Nella collaborazione, il segreto dei successi

Gialdi Vini: valorizzare il terroir e lavorare fianco a fianco per ottenere prodotti di qualità e un’immagine aziendale di prestigio. L’evoluzione di un’azienda vinicola ticinese che negli anni ha saputo distinguersi.

Come la maggioranza delle aziende viticole ticinesi, la Gialdi Vini nasce come commerciante di vini esteri. Siamo nel 1953. Nel 1980 Feliciano Gialdi rileva dal padre la direzione aziendale e dopo un quadriennio arriva il vero cambiamento. Feliciano Gialdi decide di iniziare a vinificare. Intuendo delle possibili difficoltà nell’attingere a conferitori di uve locali - la produzione delle migliori uve del Sottoceneri se l’era ormai già accaparrate i negozianti del posto - trova nella Roberti FOC la possibilità di sviluppo per il suo progetto. Ai tempi, questa piccola realtà della Riviera vinificava unicamente una parte delle uve che acquistava, vendendo il grosso ai negozianti di vino nel resto del Cantone. Questa lungimiranza lo incita a scoprire nuove strade e nuovi prodotti. È il pioniere nella vinificazione del Merlot bianco che crea nel 1986 col marchio Terre Alte. L’anno dopo la Cagi inizierà a produrre il «Bucaneve» e il seguente nasce il «Sassi Grossi» e «Giornico» diventa il «Giornico Oro».  La produzione aumenta e oggi sono 400 i fornitori di uva.

La giusta scelta
Valorizza i terroir locali come Giornico, Biasca e Tre Valli, una strategia che gli permette di stimolare i viticoltori a produrre uve di qualità in una piacevole concorrenza di valorizzazione coi migliori terroir ticinesi. Alla fine degli anni Ottanta inizia una stretta collaborazione tecnica con la Guido Brivio, unendo le esperienze individuali per una migliore sinergia. Questa collaborazione si completa nel 2001 con l’integrazione della Brivio nella Gialdi permettendo una razionalizzazione dei costi produttivi, ma anche di una lanciare una nuova immagine commerciale. Oggi con la direzione tecnica dell’enologo Fredy Martin, le due aziende vinificano nelle cantine di Bodio e Mendrisio circa il 10% della produzione ticinese. «Solo con una squadra affiatata e di qualità – ci dice Feliciano – si riesce a poter vinificare tutta questa massa d’uva in due siti diversi». Che la squadra sia vincente lo dimostrano i numerosi premi e riconoscimenti. Ma l’importanza della collegialità Gialdi l’ha anche con gli altri negozianti e amici.

Gli stimoli per il futuro
Se nel commercio una sana concorrenza non può che fare del bene, ecco che con Guido Brivio, Angelo Delea e Claudio Tamborini rispondono con entusiasmo alla proposta di Alberto Dell’Acqua di produrre un vino in quattro. Nasce il «Quattromani», un Merlot che con la sua prima vinificazione nel 2000, racchiude nella stessa bottiglia quattro terroir, quattro filosofie di vinificazione, quattro amici che annualmente devolvono una donazione, quest’anno a un progetto OTAF. E il futuro? Come a tutti gli appassionati del proprio lavoro gli stimoli a Feliciano non mancano. L’essere riuscito a creare un team aziendale affiatato e la presenza della figlia Raffaella in azienda, non può che essere un roseo auspicio. Andrea Conconi

Ambasciatore vallesano



Vino da aperitivo per eccellenza, il Fendant è considerato il più popolare ambasciatore della produzione vitivinicola del Vallese e si fregia del riconoscimento AOC. Ricavato da uve Chasselas, deve il suo nome al fatto che quando l’acino è maturo la pelle e la polpa si fendono sotto la pressione delle dita. Lo storico Fendant AOC Les Murettes della cantina Robert Gillard di Sion è un vino bianco secco, pregiato e complesso, che è bevuto di preferenza giovane per la sua freschezza e vivacità, ma anche dopo due o tre anni perché in grado di sviluppare aromi floreali e fruttati. Dal color giallo paglierino, sprigiona mineralità e sentori di frutta fresca. Compagno indiscusso dei piatti della tradizione vallesana: raclette e fondue in primis.







Un vino dal colore rosso rubino, dal profumo di frutti di bosco e sentori di legno; armonico e molto fruttato al palato. L’annata 2013 è pronta da bere ma può evolvere ancora (fr. 13.95/75 cl). Abbinamento classico: Il corpo di media struttura e i tannini maturi ben si addicono ad una  tagliata di manzo. Abbinamento azzardato: i piacevoli sentori di frutta, l’acidità fresca e i tannini dolci, ideale per accompagnare un lucioperca in crosta di noci e aglio. Ricette su: www.ticinowine.ch

www.ticinovino.ch

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