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L’aspetto ludico è fondamentale per Matteo e Alicia. Le partite a mikado non mancheranno alla
loro festa di matrimonio.

Classico è bello per l’ingegnere meccanico Giacomo e la fisioterapista sportiva Federica.

Oggi sposi, fra tradizioni vecchie e nuove

Il rito non è fuori moda. Quello in chiesa invece sì. Due coppie a confronto e l'analisi di una studiosa di filosofia e di un teologo.

Sposarsi non è fuori moda. In Svizzera, nel 2014, i matrimoni sono anche aumentati rispetto all’anno precedente (del 3,6%, come indica un comunicato del febbraio scorso dell’Ufficio federale di statistica). Il rito tradizionale sta però lasciando poco a poco spazio ad altre forme alternative e, soprattutto, personalizzate. «Si celebrano meno cerimonie in chiesa. Quella civile invece viene vivacizzata sempre più» spiega Mascia Brughelli, wedding planner dell’agenzia Dahlia di Locarno e proprietaria del portale tisposo.ch. La conferma viene dai dati forniti dalla Diocesi di Lugano: dagli anni Ottanta a oggi i matrimoni religiosi sono diminuiti di quasi due terzi. «Se il matrimonio non si celebra in municipio, è in voga la cerimonia svolta da un teologo o un cerimoniere, quasi sempre organizzata all’aperto» spiega l’esperta. Esattamente come quella che stanno organizzando Alicia e Matteo (rispettivamente 31 e 32 anni), innamoratisi sette anni fa, che si scambieranno la loro promessa il 27 giugno prossimo.

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Parola d’ordine: personalizzazione
Per l’assistente sociale e media educator di origini spagnole e l’assistente di risorse umane niente abito bianco con strascico (in compenso indosseranno le stesse scarpe in tela gialle), niente parroco («siamo credenti, ma non legati alla religione così come rappresentata dalla Chiesa») e niente interminabili pasti formali. I due giubiaschesi hanno pianificato un rito nuziale basato su elementi celtici e svolto con la partecipazione attiva di persone a loro care. Lo standing dinner che seguirà includerà anche piatti vegani e si giocherà tanto.
Qualche traccia del matrimonio tradizionale è comunque rimasta: come lo   scambio degli anelli (ma solo nel rito civile il giorno prima) o il lancio del bouquet. Un mix «fatto su misura» di elementi classici e nuovi che vuole rappresentare i loro personali gusti e valori. Per capire meglio il fenomeno, abbiamo interrogato Francesca Rigotti, studiosa di filosofia e docente all’Università della Svizzera italiana. «Oggi c’è meno condizionamento familiare. Non si sente più l’obbligo di dover fare un piacere alla nonna o alla zia con un matrimonio “all’antica”» spiega la mamma di quattro figli, che con il loro padre non si è mai sposata («stiamo insieme da 34 anni ma ci siamo sempre dimenticati di farlo» scherza).



Il post Illuminismo dei riti laici
Facendo un salto nel XVIII secolo, periodo in cui si sviluppò il pensiero illuminista in Europa, riusciamo a rintracciare le basi dell’attuale modo di concepire le nozze. Fondamentale, in tal senso, è stata la separazione tra Stato e Chiesa e la conseguente laicizzazione della società. Oggi, spiega la studiosa, «la religione ha un peso, ma è pensabile vivere tutti i rapporti senza il suo intervento». Studi filosofici spiegano inoltre come, a partire dagli anni ’60 -’70, si sia perso il senso del vincolo (fondamentale in questo senso è stato lo sdoganamento del divorzio). «La parola d’onore ha ora un altro valore. Oggi si contratta continuamente» afferma la studiosa.
Altro punto da tenere in considerazione, per Francesca Rigotti, è il modo in cui diamo meno valore agli oggetti. «Non si regala più il servizio di posate. I nuovi regali sono vacanze o corsi» dice. Al contempo, tanti ragazzi vanno a convivere prima di sposarsi. Se una volta il matrimonio tradizionale era l’unico modo per mettere su casa insieme, oggi questa necessità è venuta meno. Ecco allora un altro tassello della tradizione matrimoniale diventare obsoleto.
Ad ogni modo, avverte, «esistono paradossi della modernità»: benché determinati valori siano caduti, sembriamo voler trattenere quell’ideale che la stessa cultura che andiamo abbandonando ci ha trasferito e il giorno del matrimonio rimane una tappa emozionante. «I riti sono importantissimi. Prima erano dati dalla struttura sociale, poi sono stati assorbiti dalla Chiesa, e oggi sono andati persi» spiega Francesca Rigotti. «Quello più importante è il passaggio dall’infanzia all’età adulta, e il matrimonio è di fatto una cesura tra una prima fase di vita e una più responsabile». Ecco una ragione per cui, rimossi gli elementi in disuso o non più mandatori del rito nuziale tradizionale, ne creiamo uno altrettanto simbolico, ma personalizzato.

