Occhio al look: la moda estiva raccontata 

Visioni e previsioni: quattro esperte parlano del loro rapporto con lo stile, del piacere di osare, delle tendenze per la nuova stagione e di quelle di casa nostra. Una carrellata di scatti rubati per le strade di Lugano.

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Valentina, «l’età non conta», di Comano, blogger: «Mi piace indossare abiti in stile hippie e coroncine di fiori in testa»

Maria Pia, 86, jet setter di Coldrerio: «Con lo stile si nasce. Non bisogna spendere tanto per vestirsi bene»

Claude, 33, di Bioggio, category manager per abbigliamento sportivo: «Mi piacciono
i particolari, gli accessori, come uno zaino o degli occhiali da sole. Sono anche un vero  fanatico per le scarpe»

Maurizio, 50,  grafico di Lugano: «Lo stile è sapersi vestire seguendo i codici dettati dalla società, ma in maniera rilassata»

Assiem, 30, di Lugano, buyer e gestrice di una boutique: «Mi piacciono i tagli morbidi e i look sobri, che con pochi pezzi ti vestono bene e in fretta»

Andrea, 32, venditore a Lugano: «Il nero è il colore che metto più spesso. È il più elegante»

Manuel, 27, tatuatore e Letizia, 26, mamma e impiegata, con Raphaël, 9 mesi, di Lugano. «Ci piace sentirci bene nei capi che indossiamo, indipendentemente da ciò che pensano gli altri»

Bianco, turchese e rosa. Sono questi i colori preferiti per l’estate 2015 di Valentina Nessi, la creatrice di V Fashion World, blog di moda che solo in Facebook conta oltre 50mila lettori. Durante la stagione più calda non mancheranno «abiti o copricostume in pizzo e in stile hippie e coroncine di fiori da portare in testa» nel guardaroba della giovane originaria di Comano e parigina d’adozione.  Un look romantico per sognatrici come lei.

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Il  blog di Valentina «è nato tre anni e mezzo fa, subito dopo il mio Bachelor in Fashion Business a Parigi», racconta. L’ex studentessa di giurisprudenza, che ha lasciato il diritto per buttarsi nell’eccentrico universo «fashion», da fine aprile si è anche diplomata in giornalismo di moda e styling al Condé Nast College di Londra. «Essere al posto giusto al momento giusto» è stato essenziale, racconta la blogger, che ha saputo cogliere il successo con passione e coraggio. Come quando, ancora agli esordi, riuscì a entrare senza invito ad una sfilata sussurrando «non so come entrare» alla blasonata diva della moda Anna dello Russo. E bidibibodibibù, così come la fata madrina mandò Cenerentola al ballo, la editor-at-large dell’edizione giapponese di Vogue fece accomodare la giovane tra le prime file.

Osare, non solo nell’abbigliamento
«Tanti, inclusa la mia famiglia, dicevano che ero matta a pensare di poter riuscire in questo mondo», racconta la blogger, che nel frattempo ha potuto stringere la mano a persone del calibro di Anna Wintour (la caporedattrice di American Vogue considerata da molti la «papessa» della moda). «Ho seguito la mia visione. C’ho creduto. Con il blog infatti voglio anche lanciare un messaggio ai giovani per spronarli ad avere il coraggio di non arrendersi, di lanciarsi. E poi voglio far capire che non bisogna avere paura di osare e di godersi le belle cose della vita», abiti inclusi, si capisce. Un’attitudine che nelle capitali internazionali della moda frequentate dalla giovane rampante è più diffusa che dalle nostre parti. «Credo che gli svizzeri – anche i ticinesi – non amino molto apparire, forse per questo osano meno nel look», è la risposta della blogger giramondo.



Il trend a casa nostra
Roberta Piemontesi, docente della Scuola d’arti e mestieri della sartoria di Biasca e consulente d’immagine concorda, «ma – commenta – non bisogna fare di tutta l’erba un fascio. Chi ama seguire la moda non soddisfa solo un bisogno narcisistico, ma urla al mondo il piacere di conoscere e vivere la contemporaneità. Evidentemente molti giovani sono più aperti alla novità, ma non è solo una questione di età. Vestirsi all’ultimo grido significa mettere da parte il vecchio per dar spazio al nuovo. In Ticino, in generale, osservo un forte bisogno di rassicurazione e del conforto di una moda approvata dalla maggioranza». Chiaro, ad ogni modo, è che solo una esigua minoranza di confederati (l’8.5%) dichiara di seguire i dettami della moda (come dimostra l’infografico a sinistra).

