I ragazzi della IV B della scuola media di Gordola impegnati nei lavori nell’orto durante lo scorso anno scolastico. In primavera, il giardino fiorirà su un terreno della vicina azienda agricola.

La vita è offline

Biodiversità Anche quest’anno la scuola media di Gordola aderisce a “Scuole in fiore”. L’esperienza di due insegnanti e lo stupore dei loro allievi. –––– PAOLO D'ANGELO

L’orto didattico della scuola media di Gordola non c’è più. Attrezzi e vasi sono riposti nel buio di un ripostiglio. Gli occhi sbarrati di stupore, la musica dello stereo all’aperto, i rumori d’attrezzi, le voci concitate torneranno in aprile, quando i ragazzi di prima, seconda e terza media riprenderanno pale, piantine (donate da Coop) e semi e faranno fiorire il nuovo  giardino della scuola. «Sono una quindicina le classi che partecipano a rotazione al progetto “Orto in classe”»,  spiega Pamela Disoteo, docente dell’istituto gordolese, che conta oltre 600 allievi. Per il quinto anno consecutivo gli insegnanti di scienze ed educazione alimentare aderiscono al progetto sostenuto da Coop “Scuole in fiore”, che ha lo scopo di sensibilizzare le giovani generazioni sulla biodiversità e di tutelare le api.

Le docenti Pamela Disoteo (a sin.) ed Eloisa Melchioretto.

Un’aula all’aperto
«Questa iniziativa sta riscontrando un successo oltre le aspettative», affermano Disoteo e la sua collega, Eloisa Melchioretto, insegnante di educazione alimentare. «Dalla terra nasce la nostra vita e ai ragazzi insegniamo a rispettarla», sottolinea Melchioretto. E allora l’orto diventa una vera e propria aula all’aperto, «dove la differenziazione pedagogica, di cui si parla molto, si manifesta in modo naturale. I ragazzi più deboli ci guadagnano moltissimo: possiamo scoprire i loro punti forti che, in classe, restano invece nascosti», dice Disoteo.
Dopo le vacanze di Carnevale l’orto sarà costruito in una nuova ubicazione, in un terreno adiacente alla scuola, messo a disposizione dalla vicina azienda agricola: «i ragazzi poseranno la recinzione e i gradini della nuova aula all’aperto», continua Melchioretto. «Imparano così a lavorare in gruppo», afferma Disoteo. Oltre all’aspetto interdisciplinare, Melchioretto evidenzia l’importanza della trasmissione dei saperi sulla biodiversità, «la sorpresa dei ragazzi nel vedere le coste rosse e gialle, le chayote e i pomodori gialli»; ma anche la cultura dell’alimentazione sana e sostenibile senza l’utilizzo di pesticidi e la lombricompostiera, dove i resti vegetali diventano cibo per i lombrichi che, con le loro eiezioni, producono concime naturale. Franziska Schwarz, vice direttrice dell’Ufficio federale dell’ambiente, ci ricorda che ci vuol poco per creare “un piccolo paradiso sulla porta di casa”. Un pezzo di terra fiorito o “un mucchio di legna in giardino” bastano per creare le condizioni adatte alla biodiversità: «Tutti possono dare il proprio contributo», dichiara Schwarz.
«Con questo progetto le nuove generazioni nate “su internet” hanno modo di scoprire che esiste anche un mondo offline, fatto di sapori, profumi e sensazioni differenti dall’omologazione dei gusti», conclude Disoteo.


Iscrizioni a “Scuole in fiore” fino al 15 marzo o limitate alla disponibilità di sementi e piantine. Info sul sito: www.scuoleinfiore.ch


www.fattinonparole.ch

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