A Gaiole in Chianti, un agricoltore si prende cura dei filari in questo inizio di primavera.

Nel cuore del
Chianti senese

IL VIAGGIO — A pochi chilometri da affascinanti città come Firenze e Siena, si estende rigogliosa
e intatta la campagna toscana. Visita a questo fazzoletto di terra che vanta un ricco patrimonio sia culturale che culinario.

«L’è piccina, ma ci viene il mondo». È Luciano Porciatti, presidente della Proloco di Radda in Chianti dal 1995, a sintetizzare il successo della località in provincia di Siena in cui è nato e dove è attivo, anche come «artigiano del gusto», con la sua simpatica famiglia. Radda, a una cinquantina di chilometri da Firenze, è il cuore del Chianti senese. Il fulcro di un territorio che, ancora oggi, commuove per la sua bellezza. Nel corso dei secoli, l’uomo l’ha disegnato dolcemente con vigneti, uliveti, poderi, pievi e castelli. La Natura, dal canto suo, ha continuato ad abbracciare il paesaggio umano con colline e boschi di castagni, lecci, carpini, querce, pini e roverelle. A tutto tondo, intorno a Radda, il territorio è così. Ancora oggi.

«Il nostro è un piccolo borgo di origine medievale, ma ha una storia importante che risale alla preistoria proprio per la posizione strategica – ci racconta Luciano –; dal Trecento fu capoluogo della Lega del Chianti. Nei secoli successivi il Governo del Chianti è sempre rimasto a Radda e, infatti, sino al 1960, abbiamo avuto qui la Pretura. Affiancato a Ovest dal paese di Castellina e a Est da quello di Gaiole, è il punto di partenza ideale per scoprire la zona del Chianti classico originario».


A questo punto, interviene il figlio Riccardo che lavora nell’enoteca di famiglia.  È giovane, ma appassionato e scrupoloso nello studio di tutto quello che riguarda il Chianti, quel vino famoso in tutto il mondo  e che ha le radici in questo faz-  zoletto di terra toscana.  «Questa è la zona del Chianti classico originario, l’unico legato al territorio, alla purezza del vitigno Sangiovese. Questa è la culla del Chianti primigenio». Non a caso, il Consorzio Vino Chianti Classico è sorto proprio a Radda nel 1924 per iniziativa di 33 produttori. Oggi il loro simbolo, quello del Gallo Nero, coinvolge circa 600 aziende associate. «Per degustare il vino di alcune cantine – ci ricorda Riccardo che ne è uno degli organizzatori – il prossimo 31 maggio si apre il weekend della 19esima edizione di Radda nel Bicchiere. È un’occasione festosa per conoscere il Chianti proposto da circa 25 produttori della zona e anche per fare confronti con vini provenienti da altri Paesi».

Radda rappresenta solo l’inizio della scoperta del Chianti senese. In un raggio di pochi chilometri, si apre un mondo punteggiato da borghi fortificati   circondati dai filari delle vigne e dalle fronde argentee degli ulivi. Sono il Castello d’Albola, quello di Meleto, la Rocca di Castagnoli. Oggi sono aziende vitivinicole e, in alcuni casi, olearie. Le loro cantine, inebrianti anche solo per il profumo di uva lavorata, sono antiche e imponenti. La fragranza del pane chiantigiano, cotto nei forni a legna, diventa irresistibile se esaltata con quest’olio toscano intenso, fruttato, talvolta pungente o piccante.


Cose buone come i formaggi (il pecorino rosso e nero) e i salumi locali (il prosciutto, la finocchiona, il buristo, il rigatino, il salame) si sposano a luoghi di grande fascino come il Castello di Brolio, di proprietà dei Baroni Ricasoli dal 1141. Dalla sua terrazza, lo sguardo corre a perdita d’occhio sino alle torri di Siena, attraversando a volo d’uccello le colline su cui Bettino Ricasoli, detto anche il «Barone di ferro», nell’Ottocento introdusse la rotazione delle colture, come già avveniva in Inghilterra. Dai suoi esperimenti, in ambito vitivinicolo, nacque inoltre il Chianti classico, prodotto soprattutto con il Sangiovese.

È necessario qualche giorno per esplorare in tutta tranquillità il   Chianti senese. «Non si può tornare a casa  – consiglia Luciano – senza una sosta alla Badia di Coltibuono  o alla Pieve di Santa Maria Novella, una piccola chiesa romanica affiancata da alberi da frutta». Sono tappe rilassanti, da percorrere senza fretta, come quando si scende a fare due passi al Castello di Ama, e vi si scopre inaspettatamente uno spazio all’aperto dedicato all’arte contemporanea. Basta lasciar posare lo sguardo sul Castello di Lucignano, o sul Mulino ai piedi di Barbischio oppure, ancora,  fare una passeggiata a Vertine o nell’elegante borgo di Volpaia per godere a pieno della bellezza di queste contrade. «Sino al 1970, – conclude Luciano – era una zona depressa. Poi il turismo, soprattutto quello degli inglesi, l’ha scoperta e valorizzata. Fortunatamente, il turismo nei decenni successivi non l’ha devastata. Un motivo fondamentale per decidere di visitarla». 

Proloco (Ufficio informazioni turistiche),
Piazza del Castello,
Radda in Chianti
tel. 0039 0577 738494
www.comune.radda-in-chianti.si.it

Affittacamere La Bottega di Giovannino.
Camere e appartamenti in affitto nel centro del borgo.
I fratelli Monica e David gestiscono anche la simpatica Vineria – Osteria a fianco (piatti tipici accompagnati da vini locali).
via Roma 6-8, Radda in Chianti
tel. 0039 0577 735601
www.labottegadigiovannino.it

Ristorante La Botte di Bacco.
Lo chef Flavio D’Auria è l’anima del ristorante dalla fine del 2007.
Propone piatti della tradizione toscana rivisitati.
viale XX settembre 23,
Radda in Chianti
tel. 0039 0577 739008
www.ristorantelabottedibacco.it

Casa Porciatti.
La bottega Porciatti offre un’ampia scelta di ottimi prodotti toscani. In particolare, sono eccellenti i salumi chiantigiani, grazie alla lunga esperienza nella norcineria, appresa dal babbo Luigi.
piazza IV Novembre 1-3,
Radda in Chianti
tel. 0039 0577 738055
www.casaporciatti.it

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Testo: Barbara Brevi
Foto: Ghigo Roli
Pubblicazione:
lunedì 19.05.2014, ore 00:00


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