Lo spirito del nostro tempo
Come disse Coco Chanel «la moda non esiste solo nei vestiti. È nel cielo, è per strada. Ha a che fare con le idee e con quello che succede». La moda quindi, quella che si indossa, ma anche quella che detta le tendenze per il design in generale (oggettistica, arredamento, automobilistica), respira l’aria dei nostri tempi e «dovrebbe rappresentarla». A spiegarcelo è Irène Münger, designer svizzera diplomatasi a Zurigo e Barcellona. Dopo una carriera pluriennale come stylist e redattrice di moda, la creativa è oggi responsabile style & fashion forecasting di Coop (una nuova posizione nell’azienda). Il suo compito è prevedere le future tendenze. Parte essenziale del suo lavoro è captare lo spirito del tempo, i fenomeni che ci circondano, il gusto che prevale. Perchè il mondo gira, e la moda gli fa da specchio. E qual è dunque l’essenza sprigionata dalle tendenze per l’estate 2015? «L’immensa offerta di moda che si è creata attraverso internet e i social media ci ha portato a un ritorno alla riduzione degli eccessi, alla normalità, e quindi al gusto per gli abiti senza tempo». Il gioco del «tutto e subito», secondo l’esperta, ha finito per disgustarci, lasciandoci come unica voglia, quella di vestire in modo più sobrio. «Un modo per mettere in evidenza la propria personalità al di là di ciò che si indossa», spiega Irène Münger. Un «essere» che deve prevalere sull’«avere» e che si riallaccia al concetto di «normcore» di cui la style coach Carla Gozzi ci parla tra i suoi consigli per l’estate.
«Un altro elemento importante quest’estate è una certa nostalgia per i tempi passati, soprattutto gli anni Settanta», aggiunge l’esperta (che conferma così un altro trend menzionato dalla consulente d’immagine e amato dalla blogger Valentina). Non a caso. Si tratta del periodo storico che simboleggia la libertà di opinione e quella corporea, del piacere di godere delle cose semplici e della repulsione per la sovrabbondanza. Le regole troppo fisse invece non sono più in voga: oggi più che mai la moda è un miscuglio di influenze, stili e generi. «Fino a circa quindici anni fa cosa era “in” e cosa invece era sorpassato era ben definito. Ora le cose che vanno sono di più di quelle “vietate”». Un altro segnale della sete di libertà che caratterizza il nostro tempo? «Forse. E magari – conclude l’esperta ­– l’unica cosa che è diventata davvero inammissibile è il disinteresse verso le condizioni di lavoro di chi produce i nostri abiti e l’origine dei materiali che li compongono. Sì, questa è una cosa indiscutibilmente ”out” oggi».

Carla Gozzi organizza corsi professionali strutturati per privati e professionisti della moda nella sua Academy. Da un anno offre i suoi workshop anche in Ticino.

Per lei
Ad inizio estate i colori grafici del bianco e il nero e i look lineari saranno i protagonisti. La fa ancora da padrone lo stile sobrio del «normcore», che predilige una moda poco appariscente, che metterebbe chiunque, dalle forme e i materiali semplici, «norm»ale appunto. Un look che ha sdoganato forme morbide per abiti che lasciano il corpo più libero e che risulta perfetto per tutti i tipi di silouhette.
Un piccolo preavviso: dal 2016 questa tendenza andrà piano piano svanendo, facendo di nuovo spazio a una certa opulenza. In estate la moda diventa più colorata con toni forti come il rosso, il blu royal o il giallo. Tutto diventa un po’ più sciolto, con dei look che strizzano l’occhio agli anni ’70, al jeans (che quest’anno è tornato alla grande anche in versione a zampa o «bell bottom») e alle zeppe. Per quanto riguarda il beauty: la tinta dell’estate è il castano, mentre il trucco c’è ma non si vede. Il «contouring» (che sta alla base del make up correttivo) mette in risalto la luminosità della pelle e i tratti somatici, uniformando l’insieme e allargando l’occhio, ma senza risultare pesante.

Per lui
Via i completi e viva gli spezzati! I materiali da preferire continuano ad essere lino e cotone in colori molto chiari, con accenti bianchi in piena estate. Tutte tonalità famose per non aiutare a slanciare,  quindi meno adatti per i signori con qualche chiletto in più. Un elemento basilare sono le camicie, anche scozzesi, da abbinare a un altro capo di tendenza: i pantaloni con le bretelle. Vanno molto anche i cappelli tipo Fedora o Borsalino e le scarpe sportive (anche in tela) allacciate. Il taglio di capelli più in voga resta sempre ancora quello rasato ai lati e voluminoso sulla parte alta. La naturalità dei capelli è inoltre un elemento fondamentale quest’estate: meno gel quindi signori! Anche per l’uomo il colore di tendenza quest’estate è il castano.

Testo: Giorgia Von Niederhäusern
Foto: Sandro Mahler, Manuel Carloni, mad

Pubblicazione:
martedì 26.05.2015, ore 00:00