’era ancora traccia dell’autostrada.

Massima precisione
A garantire la somiglianza del modellino di locomotiva all’originale sin nei minimi dettagli ci pensano gli specialisti della HAG di Stansstad (NW), guidati da Heinz Urech. HAG è una storica azienda svizzera specializzata nella produzione di materiale rotabile per il ferromodellismo di fascia alta. Le vernici sono rigorosamente fedeli all’originale. Anche la tecnica è altamente sofisticata, dai sistemi d’illuminazione al sound. Chi desidera avere la locomotiva «Gottard 2106o» tra i suoi modellini, dovrà quindi sborsare qualche centinaia di franchi. Il modellino è disponibile solo nella rete di rivenditori specializzati e non da Coop. L’originale circolerà, invece, sulla rete ferroviaria svizzera ancora fino alla fine dell’anno.


Vinci le entrate per il museo dei trasporti

La locomotiva «Gottardo 2016» dalla livrea bianca e arancione sta circolando sulla rete ferroviaria svizzera, percorrendo ogni giorno circa 1.000 km. Se vi dovesse capitare di vederla in stazione o in transito, fotografatela con il cellulare o fatevi un selfie nel quale sia visibile anche la locomotiva e inviatecela, specificando il luogo nel quale è stata ripresa. 
Inviatela a: cooperazione@coop.ch
Tra le foto pervenute sorteggeremo tre biglietti validi per una famiglia al Museo svizzero dei trasporti.

Grande hobby

La passione per il ferromodellismo me l’ha passata mio padre, anche lui ferromodellista. Dopo qualche anno sono diventato socio dell’associazione degli «Amici lucernesi delle ferrovie e del modellismo» che, nel 1959, realizzò il modellino della rampa Nord del Gottardo fino a oggi in funzione al Museo svizzero dei trasporti. Fu un regalo delle FFS in occasione dell’inaugurazione del Museo e si trattava di un’opera davvero all’avanguardia della tecnica. Nel corso degli anni, però, l’impianto divenne sempre più obsoleto e soggetto a guasti. Da allora molti componenti sono stati rinnovati e oggi è tornato a funzionare senza intoppi. Quindici anni fa mi fu affidata la manutenzione del modellino. Lavoro come ottico e ogni lunedì mi tengo libere un paio d’ore per occuparmi della pulizia e della manutenzione dell’impianto. La revisione del materiale rotabile la faccio a casa, mentre ogni due anni l’impianto resta fermo per una settimana per le «grandi pulizie». Dal punto di vista turistico la vecchia tratta del San Gottardo è sicuramente molto più interessante del tunnel di base. Perciò l’interesse per questo plastico è destinato a restare vivo.