Nicole Ollio: «Non mollo la presa facilmente»

In Germania, la locarnese recita nel musical di grande successo “Tanz der Vampire”. — PATRICK MANCINI

Un brillantino sui denti, occhi profondi ed espressivi. E una buona dose di autoironia. Identikit di Nicole Ollio, 25enne ballerina e cantante di musical, nata e cresciuta nel Locarnese. Segni particolari? Nicole è un vampiro. Almeno da quando, circa un anno fa, è stata arruolata dalla compagnia tedesca Stage Entertainment. Da allora, decine di performance con lo spettacolo “Tanz der Vampire”. A Berlino, a Monaco, a Stoccarda. In teatri gremiti in ogni ordine di posto. «Mi esibisco davanti a 1.700 persone. Di solito le gambe non tremano. Ma quando in sala c’è un famigliare o un amico il cuore mi va in gola» ammette.
Da qualche settimana Nicole si è stabilita a Stoccarda. E ci resterà per sei mesi. «Con questo mestiere – sospira – mi sono abituata a non avere una casa fissa. Mi sposto di città in città, con gli altri membri della compagnia. Facciamo otto spettacoli a settimana. Faccio un lavoro fantastico, ma i ritmi sono altissimi, e di tempo per fare altro non ne rimane». Nemmeno per allacciare relazioni stabili. Nicole è chiara: «All’interno del nostro gruppo, composto da una quarantina di persone, c’è un clima favoloso. Però dopo un po’ ti rendi conto di frequentare sempre la stessa gente. Giro per le metropoli, faccio tanti incontri, ma a volte mi sento molto sola. Perché mi rendo conto che la famiglia e gli amici, quelli veri, sono lontani. È un sentimento tipico dell’artista di musical».   

Nicole Ollio, ballerina e cantante di musical, calca i palchi tedeschi.


Alla ricerca della stabilità
I primi passi alla Moving Factory di Locarno. Con papà Rocco e mamma Daniela a farle da supporto. Poi la scuola per sportivi d’élite a Tenero, come danzatrice. Una dura formazione quadriennale alla scuola di musical di Vienna. E una lunga gavetta. Fino all’ingaggio della vita, alla Stage Entertainment appunto. «Quando mi hanno presa, ero euforica. Col tempo, tuttavia, ti accorgi che in questo mondo devi sempre rimetterti in discussione. Un’artista può essere adatta per un musical, ma non per un altro. È sempre la produzione a decidere. Io, ad esempio, in questi mesi sto già facendo parecchie audizioni in vista del secondo semestre. Devo trovare un nuovo ingaggio, perché a giugno scade il mio contratto». Un paradosso per una persona come Nicole. «Sono una ragazza che ha bisogno di stabilità. Eppure ho scelto una strada che di stabilità non me ne dà. Intendiamoci: ho un ottimo stipendio. Finanziariamente non mi posso lamentare, perché in Germania e in Austria c’è una vera cultura del musical. Il problema è che bisogna fare tante audizioni. E a volte è dura incassare tutti quei “no”. Capita pure di sentirti dire frasi forti, che ti scombussolano emotivamente. Certo, io sono una persona determinata. Sono molto esigente con me stessa, e non mollo facilmente la presa. Sono però anche consapevole del fatto che questo è un ambiente iper selettivo, con una competitività pazzesca».

Il tarlo del dubbio
Nelle sue due valigie c’è il minimo indispensabile. Con un unico oggetto fuori dagli schemi. Una pallina da tennis. «La uso per massaggiarmi la schiena e le cervicali quando sono troppo stanca». E poi alcune fotografie. Con le prime esibizioni nei teatri di Vienna. «L’Austria mi è rimasta nel cuore. È un po’ la mia seconda casa, un giorno ci vorrei tornare». Tra i luoghi in cui Nicole ha abitato c’è anche Charlottenburg, il quartiere berlinese teatro di un brutale attentato lo scorso mese di dicembre. «Mi ero spostata a Monaco da poche settimane. Per me è stato
uno choc. In generale vivere in un posto così grande ti trasmette sempre una certa inquietudine. Soprattutto se sei donna».
Da una parte gli applausi, gli onori, i riconoscimenti. Dall’altra la precarietà di un’esistenza appesa a un filo. Per Nicole si tratta di un conflitto all’ordine del giorno. «In futuro mi piacerebbe avere una famiglia tutta mia. Magari dei bambini. Mi faccio tante domande. Penso sia normale. Il successo è arrivato in maniera improvvisa. Bisogna saperlo gestire. E, soprattutto, bisogna sapere convivere con la paura che, da un anno all’altro, tutto possa finire. Fa parte delle regole del gioco». Poi si torna a parlare del presente. Contraddistinto da tombe, castelli, ambienti tetri e denti da Dracula. “Tanz der Vampire”, ambientato nella Transilvania del XIX secolo e ispirato a un film di Roman Polanski, è uno dei musical più rappresentati in Europa nell’ultimo ventennio. E in Germania continua a riscuotere un incredibile successo. «Quella del vampiro è una figura misteriosa, che mi affascina, sospesa tra la realtà e la fantasia. Ti apre le porte di un mondo in cui tutto è possibile. Il massimo per una sognatrice come me». l

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