Nel giardino della regina Rabadan

Il 24 febbraio, il corteo dei bambini sarà aperto dal carro  “Il giardino della regina”. Un omaggio alla neoeletta regina, Elisa Brenni, che affiancherà il suo re, Renato Dotta. — AMELIA VALSECCHI JORIO

Che atmosfera alle Scuole sud di Bellinzona. Fervono i preparativi per il carnevale. «Non sarà presto?», mi chiedo. Ernesto Huber, l’animatore del corso di doposcuola “Nel regno del carnevale” fuga ogni dubbio: «Nient’affatto, stiamo lavorando al carro già da ottobre». Un gruppetto di bambini delle elementari, sotto l’occhio esperto e la guida di Huber, decoratore di vetrine di professione, nonché appassionato di carnevale e membro attivo dei Bambela (gruppo carnascialesco di Bellinzona), ha creato un carro che ha richiesto grandi abilità manuali e un investimento di tempo non indifferenti.

Tutto il materiale da costruzione è stato sponsorizzato da Coop edile+hobby. In concreto, il corso di doposcuola “Nel regno del carnevale” prevedeva dodici incontri il martedì e il giovedì pomeriggio al termine delle lezioni, con un numero massimo di dieci iscritti. Se ne sono annunciati sette: Lea, Aris, Michael, Tania, Fabiano, Liù, LeAnn e ognuno di loro ha potuto firmare un coriandolo di polistirolo rivestito di cartapesta, che è stato fissato al carro. Sei di questi allievi frequentano le Scuole sud, una bambina proviene dalle Scuole nord. Le iscrizioni erano aperte agli alunni del secondo ciclo delle scuole comunali cittadine. «L’occasione che ci ha offerto la direzione delle scuole di Bellinzona, in collaborazione con il Rabadan, TiUnisono (associazione che promuove progetti per valorizzare il carnevale in Ticino) ed Ernesto Huber, ha dato la possibilità ai bambini di avvicinarsi ancor più alla tradizione del carnevale», dichiara soddisfatta Monica Poretti, vicedirettrice delle Scuole sud.

Tra viti, trapano e ranelle 
«Mi passi una ranella?», chiede il decoratore a Michael, mentre Aris impugna il trapano a batteria e fora un listone. Poi è il turno di Lea, che senza timori prende a sua volta il martello e infila un chiodo nel legno. Stanno montando il carro pezzo per pezzo, seguendo le istruzioni del progetto che Huber ha preparato per loro. Anche se le dimensioni sono ridotte rispetto ai colossi che si vedono sfilare la domenica al corteo mascherato, l’impegno da parte di tutti è stato grande per la realizzazione di questo carro. Ogni bambino ha costruito da solo un tassello che lo compone. Michael, per esempio, che è il più piccolo del corso e frequenta la quarta elementare, ha creato il muro di sasso in polistirolo. Il risultato è di grande effetto, ma non sono da meno gli altri elementi del carro realizzati dai suoi compagni.

«Ognuno ha utilizzato una tecnica pittorica diversa – spiega Lea –; e abbiamo imparato a stendere la pittura in modo uniforme». Sembra proprio che i piccoli artigiani si siano dati molto da fare e abbiano acquisito dimestichezza con gli attrezzi da lavoro e le tecniche ad essi affini. Un ottimo inizio che lascia ben sperare per il futuro dei carri che animeranno i cortei degli anni a venire. Ma chi ha pensato di coinvolgere le scuole per la creazione di un carro? «L’idea è partita dalla “Società Rabadan” allo scopo di avvicinare i bambini alla tradizione del carnevale – spiega Ivano Sangiorgio che fa parte del comitato –. Si tratta di un progetto pilota che si spera di estendere ad altri comuni nei prossimi anni». Una prima esperienza apprezzata dai ragazzi di Bellinzona che di sicuro spalancherà le porte ad altri progetti simili nei prossimi anni. La speranza è che altri giovani volenterosi aderiscano appassionandosi al carnevale anche in futuro.

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