Reto Raselli con le tisane prodotte nella sua azienda. (Foto: Yannick Andreaw)

Parla il "guru" delle erbe aromatiche

Da più di una trentina d’anni Reto Raselli coltiva a Poschiavo piante officinali biologiche. Dopo un inizio avvenuto quasi per caso, la sua è oggi una fiorente azienda. — STEFAN FEHLMANN

Qualcuno li ha definiti «visionari»: sono i tanti pionieri che hanno aperto la strada al biologico. E l’hanno fatto senza mai improvvisare. Sì, perché quando c’è in gioco la sostenibilità del Pianeta, il caso non porta a nulla. L’unica mosca bianca forse è stata Reto Raselli, pioniere delle erbe aromatiche bio a Poschiavo: «Nel 1981 ho messo a dimora le prime piantine di altea, senza avere la più pallida idea di cosa fosse l’altea» racconta schietto. Un progetto di rilancio delle regioni periferiche gli ha fornito lo stimolo. Reto Raselli è sempre stato un tipo aperto. Da giovane ha girato il mondo, imparando a guardare con curiosità tutto ciò che non conosceva. Dote che, in un paesino ormai dimenticato e lontano dai grandi poli economici come Poschiavo, lo ha aiutato non poco. Perché qui, come ci spiega: «Se non ti apri al nuovo finisci per essere dimenticato». Il successo non tardò ad arrivare. Oggi, il 63enne coltiva erbe aromatiche su circa 15 ettari di terreno. La sua azienda raccoglie erbe aromatiche per infusi e spezie come menta piperita, malva, ortica, piantaggine, melissa, timo, alchimilla, maggiorana, prezzemolo, origano e molte altre ancora; una trentina di varietà in tutto. Tra queste anche fiori come stella alpina, arnica, fiordaliso e calendula. Servono ad aromatizzare differenti infusi, ma sono venduti anche come fiori decorativi commestibili.

Dal 1992 certificato bio
La metà delle erbe aromatiche finisce per essere venduta come infuso «per la stragrande maggioranza a Coop», prosegue Raselli. I tempi di quando Raselli piantava l’altea senza nemmeno sapere che fosse sono finiti da un pezzo. Oggi è diventato un vero specialista che si diverte a coltivare le più svariate essenze. Accanto, ha un allevamento di mucche, ma ci confessa: «Le erbe aromatiche mi piacciono un sacco. Ci fai tantissime cose. A confronto le mucche sono di una noia mortale. La sola cosa che fanno è mangiare!». Non a caso nell’azienda di Raselli l’allevamento di bestiame rappresenta solo il 40% della produzione, mentre le erbe aromatiche fanno il 60%. Per quanto riguarda gli introiti, invece, grazie ai sussidi all’agricoltura, la situazione è invertita. Insomma, se non è vero amore questo… Ovviamente anche la produzione è biologica al 100%. «Dal 1992 abbiamo la certificazione bio», spiega. Il che non significa che nei primi 10 anni di produzione le erbe aromatiche non fossero biologiche. A quei tempi non esisteva ancora un label bio adatto. Per Raselli era chiaro sin dall’inizio che le erbe aromatiche sarebbero dovute crescere in maniera naturale. «In fin dei conti coltiviamo piante officinali. Sarebbe da veri sciocchi mettere del veleno sulle piante officinali». Raselli è convinto che per la Valposchiavo il biologico sia una sorta di assicurazione sul futuro. Tranne forse due o tre eccezioni, tutte le aziende agricole locali producono in biologico. È quindi anche logico che si stia lavorando per ottenere una certificazione bio per l’intera vallata. O come dice Raselli: «La mentalità del bio a Poschiavo si è diffusa molto presto. È un modo per proteggere il nostro patrimonio».

Un’essiccazione di qualità
Raselli non si limita a coltivare le erbe aromatiche; si occupa anche della loro essiccazione, lavorazione e confezionamento. Per questo, nel 2000, ha fondato la Raselli Erboristeria Biologica. La corretta lavorazione delle erbe è l’ABC per garantirne una qualità eccellente. Requisito al quale non è disposto a rinunciare. «Essicchiamo le erbe prima a 30 e poi a 40 °C. Questo metodo preserva maggiormente la pianta, permette all’essenza di restare all’interno della pianta e al colore di non subire alterazioni. Tutto questo, assieme al taglio corretto, è indispensabile per una qualità elevata costante. A differenza degli ortaggi, le erbe aromatiche le tagliamo durante le ore pomeridiane, quando la rugiada mattutina sui campi si è asciugata: è in questo momento che le piante contengono più oli essenziali». Persino le miscele che saranno successivamente in vendita tra gli scaffali Coop, come per esempio l’infuso di montagna alle erbe aromatiche bio Pro Montagna, portano la firma di Raselli. E chi pensa che non ci voglia niente a mescolare tra loro un paio di erbe aromatiche e a creare un nuovo infuso si sbaglia. «A volte può passare anche un anno prima di partorire l’idea giusta di una nuova tisana. Poi, quando meno te l’aspetti, ti ritrovi esattamente con quello che avevi in mente!» conclude Reto Raselli.

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