«Io curo te, tu curi me». Le piante possono essere di sostegno alla nostra salute.

Pulire l'aria? Fatelo con filtri naturali

Alcune piante da interno aiutano a eliminare sostanze dannose dalle nostre abitazioni. — ISABELLA PANIZZA CAMPONOVO

Le piante in casa sono più di semplici elementi estetici. «Le moderne tecniche di costruzione, come i serramenti con tripli vetri che non hanno spifferi, il riscaldamento a pavimento o la ventilazione meccanica hanno reso l’aria in casa sempre più secca”, spiega l’architetto Daniele Del Gratta, cofondatore della Living Nature Landescape SA di Chiasso. Ciò comporta un aumento del livello di sostanze inquinanti, riconosciute tossiche per l’uomo dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) fin dal 1983 e contenute nei materiali da costruzione, nelle apparecchiature elettriche, nelle colle e nelle vernici di mobili e pareti, nei prodotti per la pulizia o nei trattamenti per legno, marmo e ceramica. Tutti elementi che possono provocare mal di testa, spossatezza e irritazioni. La stessa OMS infatti parla di sick building syndrome, la sindrome dell’edificio malato.



La scienza ci insegna…
Portare nelle nostre case piante verdi da interno, come ha dimostrato lo studio condotto dalla NASA sui viaggi spaziali degli astronauti, può aiutarci a mantenere la nostra casa ben ossigenata. «Tramite la traspirazione delle foglie e l’assorbimento di acqua attraverso le radici, le piante contribuiscono a regolare l’umidità, a modificare la temperatura e a riequilibrare gli ioni nell’aria», spiega Alberto Stierlin, proprietario dell’omonimo vivaio di Muzzano.
La clorofilla, grazie alla luce del sole, converte molecole di acqua e molecole di anidride carbonica presenti nell’atmosfera in molecole di glucosio, che utilizza per il suo sostentamento. Al contempo, produce ossigeno. «Grazie a questo processo, la pianta elimina le sostanze inquinanti, captando i gas attraverso la superficie della foglia, conducendoli al suo interno ed eliminandoli attraverso
microrganismi presenti sulle radici, in modo da non venire intossicata e di conseguenza deperire», aggiunge.
Si chiama fitodepurazione ed è un meccanismo che più o meno tutte le piante mettono in atto, ma gli studi condotti rilevano che l’attività antinquinante delle piante è prerogativa di alcune specie e che migliora nel tempo, grazie all’incremento dei microorganismi nel terreno che decompongono i gas . «Sono soprattutto le piante a foglia verde che non producono fiori, come i ficus, le varie specie di dracena, le palme da interno e la beaucarnea o pianta del fumo, a essere capaci di filtrare le sostanze volatili», spiega Stierlin.

Avere cura delle proprie piante richiede determinate attenzioni.
L’arieggiamento corretto dei locali, come la giusta quantità di acqua e di luce sono condizioni essenziali per la salute delle piante. Di conseguenza, ne giova anche quella delle persone che trascorrono il loro tempo in ambienti interni ricchi di vegetazione. «Le tendenze più recenti puntano su interni minimalisti, mentre sarebbe più salubre guardare l’esempio delle case negli anni ‘70, che erano ricche di piante», afferma ancora l’architetto Daniele Del Gratta.

Essenze alleate
Le piante ci aiutano a purificare l’aria anche attraverso il loro profumo. «Molti oli essenziali hanno proprietà antivirali e antibatteriche, che si rivelano utili in situazioni particolari, come per esempio in ambienti altamente frequentati”, spiega il signor Gian Furrer della Farfalla Essentials AG. La sua ditta, afferma, lavora con vari ospedali che intendono migliorare la qualità della loro aria.

Massimo giudici, fiorista di lugano

Il mio hobby è diventato il mio mestiere. Da ragazzino mi ritrovavo spesso con il naso incollato alle vetrine dei fioristi. E fiorista mi sono sempre sentito, perché non desideravo essere solo un commerciante, che le piante le prende e le vende senza curare il dettaglio. Io volevo conoscere profondamente ogni pianta, capire quando non stanno bene e avere il giusto rimedio, sapere cosa è meglio per loro, di quanta luce hanno bisogno, di quanta acqua necessitano e quale è il clima che amano.
Quello che mi affascina non è soltanto lavorare sul fiore o sulla pianta, fare composizioni, ghirlande e bouquet, ma anche il rapporto con le persone, la possibilità di interpretare i loro desideri e dare loro forma. Alla fine mi sento un confidente, lo psicologo, l’anti-stress, il loro consulente.
Per quanto la lavorazione di una pianta e di un fiore possa cambiare con l’evoluzione del tempo e delle mode, sono convinto che l’emozione che trasmette il groviglio naturale di una pianta che si arrampica in un morbido abbraccio lungo il suo sostegno, o il profumo intenso di un fiore avvolto in un semplice foglio di carta, rimane indelebile nella memoria di chiunque.

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