Barbuti e fieri di esserlo: partecipanti posano con i vincitori (in alto). 

Pazzi per lo smothie bowl

Il mix di bacche, noci, semi & Co. non si presenta più in bicchiere, ma in un recipiente ben guarnito. Come? Ce lo ci spiega Nadia Damaso, autrice di ricettari e food blogger. 

Nell’aria c’è un piacevole odorino di mela e cannella. Siamo nella cucina di Nadia Damaso, food blogger engadinese e zurighese d’adozione, intenta a preparare gli ingredienti per la ricetta di oggi: un nutriente e fresco smothie bowl, una delle ultime tendenze culinarie. Il termine bowl, che in inglese significa “ciotola”, sta a significare che lo smoothie è servito dentro una scodella. Il concetto è semplice: si prepara un frullato di frutta, verdura, succhi e latticini e, dopo averlo versato in una ciotola, lo si decora con bacche, noci, cereali e semi. A differenza dei frullati, non lo si beve, ma lo si gusta a cucchiaiate. «Sono ormai quattro anni che preparo snack come questi», spiega la 21enne grigionese. 

Il boom sui social
Nei suoi piatti la componente estetica è fondamentale: una volta pronto il capolavoro finale, non esita a prendere la macchina e a scattare foto. «Sono una perfezionista», racconta divertita. La 21enne ha saputo seguire la tendenza globale di questi “frullati al cucchiaio”. Nata un paio di anni fa, ha spopolato in mezzo mondo grazie soprattutto alla piattaforma Instagram, il social che permette di condividere immagini. Finora sono stati oltre 90.000 i contributi pubblicati con l’hashtag #smoothiebowl. La stragrande maggioranza mostra foto con sgargianti abbinamenti cromatici: ciotole color viola con mirtilli neri sfidano scodelle verdi con kiwi, cetrioli o semi di chia, fette di banana e noci. Tutti perfettamente allineati.

Non chiamatelo müsli
Chi crede che lo smoothie bowl non sia altro che la rivisitazione di un müsli si sbaglia. Si tratta di uno smoothie: la base (che nel müsli è solitamente solo latte o yogurt) non è quindi la stessa. Inoltre, non tutti gli ingredienti vengono frullati prima di servirlo; bisogna tenerne alcuni da parte per decorarlo a regola d’arte. Lo smoothie bowl è ideale a colazione, ma è anche un ottimo spuntino fuori pasto. «Me ne preparo uno appena posso», ci racconta Nadia Damaso mentre sistema alcuni degli ingredienti in un recipiente per frullarli. «Ti aiuta a iniziare la giornata col piede giusto o a ricaricarti dopo lo sport».

«Ogni boccone è unico»
La ricetta dei suoi smoothie bowl preferiti? «Mi piace sperimentare e, quando vado a fare la spesa, decido spesso sul posto cosa comprare, d’istinto». Oggi per la sua creazione ha come base la banana surgelata, che «serve a dare cremosità». Solo aggiungendo frutta o verdura surgelata, lo smothie bowl acquista la caratteristica densità e freschezza. «Il bello di questi smoothie – spiega l’esperta – è che ogni boccone ha un sapore diverso, che cambia completamente se sul cucchiaio finisce una noce o una fogliolina di menta. L’importante è non mescolarlo subito prima di mangiarlo, ma assaporarlo poco a poco».

Dall’antipasto al dessert
Quella del frullato al cucchiaio è una nuova moda che sta piacendo. In capitali come Berlino e Londra hanno già aperto diversi ristoranti che servono menu completi – dall’antipasto al dolce – dentro scodelle. In Svizzera snack bar e caffeterie hanno iniziato a offrire questi gustosi e colorati spuntini in scodella. Quali sono le reali possibilità che quest’abitudine diventi una tendenza di massa secondo Nadia Damaso? «Credo che il classico frequentatore, soprattutto le generazioni anziane, al ristorante preferisca i piatti caldi». E a differenza degli altri smoothie, adatti anche a chi cerca il pasto veloce o da portare con sé, il frullato in ciotola è piuttosto per chi ama prendersi il tempo per gustarsi il cibo in tranquillità. «Mettere lo smoothie in bottiglia? Mai! Quando mangio non vado mai di fretta! Quello che preparo lo consumo in tutta calma, seduta». In relax. 

La ricetta: 
Per una persona. Temp di preparazione: circa 45 minuti 

Ingredienti (possibilmente bio e fairtrade)
50 g di fiocchi d’avena integrali
50 g di semi di girasole
50 g di semi di zucca
50 g di noci
1 presa di sale marino
1 c.no di pasta di vaniglia Betty Bossy o di vaniglia Bourbon
1 ½–2 c. di miele
2 mele (tipo Gala) ca. 350 g, sbucciate, private di torsolo e tagliate a tocchetti
2 c.ni di pasta di vaniglia (vedi sopra) 
¼ di c.no di cannella
1 presa di sale marino
2–3 c.ni di miele
250 g di banane a fette e congelate 
2 dl di latte vaccino o vegetale
½–1 c.no di succo di limone
1 c. di crema di mandorle bianca
1 manciata di lamponi,
1 mazzetto di menta, le foglie spezzate

Preparazione

TOPPING CROCCANTE: Tritare finemente i primi sette ingredienti della lista nel tritatutto. Dorare per 12–15 min. nel forno ventilato preriscaldato a 160°C. Sfornare e lasciar raffreddare. Conservare in frigo in un vasetto con tappo richiudibile (il topping croccante è sufficiente per ca. 4–6 porzioni).

SMOOTHIE BOWL: In una padella ammorbidire le mele a fuoco medio per 5–10 min con la pasta di vaniglia restante, la cannella, il sale e i 2-3 c.ni di miele. Togliere dal fuoco e far raffreddare. Mettere nel mixer le mele, le banane, il latte, il succo di limone e la crema di mandorle. Frullare per 2-3 minuti o fino ad ottenere un composto liscio e cremoso con il quale riempire delle ciotole. 

Decorazione: Cospargere con il topping croccante e guarnire con lamponi e foglioline di menta fresche. Gustare subito.

Commento (0)

Grazie per il vostro commento.

Questo commento ha un contenuto sgradevole?

Il testo sarà controllato ed eventualmente modificato o bloccato.

Il vostro commento

Non avete ancora scritto il commento.

Questo campo deve essere compilato. Grazie.

Campo obbligatorio
Questo campo deve essere compilato. Grazie.










Si prega di commentare nel rispetto della nostra netiquette e degli altri utenti.


ARTICOLI IN EVIDENZA



Un operatore sociale
con la videocamera

Il documentarista luganese Olmo Cerri ci parla del suo particolarissimo lavoro di ricerca sull’immigrazione italiana in Ticino.


*****

Il figlio di Ivan Graziani
si fa strada

Ecco Sala Giochi, il secondo album di Filippo, 36enne che cerca di seguire le orme del papà. Con discreto successo.

*****





Login con il profilo di Cooperazione

Chiudere
Fehlertext für Eingabe

Fehlertext für Eingabe

Dimenticato la password?