Le reti adatte per una pesca sostenibile

Dall’anno scorso Coop dichiara il metodo di pesca impiegato. L’esperta del WWF Mariann Breu spiega i vantaggi e gli svantaggi delle varie di tecniche di pesca.

Prima dell’Unione europea e di tutte le aziende del commercio al dettaglio in Svizzera, già alla fine del 2014 Coop ha cominciato a dichiarare sulla confezione i metodi di pesca impiegati per il pesce selvatico. Invece, per la vendita al banco, i clienti possono chiedere informazioni al venditore. Coop assume ancora una volta il ruolo di pioniere quando si tratta di pesca sostenibile. Come co-fondatrice del WWF Seafood Group nel 2007, Coop si basa sugli standard MSC e la messa al bando dal suo assortimento delle specie ittiche a rischio di estinzione.

Ma quanto sono realmente rispettosi delle risorse i quattro metodi di pesca più diffusi, e dichiarati per il pesce venduto da Coop? L’abbiamo chiesto a Mariann Breu, responsabile di progetto da WWF Seafood Group. L’esperta del WWF ritiene che la dichiarazione dei metodi di pesca sia un importante passo verso una maggiore trasparenza. Sottolinea, tuttavia, che i metodi di pesca selettivi sono solo una parte del percorso verso una pesca ecocompatibile. Servirebbero, infatti, dei contingenti di pesca definiti scientificamente e altre misure, come ad esempio periodi di fermo pesca e aree protette, per garantire a lungo termine la salute dei mari e delle creature che li popolano. Coop e WWF continuano, pertanto, a lavorare al passaggio graduale dalla pesca tradizionale a quella sostenibile, e al costante ampliamento dell’assortimento con marchi consigliati, come MSC.

Lenza a mano


La pesca con lenza a mano è tra i metodi più ecologici.

Pesci: grandi pesci predatori quali tonno, pesce spada*.

Valutazione del WWF:  
la pesca con lenza a mano è tra i metodi più ecologici. Non provoca praticamente catture accidentali, in quanto le lenze vengono ritirate singolarmente e i pesci indesiderati si possono liberare e rimettere in acqua. Le lenze a mano non hanno alcun impatto sul fondo marino.

Palangari (palamiti)


La pesca con palangari causa molte catture accidentali

Pesci: grandi pesci predatori quali tonno, pesce spada, pesce vela; con il palangaro da fondo anche organismi bentonici (vivono sul fondale).

Valutazione del WWF:
senza i necessari accorgimenti, come ad esempio l’uso di ami circolari invece di quelli a forma di J, la pesca con palangari causa molte catture accidentali. Anche tartarughe, mammiferi e uccelli marini possono rimanere agganciati. Fondamentale è anche la profondità a cui si utilizza il palangaro. I palangari da fondo comportano meno catture accidentali e non hanno quasi alcun impatto sul fondo marino.

Reti da posta e imbrocco


La quantità di pesca accidentale dipende dalla larghezza delle maglie.

Pesci: varie specie di pesci, ad es. aringa, passera pianuzza e merluzzo.

Valutazione del WWF:
con le reti da posta e imbrocco, la quantità di pesca accidentale dipende dalla larghezza delle maglie e dal luogo di impiego. Se le maglie sono più piccole della specie che si vuole pescare, nelle reti finiscono tanti organismi marini di dimensioni inferiori. Se utilizzate sulla superficie dell’acqua, le reti possono catturare tartarughe, mammiferi e uccelli marini. Le reti da posta e imbrocco non hanno praticamente alcun impatto sul fondo marino. 

Reti da traino


Pesci: diverse specie di pesci, anche gamberetti e calamari.

Valutazione del WWF:
le reti da traino si definiscono pelagiche se usate a mezz’acqua; se utilizzate a contatto con il fondo del mare sono definite reti a strascico. Senza accorgimenti specifici, le reti a strascico possono contribuire gravemente al fenomeno della pesca accidentale. Se impiegate in aree sensibili, come ad esempio barriere coralline o distese di zostera, le reti a strascico possono provocare seri danni al fondo marino. L’uso di reti da traino pelagiche, invece, è meno problematico.

Guida agli acquisti

Come partner di WWF Seafood Group, Coop si impegna da anni nellaprotezione degli ecosistemi marini. Oggi il 100% del pesce fresco e surgelato e dei frutti di mare di Coop, nonché il 99,1% del lorofatturato, proviene da fonti sostenibili.

Sostenibile significa che le specie ittiche in vendita da Coop sono classificate da WWF in base alla loro provenienza come «consigliate» o «consigliate con cautela». Il 36,6% del pesce di allevamento rispetta le rigide direttive di Bio Suisse e il 58,7% del pesce di cattura soddisfa gli standard MSC per un pescato non inquinante. Per una panoramica sull’assortimento di pesce di Coop, scaricate la guida agliacquisti WWF «Per pesci e frutti di mare»:

TESTO: Stefan Fehlmann
ILLUSTRAZIONI: Dina Mory

Pubblicazione:
lunedì 03.08.2015, ore 00:00