Nicola Monti si divide tra il lavoro in una ditta di pompe funebri e per una scuola di sport invernali nei Grigioni.

Il maestro di sci che "accarezza" i morti

Si sta avvicinando il giorno dei defunti. Uno dei rari momenti in cui nella nostra società si pensa a chi non c'è più. Questo tema per Nicola Monti non è un tabù.

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Sarebbe bello se nellʼaldilà si potessero incontrare le persone care »

Mi ricordo ancora di Nicola Monti, o meglio di Nick, quando eravamo ragazzini… Abitava nella mia stessa strada e, nel percorso verso la scuola, la sua energia straripante e la sua allegria contagiosa saltavano all’occhio. Allora come adesso Nick è un tipo alla mano e solare. «Amo il contatto con le persone», racconta, «è una caratteristica fondamentale che devi avere per fare i miei lavori». L’anno di Nick infatti è diviso in due attività. In inverno è a San Moritz dove insegna sci, snowboard e telemark. Questa scelta è una conseguenza  della sua passione per la montagna, il contatto con la natura e… la neve, che porta persino tatuata sul braccio! «Lavorare per la Blue’s Family, il soprannome della scuola dato dalle tute blu, mi piace moltissimo,» racconta Nick, «apprezzo la loro scelta di valorizzare ogni insegnante dandogli fiducia e libertà di azione e favorendo il contatto diretto con la clientela: con questa tribù engadinese mi sento a casa!».

L’altra sua scelta professionale è unica e particolare. Con il suo fare cordiale e leggero Nick deve sorprendere chiunque quando racconta che lavora nel settore delle pompe funebri. Se per molti essere a contatto con il tema della morte rimane un tabù, per Nick: «La morte fa parte della vita umana, come si nasce così si muore, è una certezza e bisogna accoglierla come tale. Non so dirti il perché ma sono sempre stato affascinato da questo momento particolare», racconta con candore, «da piccolo ricordo che, invece di voler vedere le giostre, chiedevo a mia mamma di andare a vedere i cimiteri».

Sostegno in un momento delicato
Suo padre avrebbe voluto fondare una ditta di pompe funebri ma sua madre non glielo permise. Forse per Nick questo percorso è stato un modo per realizzare il desiderio di suo papà, che purtroppo lo ha lasciato qualche anno fa… Mi racconta che, in un momento delicato come quello della perdita di una persona cara, le persone hanno bisogno di essere accompagnate e sostenute. Questo è il suo ruolo come operatore funerario, che oltre del corpo della persona defunta si occupa di organizzare gli aspetti legati alla funzione e alla cerimonia che culminano nella celebrazione del funerale. L’operatore è una sorta di cerimoniere che alleggerisce le persone in un momento delicato occupandosi del rituale con cui ci si congeda dalla persona defunta. «Ai clienti non importa che tu sia vestito con il completo o con una polo», spiega Nick. Vista la natura del lavoro può capitare di essere chiamati a tutte le ore e quindi di recarsi sul luogo vestiti in modo casual e senza la macchina della ditta… «Con il mio pick-up con la scritta AC/DC e il mio stile rilassato non ho mai avuto pro-blemi, le persone sentono che ci sono per loro e che sono lì per aiutarle e sostenerle nell’affrontare le incombenze del momento e questo è tutto quello di cui hanno bisogno», spiega. In un momento emotivo come quello della morte Nick rappresenta una presenza rassicurante. «Non so cosa ci sia dopo la morte ma sono aperto a tutto», confessa, «certo, sarebbe bello se nell’aldilà si potessero incontrare le persone care che ci hanno lasciato da tempo e farsi una bella risata assieme!».

Nonostante si debba sempre essere disponibili e le situazioni emotive cui si è confrontati siano intense, per Nick non si tratta di un lavoro pesante. «Ogni persona accoglie il momento della morte in modo diverso ed io, come operatore, mi adatto e cerco di tenere il sano distacco emotivo che conviene al mio ruolo professionale», dice, «questo mi permette di non venire sopraffatto dalle situazioni e di poter vivere una vita serena».

Le relazioni con la gente
Nella ditta per cui lavora ha trovato una seconda famiglia. «Ho fatto il mio primo stage da loro quando avevo solo 14 anni e da lì il capo mi ha preso sotto la sua ala», racconta, «ho continuato a lavorare per la ditta nel mio tempo libero e durante le vacanze e con lui ho stretto un rapporto di amicizia e di totale fiducia che considero una grande fortuna». Nick è felice della sua vita in cui, tra i mesi passati in vetta e quelli in pianura, il punto in comune sono le persone. Anche in montagna le soddisfazioni più grandi come insegnante arrivano quando sente di aver instaurato un vero contatto umano. «Le gratificazioni non vengono dalle mance, anche generose, ma dal sentire che il cliente è davvero felice del tempo passato con me», spiega, «uno dei ricordi più belli della stagione passata è l’essere stato invitato assieme alla mia ragazza, non al ristorante ma a casa della famiglia dei clienti, per condividere una cena che aveva il sapore di un momento tra amici». La sua passione per gli sport invernali è inesauribile… non appena ha un attimo tra un cliente e l’altro si gode le discese in tutta libertà. Ora, con il passaggio all’autunno e l’avvicinarsi di dicembre inizia a fremere sognando la prima neve da conquistare…

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Testo: Keri Gonzato
Foto: Sandro Mahler
Pubblicazione:
lunedì 26.10.2015, ore 00:00

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