Passione felina

Il 4 ottobre è la giornata internazionale degli animali. Dietro le quinte di un corretto allevamento di gatti di razza, come i norvegesi delle foreste. — AMELIA VALSECCHI IORIO

C’è chi crede che per allevare gatti di razza siano sufficienti un maschio e una femmina da riproduzione. In realtà ci vuole disciplina, ordine e igiene negli spazi in cui crescono i cuccioli e si tengono gli adulti. La passione è fondamentale, perché mantenere un allevamento nelle condizioni igieniche e strutturali necessarie comporta una buona dose di conoscenze (alimentazione, igiene del gatto, principali malattie), tempo, energia e tanti soldi. Siamo stati nell’allevamento di Nelly Badea Bozzoli, presidente della Società felina ticinese (www.societafelinaticinese.com) e allevatrice di gatti norvegesi delle foreste: «Non c’è nulla di più sbagliato nel credere che allevare gatti renda in fatto di denaro. Chi non alleva non si rende conto di quanto lavoro e quanti soldi ci vogliano per gestire un allevamento serio. Per lavorare in modo corretto ci sono regole da seguire».
La prima visita in un allevamento deve colpirci per l’organizzazione degli spazi e per l’igiene in cui vengono tenuti i gatti. Naturalmente i mici non devono essere rinchiusi in spazi troppo piccoli e devono disporre di metri quadrati sufficienti per le loro attività, compresa un’altezza di almeno due metri per arrampicarsi. L’allevamento in gabbia è severamente proibito in Svizzera. Per il benessere degli animali, un allevatore dovrebbe avere uno spazio esterno, dove i gatti escono in sicurezza. Un terrazzo è sufficiente, se i mici sono limitati.


Nelly Badea Bozzoli alleva felini di razza. In questa foto, mamma gatta porta via il cucciolo per allattarlo.


I gatti da riproduzione
I gatti possono riprodursi quando hanno raggiunto un’età minima di sviluppo. Questo dipende dalla razza del felino. Nelly Badea Bozzoli, che alleva i norvegesi delle foreste, afferma che i suoi gatti possono riprodursi quando hanno raggiunto la maturità sessuale in modo naturale e ciò avviene di rado prima dell’anno di vita. Inoltre, il numero di cucciolate dev’essere limitato. In un anno le sue gatte danno alla luce al massimo una cucciolata. Il maschio vive sempre in un ambiente separato dalle femmine, e talvolta, come nel suo caso, si ricorre a monte esterne. Poi ci sono i gatti sterilizzati che escono dal ciclo riproduttivo. Per questi gatti spesso gli allevatori cercano una buona sistemazione in famiglie adottive.

Un cucciolo può essere alimentato con un biberon, ma non è la regola.

Il pedigree
Un felino di razza può essere definito tale solo se possiede un pedigree. Diffidate di chi vende gatti di razza senza carte, adducendo quale motivo il costo di tale certificato. È una scusa, perché le carte genealogiche non ne determinano il prezzo. Per ottenere un pedigree gli allevatori devono essere affiliati ad un’associazione felina e avere un affisso – avere cioè registrato il nome dell’allevamento che apparirà sulle carte genealogiche dei cuccioli. In Svizzera l’associazione di riferimento è la FFH (Federazione felina elvetica), l’unica associazione riconosciuta dalla FIfe (Federazione internazionale felina). Nella Svizzera Italiana le associazioni più note sono la Società felina ticinese che si appoggia alla FFH, l’AFSI (Associazione felina della Svizzera italiana) e l’ACEF-CH (Associazioni confederate europee feline) che fanno capo alla WCF (World cat federation). Ma ci sono rischi ad acquistare un gatto di razza? Per Nelly Badea Bozzoli non si corrono rischi se l’allevatore fa un buon lavoro. E se si pongono le giuste domande a chi alleva. Ogni razza ha le sue tare genetiche e quindi, per ogni allevatore, ci sono test genetici ai quali i riproduttori devono essere sottoposti.

Quanti gatti e in quanto spazio si possono tenere in allevamento?
Le misure minime stabilite dall’Ordinanza sulla protezione degli animali (OPAn) vengono utilizzate per lo più per la valutazione di gattili, pensioni e mostre. Queste prevedono una superficie di 7 m² per un numero fino a quattro gatti, e 1,7 m² per ogni gatto in più, all’interno di strutture di almeno due metri di altezza. Considerate le caratteristiche etologiche del gatto, come la spiccata territorialità, è opportuno garantirgli, soprattutto se in gruppo, ampi spazi in cui muoversi (almeno 2 stanze per gatto singolo e una stanza per ogni gatto in più), meglio se con possibilità di uscire all’aperto. Questi spazi devono essere adeguatamente arricchiti da strutture su cui possano arrampicarsi, ripari in cui ritirarsi, superfici di riposo, ma anche giochi, con cui poter esprimere il proprio istinto predatorio.

Quali regole fondamentali bisogna rispettare?
È fondamentale garantire all’interno dell’allevamento il rispetto del benessere animale e della sanità animale e dell’uomo. Il benessere è garantito nel momento in cui il detentore è ben informato sulle caratteristiche dell’animale, sia fisiologiche, sia comportamentali, e ne comprende i fabbisogni. È dovere del detentore e dell’aspirante allevatore informarsi, prima di avviare l’attività, sull’indole di questi animali, sul loro comportamento riproduttivo e sulle loro esigenze. La sanità animale e dell’uomo sono parimenti importanti e, soprattutto in presenza di molti animali, è importante una costante supervisione veterinaria per prevenire eventuali malattie o intervenire tempestivamente in caso di sintomi. Ricordiamo che alcune malattie tipiche dei gatti possono essere trasmissibili anche all’uomo (micosi cutanee, toxoplasmosi, ecc.).

L’ufficio del veterinario cantonale può intervenire in caso di abusi?
Certamente. L’Ufficio veterinario è competente per la sorveglianza e l’intervento in caso di abusi in ambito di protezione degli animali. In caso di infrazioni alla legge sulla protezione degli animali l’Ufficio è chiamato ad intervenire ordinando misure che ritiene adeguate per ripristinare una situazione conforme e per garantire il benessere degli animali..

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