Per Monica Frigerio i legami familiari sono fondamentali.  (Foto Sandro Mahler)

Monica Frigerio: «Vi spiego come ho fatto la mamma finora»

Storia di una donna che ha messo la famiglia al centro della sua vita. Ma che è anche stata capace di costruirsi un interessante percorso professionale.  — di KERI GONZATO

Vado incontro a Monica Frigerio in una fredda mattinata invernale… Mentre mi reco all’appuntamento, il cielo si tinge di rosa. Una tonalità morbida e accogliente che ritroverò nel racconto di vita di Monica. Sedute al tavolo del centro di socializzazione il tRaGitto, uno dei suoi luoghi di lavoro, mi dice che ama il mattino. «Anche durante le vacanze dormo al massimo fino alle 8, mi piace alzarmi presto e godere del rituale della colazione – dice –. Oggi, davanti ad un cappuccio, facendo due chiacchiere con una signora, ho ricordato l’importanza di approfittare dei piccoli piaceri della vita». Questa è anche la sua intenzione per il nuovo anno,  godere di ogni istante, aprendo gli occhi sui tanti piccoli avvenimenti che rendono preziosa la vita…
Al centro di questi avvenimenti, per Monica, ci sono i legami famigliari. A 22 anni si è sposata decidendo che la sua famiglia avrebbe avuto un ruolo centrale nella sua vita. «Allora, avevo concluso gli studi alla magistrale, senza però trovare lavoro», ricorda, «con la decisione di sposarmi pensai che mi sarei dedicata alla famiglia, lasciando i progetti professionali in secondo piano».

Un nuovo inizio
La vita però è sempre pronta a scombinare i piani… «Sono sempre stata attiva, con un gruppo di mamme a Vacallo creammo forse uno dei primi pre-asili frequentati dalle mamme nel Mendrisiotto e, diversi anni dopo, mi sono ritrovata in formazione per diventare psicopedagogista dell’Apgsi (Associazione di Psicologia Generativa della Svizzera Italiana, sede dell’Istituto Ricerche di Gruppo (Irg) ndr). Lei stessa, mamma di due bambini, decide di mettere a frutto la sua energia e la sua esperienza per offrire sostegno agli altri… 

«

Bisogna approfittare dei piccoli piaceri della vita»

Si iscrive all’Irg di Lugano, da dove è nato il metodo «Fare storie». «Questa formazione, tutt’oggi, mi permette di seguire bambini, dall’asilo alle scuole medie, aiutandoli, attraverso la narrazione e il racconto, a risolvere momenti problematici e superare fasi di cambiamento», spiega Monica, «li seguo in modo individuale, creando una relazione di fiducia che, assieme, ci permette di arrivare a capire da dove arriva l’aggressività, la tristezza o altro, e poi dialogando con i genitori: il lavoro va sempre fatto ad entrambi i livelli, coinvolgendo sia i grandi che i piccoli». Le viene in seguito consigliato di completare gli studi con un percorso universitario. «All’inizio ho esitato, avevo già 35 anni e due figli, l’idea di ritrovarmi sui banchi con ventenni mi spaventava», confida, «ma mio marito e i miei figli mi hanno dato la carica giusta, offrendomi la loro pazienza e il loro sostegno». Monica si butta, laureandosi in filosofia con un indirizzo in psicologia e pedagogia a Pavia: «questo traguardo ha rappresentato una soddisfazione grandissima!».



Al termine degli studi, con alcune colleghe, decide di dare il via a un nuovo progetto… Genitorinsieme nasce per offrire ai genitori uno spazio e un tempo in cui condividere esperienze, incontrarsi e capire che non sono soli ad affrontare determinate sfide e crescere. Gli incontri, che avvengono in varie località ticinesi, permettono di condividere le esperienze, riflettere e soprattutto individuare le proprie risorse. «Il nostro approccio non consiste nell’offrire approcci standard, crediamo che sia importante stimolare il genitore a scoprire quali sono le proprie peculiarità, le proprie risorse e da lì trovare la soluzione ideale per la relazione con i figli: ogni dinamica genitore-figlio è unica, e quindi le soluzioni universali non esistono!». Monica racconta che molti genitori oggi sono troppo cauti, indulgono nel dialogare per ore con i figli quando, talvolta, potrebbe bastare mettere un limite sano… «Un’altra problematica comune oggi è quella dell’esigere la perfezione quando, in realtà, per crescere – sia come figlio che come genitore – è necessario rischiare, provare e anche sbagliare, finché non si trova la propria soluzione». Negli incontri, il valore del raccontarsi diventa un’occasione per 
riacquistare la fiducia nelle proprie capacità di osservare, capire e trovare strategie adeguate. 

Integrazione a più livelli
Dal 2013 poi, Monica porta anche avanti, con altre colleghe, il centro di socializzazione Il tRaGitto. Questo è un luogo dove genitori e bambini – ticinesi e stranieri – possono condividere, insieme a educatrici, un tratto della loro vita. Mentre i bambini giocano, nella stanza accanto, mamme di nazionalità diverse conversano scambiando consigli, esperienze e partecipando ad attività ricreative. La vita di Monica è un intreccio allegro di relazioni umane in cui il sentimento dell’amicizia è fondamentale, sia nella sfera privata che professionale… «Dopo una lunga giornata ritrovo me stessa facendo lunghe passeggiate silenziose, nei boschi e in montagna, insieme con mio marito e il nostro cane», dice con il sorriso. E il giorno dopo, cappuccio, brioche. E si riparte con energia rinnovata!

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