Un ticinese star della tivù coreana

La storia di Alex Mazzucchelli, divenuto celebrità televisiva nel Paese asiatico. — MATTIA BERTOLDI

In Ticino, Alex Mazzucchelli è un perfetto “signor Nessuno”. Certo, i tratti asiatici ricordano le radici di sua madre, originaria della Corea del Sud, ma i suoi nonni abitano a Massagno e l’italiano è una delle sue tre madrelingue insieme a inglese e coreano. Eppure, nel Paese asiatico, questo 26enne è una celebrità grazie al programma televisivo “Non-Summit”. «Dura circa 80 minuti e coinvolge diversi giovani, ognuno originario di una nazione diversa. Ci si siede al tavolo e si discute in coreano su argomenti d’attualità».

Uno spezzone del programma:

Il “peso” della celebrità
La trasmissione ricorda i dibattiti televisivi dei politici, ma è sempre condita da buone dosi di humour. Come ha fatto Alex ad arrivare fino a lì? «Qualche tempo fa i produttori hanno deciso di integrare la Svizzera tra i Paesi rappresentati nel programma e così hanno cercato qualcuno di origini elvetiche, ma anche di madrelingua sud-coreana. Pensavo si trattasse di un gioco, ma mi sono bastati pochi giorni per rendermi conto dell’importanza del mio ruolo».


Innanzitutto:  il “peso” della rappresentanza. «Ogni settimana dobbiamo prepararci su un dato tema. Una sera abbiamo parlato per esempio di suicidio assistito, un’altra volta di riciclaggio di denaro. È quindi anche mio compito difendere i principi dei cittadini elvetici. Un compito spesso impegnativo».
In secondo luogo: il “peso” della celebrità. «Non ci ho mai fatto molto caso, ma con il passare del tempo sono aumentati i casi in cui sono stato fermato per strada per un selfie o per un autografo. Una volta ero in metropolitana e un monitor piazzato proprio sopra la mia testa stava trasmettendo uno spezzone dello show. Una donna ha notato prima il televisore, poi me, e continuava ad alzare e ad abbassare gli occhi per capire se ero veramente io oppure no. Alla fine l’ho rassicurata e ci siamo salutati».


Tra gli incontri più memorabili, «quello con l’attore inglese Simon Pegg, intervenuto in trasmissione come ospite d’onore della Gran Bretagna. Sono un suo fan sin da quando abitavo a Londra, è stato molto emozionante».

Alex Mazzucchelli è nato in Texas e cresciuto tra gli Stati Uniti, l’Inghilterra, la Cina e il Ticino sulla scia di suo padre Claudio, che lavora per un’organizzazione che promuove l’attività delle imprese svizzere a livello internazionale. A fine 2015 si è trasferito a Seul. «Qui lavoro per una start up specializzata in realtà virtuale: grazie a dei visori 3D da indossare, offriamo ai clienti l’emozione di immergersi in un videogioco o in un’esperienza educativa multisensoriale». Un lavoro che lo porta a viaggiare. «Ogni viaggio è per me l’occasione di confrontarmi con altre persone: vedo che la Svizzera gode dappertutto di ottima reputazione ed è considerata una nazione in cui si vive bene». E per quanto riguarda Ticino: «per me sarà sempre casa. Ci torno una o due volte l’anno, ed è a quel posto che sento di appartenere».

TORNA AL MENU EMIGRAZIONE

Commento (0)

Grazie per il vostro commento.

Questo commento ha un contenuto sgradevole?

Il testo sarà controllato ed eventualmente modificato o bloccato.

Il vostro commento

Non avete ancora scritto il commento.

Questo campo deve essere compilato. Grazie.

Campo obbligatorio
Questo campo deve essere compilato. Grazie.










Si prega di commentare nel rispetto della nostra netiquette e degli altri utenti.

LEGGI ANCHE…


L'appuntamento quindicinale

Le analisi di Ceroni su Cooperazione

Parliamo d'arte

La rubrica "Il quadro" di Cooperazione



Login con il profilo di Cooperazione

Chiudere
Fehlertext für Eingabe

Fehlertext für Eingabe

Dimenticato la password?