Per il loro bene: i controlli Naturafarm

Cosa significa conforme alle esigenze della specie – Cerchiamo di capirlo insieme ad Anne-Kathrin Witschi della Protezione svizzera degli animali, con risultati a dir poco sorprendenti.

Siamo accolti dal cane da guardia che ci corre subito incontro digrignando i denti? Oppure da uno scontroso contadino che ci sbatte in faccia la porta della stalla? Se così fosse, non dovremmo stupirci considerando che ci presentiamo, senza preavviso, in una giornata limpidissima nell’azienda di Benno Elmiger a Ermensee (LU). Protagonista di questa visita a sorpresa è soprattutto Anne-Kathrin Witschi, del servizio di controllo della Protezione svizzera degli animali, accompagnata da noi due, un reporter e un fotografo.


Uno sguardo dietro le quinte
Per fortuna non siamo accolti da nessun cane mal intenzionato, addirittura il signor Elmiger ci fa cenno di avvicinarci già da lontano. Il contadino ci riserva questa accoglienza non solo perché è una persona cordiale, ma anche perché sa di avere la coscienza a posto sia nei confronti dell’addetta al controllo sia dei vitelli del suo allevamento da ingrasso. Questi ultimi sembrano star bene già a prima vista e la conferma arriva anche a uno sguardo più attento: «Innanzitutto cerco sempre di farmi un’impressione generale per ciò che riguarda la pulizia, le lettiere, lo spazio e le condizioni in cui vivono gli animali», spiega l’incaricata della PSA. Poi si scende nei dettagli. L’agronoma laureata, che insieme ai suoi colleghi lavora su incarico di Coop, ma in rappresentanza di un ente indipendente, verifica i circa 40 punti a cui devono attenersi i contadini che allevano bestiame nel rispetto della specie in conformità alle direttive di Coop Naturafarm. I controlli spaziano dal clima delle stalle all’elenco dei medicamenti fino all’accesso sempre garantito a foraggio e acqua per gli animali. Anne-Kathrin Witschi si spinge anche oltre, controllando persino le confezioni vuote di foraggio. «Hanno tutte il label Naturafarm, dunque non contengono né farina di pesce, né componenti geneticamente modificati» spiega l’esperta.



Soia non modificata geneticamente
Ma le prescrizioni in materia di foraggio non finiscono qui, come vedremo nella fattoria di Armin Bühlmann a Inwil (LU). Dal 1° gennaio di quest’anno, Bühlmann deve assicurarsi che la soia acquistata per nutrire i suoi polli da ingrasso provenga dalla regione danubiana, dunque dall’Europa. Anche questo aspetto è controllato sulla base delle ricevute di acquisto del foraggio. «La soia proveniente da quest’area è certamente più costosa, ma così non contribuiamo all’abbattimento delle foreste pluviali in Sudamerica», spiega Anne-Kathrin Witschi.


Il terzo contadino che oggi riceve visite è l’allevatore di maiali da ingrasso Markus Odermatt (48) di Eschenbach LU, che lavora già dallo scorso millennio secondo le direttive Naturafarm. Inizialmente l’attenzione era puntata sul vantaggio economico, in quanto i contadini ricevono un compenso maggiore per la carne con il marchio. Tutti i tre contadini incontrati oggi sottolineano l’impegno di Coop, dal punto di vista finanziario ma anche morale, nei confronti dei produttori coinvolti nel progetto Naturafarm. Il label è concepito innanzitutto come un programma basato sul rispetto degli animali, ma che ha conseguenze dirette sui contadini: «Mi sento più a posto con la coscienza adesso rispetto al passato», dichiara ad esempio Odermatt.



Le aree di uscita
In passato, ovvero quando i suoi maiali non potevano uscire all’aperto, non vedevano la luce del sole ed erano stipati nelle stalle su pavimenti grigliati. Simile è il racconto di Elmiger: prima dell’introduzione del label Naturafarm, i vitelli non mangiavano fieno e pertanto soffrivano di anemia. «La carne doveva essere bianca, per fortuna questo non è previsto dal label Naturafarm».

Le visite di Anne-Kathrin Witschi, però, non sono sempre e solo fonte di gioia: «A volte, ovviamente, ci sono dei pregiudizi iniziali, si sa che i contadini hanno di meglio da fare che accompagnarmi per le stalle. E naturalmente non tutto va sempre bene». Nel sopralluogo di oggi sono emersi prevalentemente dei «peccati veniali»: l’allevatore di vitelli da ingrasso deve aggiungere un ulteriore scalino nel passaggio dalla stalla all’area di uscita; nell’allevamento di polli una parte dello strame è troppo compattata e non più adatta per permettere agli animali di razzolare. L’allevatore di maiali riceve invece grandi elogi dall’addetta alla protezione degli animali. Quali sono invece i «peccati capitali» secondo Anne-Kathrin Witschi? E quali conseguenze hanno? «Gravi, ad esempio, sono i casi in cui l’area di uscita non è accessibile per gli animali, non si rispetta il numero massimo di animali, le bestie malate non sono curate o mancano foraggio e acqua. A secondo della gravità, queste mancanze hanno come conseguenza un ammonimento o addirittura un mancatoriconoscimento o addirittura la totale esclusione dal programma di allevamento Naturafarm. Circa il 10% delle aziende controllate da Anne-Kathrin Witschi non ottiene il riconoscimento auspicato durante i controlli e deve sottoporsi a un ulteriore controllo a sorpresa.

Franz Bamert










Nel 2013 Coop ha ricevuto per due volte il titolo di «rivenditore al dettaglio più rispettoso degli animali»: a livello nazionale dalla Protezione svizzera degli animali, e a livello mondiale dall’organizzazione Business Benchmark on Farm Animal Welfare.

Coop Naturafarm

Con la carne e le uova Naturafarm si ha la garanzia di acquistare prodotti rigorosamente svizzeri. Ecco i requisiti principali per potersi fregiare di questo label: allevamenti all’aperto o con possibilità di uscita, stabulazioni rispettose della specie, un’alimentazione controllata priva di alimenti
geneticamente modificati.  

Coop Naturaplan

Include 1.600 generi alimentari biologici conformi alle severe direttive di Bio Suisse. Tali direttive vanno ben oltre i requisiti minimi di legge stabiliti per i prodotti bio. Il label prevede il divieto di ricorrere ai trasporti per via aerea e alla tecnologia genetica e di utilizzare coadiuvanti chimico-sintetici e fertilizzanti artificiali. Gli additivi sono usati molto meno di quanto ammesso per legge per i prodotti bio.

Natura-Beef
È un programma di carne di manzo in sintonia con la natura e rispettoso degli animali ideato dall’associazione «Vacca madre Svizzera». Diversamente da quanto previsto nell’allevamento e nell’ingrasso tradizionali, questi vitelli restano nella loro mandria e bevono il latte materno direttamente dalla mammella, circa 3.500 litri in dieci mesi. Trascorrono molto tempo al pascolo con le loro famiglie e in inverno hanno a disposizione un cortile dove muoversi.

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Testo: Franz Bamert
Foto: Rainer Eder
Pubblicazione:
martedì 17.02.2015, ore 00:00


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