Promesse (di) brillanti

Una proposta di matrimonio senza anello? Impensabile per i fidanzati di oggi. Tutto merito di Hollywood. — Giorgia von Niederhäusern

Quando ho capito di voler chiedere a Dorota di sposarmi sapevo che la prima cosa che dovevo procurarmi era un anello». A dirlo è Dominique, 33enne originario di Comano che pochi mesi fa ha fatto la fatidica domanda alla sua partner. Per il futuro marito «l’anello è parte integrante del rito di proposta».


La testimonianza di Dominique conferma l’attuale tendenza. Da qualche anno i sondaggi (uno degli ultimi è apparso sulla SonntagsZeitung) indicano un aumento delle vendite di questi «pegni d’amore» in Svizzera. Walter Häusermann, CEO dell’oreficeria Furrer Jacot AG, Mario Galli, proprietario della gioielleria Galli di Zurigo, Beat Stierlin, manager della gioielleria Sutter di Winterthur e Giovanni Frey, direttore della gioielleria Les Ambassadeurs di Lugano, interpellati da Cooperazione, confermano il trend. In particolare, riferiscono, negli ultimi 3-5 anni è aumentata la richiesta di solitari.
«Put a ring on it» («mettile un anello al dito»), canta Beyoncé. E le ultime generazioni di fidanzatini sembrano darle retta. Benché i diamanti fossero sempre stati regalati in segno d’amore, lo show business ha influenzato molto i consumatori: «Hollywood ha giocato un ruolo portante», conferma Beat Stierlin. Vi ricordate cosa cantava Marylin?
I diamanti, quindi, sono al primo posto tra le gemme scelte per chiedere la mano alla propria amata, e ciò nonostante la diatriba sul mercato del materiale più duro al mondo. Alludiamo al monopolio della De Beers («Un diamante è per sempre», ve lo ricordate?) e alle guerre civili finanziate dalla vendita di pietre preziose.
Oggi, certificazioni come quello dell’Istituto gemmologico americano (GIA), il Kimberley Process Certification Scheme (KPCS) e il Codice etico ufficiale della sezione svizzera di orologeria e gioielleria (Ethik Codex) mirano a garantire qualità ed eticità a clienti e negozianti.

Il romanticismo non è morto, anzi...
Benché nell’area anglosassone tabloid come il Daily Mail indichino come una donna su tre partecipi alla scelta del proprio anello, i gioiellieri intervistati affermano che gli elvetici preferiscono ancora sorprendere la propria partner (tendenza confermata anche dal nostro sondagio a pag. 7). E sembrerebbero azzeccare i gusti dell’amata: «La maggior parte degli anelli che vendiamo tornano in negozio – dichiara Beat Stierlin – ma solo per adeguare la taglia al dito della fortunata». Il romanticismo non è morto, anzi, oggi  piace fare le cose in grande. Un’altra moda sta lentamente arrivando dagli USA: «La “wedding proposal”, un vero e proprio show per chiedere la mano», afferma la wedding planner Mascia Brughelli.
Addio al buon vecchio invito a cena: oltre al diamante, oggi si organizza anche il flashmob. Altro nuovo trend – Johnny Depp e Charlie Sheen fanno scuola –: l’anello di fidanzamento per lui. Per Giovanni Frey di Les Ambassadeurs, una moda «non ancora giunta in Ticino». Qui (per ora) i diamanti restano sempre i migliori amici delle donne.


«La forma stessa dell’anello, il cerchio infinito racchiuso in se stesso, è simbolo di eternità» spiega Hanspeter Lanz, curatore dell’esposizione permanente al Museo nazionale di Zurigo della collezione Alice e Louis Koch. I manuali di storia insegnano che già nelle leggi barbariche consegnare un anello significava impegnarsi a sposarsi e che nell’antica Roma, l’anello di fidanzamento (anulus pronobus) era di particolare rilevanza. Nodi di Eracle e immagini della dextrarum iuncto, la stretta di mano cerimoniale tra sposi (vedi foto in alto), erano comuni emblemi del legame coniugale. Nel Rinascimento nacque la tecnica per tagliare le gemme: rubini e diamanti iniziarono ad apparire sugli anelli più elaborati. Anche tortore, cuori, rose e cani (simboli di fedeltà) erano allegorie tipiche. Nel periodo romantico era uso portare con sé ciocche della persona amata. Gli anelli servivano a custodirli. A partire dagli anni ’40, la De Beers mise in piedi una delle campagne più riuscite nella storia del marketing e il diamante diventò il protagonista delle proposte di matrimonio. Oggi, arte e design reinterpretano la fiaba: il diamante sarà per sempre, il matrimonio non per forza (come ben rappresenta l’anello nell’immagine accanto). 

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Testo: Giorgia von Niederhäusern

Infografici: Niki von Almen. Fonti: Bain&Comapny e Atwerp Diamond Centre, «The Global Diamond Industry»; Andrew Francis e Hugo M. Mialon, Emory University, Atlanta, «A Diamond is Forever» and Other Fairy Tales: The Relationship between Wedding Expenses and Marriage Duration»; testimonianze delle gioiellerie Galli di Zurigo, Sutter di Winterthur e Les Ambassadeur di Lugano