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Alla pomposità preferiamo la genuinità  »

Matteo e Alicia, presto marito e moglie

Chiesa: fede o mera usanza?
Don Arturo Cattaneo, professore alla Facoltà di teologia di Lugano e autore di diversi libri sul matrimonio, vede nel crollo generale della fede cristiana la ragione della scelta sempre più comune di non sposarsi in chiesa. «A queste persone il rito religioso sembra una commedia e si comprende perciò la loro riluttanza. Ma c’è anche chi si sposa in chiesa per mera usanza o per avere una cornice più romantica». Una bella sfida per la Chiesa cattolica, che si sta preparando per il prossimo Sinodo sulla famiglia il prossimo ottobre. «Se non rispetta i principi cattolici, il matrimonio religioso è nullo anche se viene celebrato nella chiesa più bella. Per questo bisogna migliorare i corsi di preparazione al matrimonio per i fidanzati. Continuano ad esserci fidanzati che si sposano in chiesa senza capire il matrimonio concepito dalla religione», è l’opinione del sacerdote. Seguendo questa logica, se le nozze religiose sono drasticamente diminuite, quelli davvero validi per la Chiesa sono in realtà ancora meno. Coppie come quella di Federica (31enne di Breganzona) e Giacomo (33 anni, di Magliaso), che il 30 maggio si sono sposati nella chiesa di San Quirico di Biogno-Breganzona (il rito civile si è svolto il 29), sono evidentemente in controtendenza: «Siamo cattolici. La messa, la predica, la comunione e lo scambio degli anelli sono parte di un rituale che abbiamo desiderato e che sentiamo nostro».

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Ci sono fidanzati che si sposano in chiesa senza capire il matrimonio religioso  »

Don Arturo Cattaneo, professore alla Facoltà di teologia a Lugano

A qualcuno piace classico
Dopo tre anni di relazione, l’ingegnere meccanico ha scelto di sorprendere la compagna con un anello di fidanzamento l’anno scorso, a Pasqua, festa della rinascita e simbolo di «una nuova vita di coppia», come racconta la fisioterapista sportiva. Quando si tratta di occasioni importanti, per i due giovani la tradizione gioca un ruolo rilevante. Per la famiglia di Federica è la quarta generazione che si sposa il 29 maggio. Il luogo della cerimonia religiosa è carico di ricordi per i cari di Giacomo: nella stessa chiesa si sono uniti in matrimonio i suoi genitori. «La scelta di una data speciale – indica la wedding planner Mascia Brughelli – è comune. Così come sono rimasti in voga elementi tradizionali come il lancio di petali (ora che il riso è spesso vietato), il taglio della torta, la confettata e l’abito da principessa della sposa». Componenti che hanno scelto anche Federica e Giacomo,  amanti dello stile «romantico, elegante e classico», come lo definisce la coppia.

Laura Dova organizza matrimoni ed è creatrice di Easy Wedding, il primo blog svizzero sui matrimoni in quattro lingue.


1. Sul cartellino di risposta alla partecipazione chiedete agli invitati di scrivere il titolo della loro canzone preferita. Quando la sentirano apprezzeranno.

2. Mettete un profumo nuovo il giorno del matrimonio. Ogni volta che lo sentirete penserete alla vostra magnifica giornata.

3. Durante la cena prendetevi qualche istante per osservare chi vi sta accanto. Potrebbe essere uno dei vostri momenti preferiti.

4. Gli invitati si ricordano essenzialmente di due cose: la cena e la musica. Mandateli a casa con dei ricordi indimenticabili.

5. Non provate a fare tutto in fretta e da soli. Il bello dell’organizzazione sono i legami speciali che potete creare con i vostri amici o parenti ideando e lavorando insieme.

6. Chiedete al vostro catering di prepare due sacchetti con del cibo per voi, affiché possiate prenderli alla fine della serata. Non avrete mangiato niente e sarete sicuramente affamati.

7. Pensate a far pulire l’anello di fidanzamento prima del matrimonio. Sarà splendente sulle fotografie.

Testo: Giorgia von Niederhäusern

Foto: Sandro Mahler

Fonte dati: UST, USTAT e Diocesi di Lugano 

Pubblicazione:
lunedì 08.06.2015, ore 00:00