Quando gli hacker invadono la città

A Chiasso si terrà a breve la seconda edizione di «Hack the City», maratona di programmazione e «lifehacking». Ma di cosa si tratta? Ne parliamo con gli organizzatori. — di GIANLUCA BLEFARI

https://www.hackthecity.ch/it

Dal 26 al 28 agosto, Piazza Indipendenza sarà invasa da informatici, in occasione di un «hackathon»,  ovvero una gara tra hackers. In cosa consiste esattamente?

Barbara: Programmatori, designer, ma anche imprenditori e chiunque abbia un’idea utile può condividere proposte e  progetti  per migliorare la vita di città tramite l’utilizzo della tecnologia. I vincitori della scorsa edizione, per esempio, hanno ideato un sensore per la cassetta della posta che invia un sms nel caso si ricevano raccomandate o lettere importanti.
Ryan: Vorrei sottolineare che  chiunque può partecipare. In gruppo o singolarmente, informatici e profani del computer. Basta avere un’idea geniale...

Ryan, nel 2015 lei ha partecipato al TedX con una conferenza dal titolo: «Ecco perché abbiamo bisogno di più lifehackers». Ma hacker non era un termine dispregiativo?

Ryan: «L’hacker» viene spesso identificato col genio del computer che supera le barriere di sicurezza per scopi fraudolenti. E questo è sicuramente vero nel caso dei «black hat hackers».  Ma esistono anche i cosidetti «white hat hackers» cioè quelli che usano le loro conoscenze, ma soprattutto creatività e astuzia, per scopi benefici e per trovare soluzioni a problemi informatici.  Se estendiamo il concetto di «hacking»  alla quotidianità, si può pensare al «lifehacking» come ad una sorta di filosofia di vita, ovvero un approccio fuori dagli schemi ai problemi di tutti i giorni.



Barbara e Ryan Vannin nel loro ufficio al Tecnopolo di Chiasso. (foto: Sandro Mahler)


Nel vostro lavoro come cercate di applicare questa filosofia?

Barbara: Noi siamo esperti  in comunicazione e consulenti per l’innovazione. Plastical,  la nostra azienda con sede a Chiasso, aiuta le startup a sviluppare  i propri progetti accompagnandole nel loro percorso.
Ryan: Il modo con cui lo facciamo è molto trasversale: da quelli che sono gli aspetti di comunicazione, alla definizione delle priorità e delle potenzialità con interventi sulla strategia aziendale. Un alto livello di creatività è ovviamente indispensabile per rimanere competitivi e soprattutto per proporre idee che siano efficaci  e degni della definizione di «lifehack».

Qualche esempio concreto di lifehack?

Ryan: Beh, ce ne sono innumerevoli: il primo che mi viene in mente è usare una clip per documenti per impilare le birre nel frigo. Ci sono anche esempi molto divertenti: c’è chi addirittura sfrutta il surriscaldamento del proprio computer portatile  per riscaldarsi un pezzo di pizza.
Barbara: Oppure utilizzare un portadocumenti rigido per tenere in ordine i taglieri in cucina. Un trucco molto pratico che uso anch’io. Ma di esempi ce ne sono tanti: con qualche ricerca su internet è possibile trovare cose molto interessanti, utili, e persino surreali!

In un contributo al libro «Forgia il tuo destino» accennate a un interessante caso di pensiero creativo avvenuto nel mondo dello sport.

Ryan:  Sì, è il cosidetto «stile Fosbury». Premessa: nel mondo dell’atletica, l’obiettivo è sempre quello di migliorarsi, in piena filosofia «Lifehacking». Dick Fosbury è stato il primo atleta di salto in alto ad eseguire il salto  con la schiena rivolta verso l’asticella, come vediamo nelle competizioni attuali, invece di usare la tecnica dello scavalcamento ventrale. Questa innovazione  gli permise di vincere l’oro alle olimpiadi in Messico del 1968 e di rivoluzionare la specialità del salto in alto.

Torniamo al mondo dell’informatica:un esempio applicato al digitale?

Barbara: Nel 2013 abbiamo realizzato Nearbors.com,  un social network per condividere la propria lista della spesa con amici e vicini di casa. In questo modo  si è sempre sicuri di avere a disposizione ciò che serve alla propria dispensa,  grazie alla collaborazione dei propri cari, beninteso... Con questa idea abbiamo partecipato allo Startup Bootcamp di Berlino e siamo arrivati finalisti allo Swiss startup Awards.  È un’ottimo esempio di utilizzo efficace della rete e dei mezzi di cui disponiamo.

Chiasso sta diventando l’epicentro ticinese dell’innovazione tecnologica?

Barbara: Sì, soprattutto se pensiamo al Tecnopolo digitale, una struttura che ospita aziende attive nel settore digitale e informatico, di cui facciamo parte e che aiutiamo a coordinare. Una fucina e luogo di incontro per aziende innovative. Penso poi anche alla posa della fibra ottica lungo Corso San Gottardo.


«La tecnica Fosbury»

Life hacks



75 soluzioni facili e geniali per semplificarsi la vita!

http://www.bioradar.net/bionews/oltre-75-soluzioni-fai-da-te-che-renderanno-la-tua-vita-migliore/

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