Neffa: «Resistenza»

Alle spalle ha una lunga carriera, che inizia sulla scena del rap italiano anni Novanta. Un filone da cui Neffa ha poi preso le distanze, specializzandosi in un pop d’autore in equilibrio fra tradizione e modernità.

In Resistenza (Sony), Giovanni Pellino (questo il vero nome) accentua il carattere «vintage» della sua proposta, ispirandosi a certo soul-blues anni Sessanta, una vecchia passione.

Ecco, quindi, una manciata di brani brevi, tutti intorno ai tre minuti, con sonorità e strumenti dal sapore retrò, uniti a testi che mescolano pubblico e privato. Il pezzo che dà il titolo al disco è anche il più «politico», una disanima della durezza del mondo attuale a cui si può resistere con la forza dell’amore. Twit ironizza sulle mode social di oggi, mentre Colpisci racconta la fine di una storia. Sigarette è un singolo formidabile, fra ritmo incalzante e ritornello vincente, Occhi chiusi una nostalgica beguine, Dubai (Why, Oh Why) un malinconico blues. Chiude il cerchio il fascino di una ballata notturna come Giorni e giorni. Niente male.

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Testo: Diego Perugini

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Pubblicazione:
mercoledì 16.09.2015, ore 00:00


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