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Daniele Pini
ha scritto il 03.04.2017


Nuove prospettive per il cervo

«Non affrontare il tema del cervo: potresti bruciarti le mani».

I consigli della collega esperta in materia non sono frutto del caso: questo animale polarizza come pochi altri. Da un lato, la sua bellezza, la maestosità dei palchi dell’esemplare maschio, la sua astuzia, che lo fanno diventare preda difficile e quindi ambita per ogni cacciatore. D’altro canto ci sono invece i danni che questa specie sta arrecando all’agricoltura e che sta facendo imbufalire non poco soprattutto contadini e viticoltori di casa nostra. In realtà, ancora meno di un secolo fa, il cervo era animale in via d’estinzione alle nostre latitudini. Oggi, accanto a regioni a scarsa diffusione, in Svizzera si hanno zone dove c’è un eccesso di popolazione di cervidi. La scelta di Pro Natura di eleggerlo “animale dell’anno” vorrebbe proprio aiutare a sensibilizzare autorità e popolazione sull’importanza di garantire a questi animali, migratori per natura, nuove “vie di transito”. Si vuole insomma favorire una diffusione più omogenea tra le varie regioni svizzere e dei Paesi limitrofi. In questo modo si potrebbe star sicuri che anche il controllo numerico dei cervi offerto da guardiacaccia e cacciatori sarebbe molto più efficace. I cervi vivrebbero più felici, i cacciatori avrebbero più chance di successo e le colture dei contadini starebbero più al sicuro.


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