I terrazzamenti con muri a secco di Linescio, Valmaggia.

Viticoltura eroica pre-alpina

Muretti a secco: nei vigneti più impervi e difficili da lavorare si nasconde un patrimonio culturale e ambientale.

Una gran parte dei vigneti ticinesi sono situati in collina e spesso su pendii assai ripidi che ne limitano la lavorazione meccanica. L’importanza del mantenimento di una viticoltura così eroica, oltre che per l’ottima qualità delle uve ottenuta, sta anche nel fatto di preservare l’erosione del suolo. Quasi un migliaio di km di muri a secco sono sparsi su tutto il cantone e la loro manutenzione è affidata in primis ai viticoltori e agricoltori. Un lavoro oneroso, si calcola circa 700.–/1000.– franchi al metro cubo a seconda della loro ubicazione. Conservarli è una vera arte. Si deve conoscere il taglio della pietra che deve incastrarsi in modo perfetto. Un lavoro necessario per la salvaguardia di un paesaggio di qualità. Questi muri a secco rivestono una notevole importanza dal punto di vista naturalistico. Gli spazi liberi presenti tra i sassi rappresentano, infatti, uno spazio vitale per molte specie di animali (insetti, ragni, lumache, rettili, anfibi) e vegetali. La particolarità dei muri a secco è anche la presenza, in uno spazio ristretto, di una varietà di microclimi, con un’alternanza di spazi caldi, freddi, umidi, aridi, soleggiati e ombreggiati. Se qualcuno desiderasse conoscere la tecnica di costruzione di questi muri, un corso è organizzato dall’UTC di Chiasso e si svolgerà dal 20 al 24 luglio.

Millenario campano




È dal 1978 che l’azienda vitivinicola Terredora si è concentrata sulla riscoperta di uno dei più antichi vitigni autoctoni della regione Campania: il Greco, producendo a Montefusco il Greco di Tufo Loggia della Serra. Un vino ricco di personalità e complessità aromatica grazie al fortunato matrimonio tra il millenario vitigno Greco e le caratteristiche del suolo argilloso e calcareo delle alte colline della provincia di Avellino.
Il suo color giallo paglierino si unisce ai sentori fruttati di mela, pesca e albicocca nonché a note più minerali che conferiscono un’ottima freschezza. Morbido e persistente, esalta primi di pasta, crostacei, pesci alla griglia, pollame e, perché no, una tipica mozzarella di bufala.






Esistono principalmente due tipi di potatura in vigna: quella invernale e quella estiva. La seconda, si chiama anche potatura verde perché interessa la parte erbacea della pianta – a differenza della prima, che incide sulla struttura lignificata –. Serve a concentrare le energie della vite in modo giusto (nei tralci che daranno frutti), regola l’esposizione dell’apparato fogliare e dei grappoli alla luce ed è strutturata in modo che l’uva non sia troppa e non venga soffocata dalla vegetazione e sia arieggiata.


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