Veleggiare sui laghi svizzeri

Con lʼarrivo della bella stagione, cresce anche la voglia di trascorrere il tempo allʼaperto. E forse anche di imparare a navigare. Il nostro test a Locarno. — di RAFFAELA BRIGNONI

Ci si appassiona subito al silenzio della barca a vela» sorride Leo Giannini dello Yacht Club Locarno (Yclo) dirigendo silenziosamente la nostra barca fuori dal porto, mentre poco più in là si sente un motoscafo avviarsi. Anche noi stiamo utilizzando il motore per uscire al largo, ma quasi non lo si sente: «È elettrico. Praticamente navighiamo a impatto zero» spiega Paride Bovolenta, responsabile della scuola vela Yclo, che oggi, assieme a Leo Giannini, ci accompagnerà in questa uscita iniziatica. Entrambi sono istruttori qualificati Sailbox, il sistema di condivisione di barche a vela che da maggio sarà presente anche in Ticino (vedi riquadro). Le due barche a vela, appena arrivate a Locarno, sono state armate dal team dello yacht club e pronte per essere varate il prossimo sabato 30 aprile. Progettate da uno studio d’architetti ginevrino, sono concepite appositamente per navigare sui laghi e accontentare sia gli skipper più esperti che i «navigatori della domenica».  «L’idea è che chi si sia familiarizzato con questa barca, dopo tre ore di formazione con noi, possa poi usufruire del servizio anche su altri laghi. Bastano otto minuti per azionarla,  poi si può subito iniziare a navigare» spiega Paride.

Le prime manovre
In questo inizio di stagione, il Lago Maggiore è ancora tranquillo e il vento è leggero: condizioni ideali  per un’iniziazione alla vela. Sopra le nostre teste, altri appassionati di vento si lanciano con il parapendio.  Appena usciti dal porto, in pochi minuti e in pochi gesti, Paride e Leo issano le vele, e siamo così pronti per la nostra breve escursione di prova. Al largo, navighiamo unicamente con il vento e impariamo a fare qualche manovra con la barra e sfruttando la forza del vento. Veleggiamo in perfetto silenzio, la sensazione ricorda vagamente la brezza e la libertà che si prova pedalando in sella a una bicicletta, in sintonia con l’ambiente circostante.  «In barca a vela impari a guardare il lago con un altro sguardo» commenta Paride. Il passaggio di imbarcazioni più grandi provoca delle onde e ci culla. Pensare che Cristoforo Colombo abbia attraversato l’Atlantico con caravelle appena tre volte più lunghe della nostra snella imbarcazione fa un certo effetto.
Le vele sono nuovissime e performanti, si ha l’impressione che sappiano sfruttare al massimo ogni soffio di vento. Stiamo navigando a 4 nodi, e impariamo a dirigere la barca utilizzando la barra. «Scegli un punto e tieni la rotta» è il compito di oggi e ci viene anche piuttosto bene. Puntiamo verso il verdeggiante delta della Maggia. «In estate, con i bambini del corso di vela, veniamo fin qui. Al delta viene a crearsi una sorta di spiaggia. Sembra di essere ai Caraibi e i bambini si divertono» racconta Paride. E sono numerosi i bambini iscritti ai corsi a Locarno. «Con vento leggero e dopo un pomeriggio passato a navigare, riescono a rientrare in porto da soli» precisa Paride.

I mille nomi del vento
Per la preparazione di un adulto all’esame per la licenza di navigazione D, si contano tra le 12 e le 16 ore. Anche se sarebbe presuntuoso pensare che basti così poco: quello della navigazione è tutto un mondo, a partire dal gergo marinaresco che bisogna padroneggiare. «Sono un’infinità di termini» spiega Leo, che conosce il nome di tutti i venti che spirano sul lago: Tramontana, Inverna, Marenco, Mergozzo... Se la leggenda vuole che gli eschimesi utilizzino 50 termini per descrivere la neve, i marinai non sono da meno quando parlano di vento, e questo non è un mito.  

Sport e relax
La giornata non è delle più soleggiate, sul lago non ci sono molte imbarcazioni. Il discorso è diverso quando arriva l’estate. Ma anche nella bella stagione non tutti levano l’ancora negli stessi giorni:  chi naviga con motoscafi, in genere privilegia le giornate di solleone, di calma piatta e senza vento, al contrario dei velisti.
Ma non stiamo partecipando a una regata, in cui l’affiatamento è al massimo e in barca ci si muove parecchio; navighiamo tranquilli, scambiamo due battute, e ci godiamo il paesaggio. «La vela è un perfetto anti-stress» spiega Leo, e Paride incalza «la scuola di vela è scuola di vita. Un bambino che impara a navigare diventa un marinaio e un uomo. In barca a vela, impari a relazionarti con le persone e con l’ambiente: a osservare il cielo, i venti, la natura che ti circonda. E impari a cooperare in un ambiente strettissimo anche con gente che non conosci. Sei costretto a prendere delle decisioni, non puoi stare con le mani in mano, magari sbagli, ma è anche così che si impara».
Intanto assieme a Leo sta già ripiegando le vele e azionando il motore per ritornare al porto. Così, senza che ce ne siamo accorti, tra esercizi e chiacchierate, un’ora e mezza è volata. Certo, non diventeremo capitani provetti tra sedici ore, ma qualche gesto e qualche parola già ce li siamo fatti nostri e il bello è che la stagione deve ancora iniziare!

Un click e si parte
Sailbox è un’organizzazione no profit di Swiss Sailing, la Federazione Svizzera di vela, ed è un sistema di sharing di barche a vela. In funzione in 26 località elvetiche, su 13 laghi con una flotta di 27 di barche, da maggio l’offerta è ampliata con due barche a vela ormeggiate a Locarno al Porto Regionale. La prenotazione si effettua tramite app o via internet. Per poter noleggiare una barca a vela, oltre ad essere in possesso di una licenza di navigazione Categoria D, è necessario diventare soci: le quote annuali partono da 75.– franchi. Il prezzo del noleggio varia da 45 franchi all’ora in settimana a 54 franchi all’ora il sabato e la domenica.
I soci dello Yacht Club Locarno che non siano soci di Sailbox possono usufruire delle barche, ma solo sul Lago Maggiore.
Per ulteriori informazioni:



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