Fritz Wernli tentato dal Petit Beurre; sullo sfondo, la linea di produzione completa del classico biscotto.

Cioccolato e biscotto...
la delizia che piace a tutti

LA STORIA — Cinquant'anni fa Fritz Wernli unì la bontà dei Petit Beurre a quella del cacao a barrette. E ancora oggi questa leccornia firmata Wernli conquista grandi e piccini

Senza parole, Fritz Wernli percorre la linea di produzione dei Petit Beurre al cioccolato. E stupefatto esclama: «Non ci sono quasi più persone!». In effetti, gran parte della produzione nello stabilimento Wernli di Trimbach (nel canton Soletta) è automatizzata. Ma, nel cuore dell’impianto – dove il biscotto si sposa con il cioccolato – sapienti mani femminili prevalgono sulle macchine.

Al pasticciere, 93enne, l’idea di unire barretta di cioccolato al biscotto venne 50 anni fa. «Mi ricordo che sin da bambino andavo matto per pane e cioccolato». Ispirato da questo ricordo, Fritz Wernli volle creare un nuovo biscotto: «Abbiamo dovuto procedere per tentativi prima di produrlo in serie. Per i tecnici la sfida era complessa: bisognava sviluppare una massa di cioccolato che aderisse all’istante al biscotto per «incollare» la barretta di cioccolato vero e proprio. Inoltre le due parti dovevano staccarsi facilmente», spiega Fritz Wernli mentre stacca il cioccolato da un Petit Beurre e se lo porta alla bocca.  Se la vita di Fritz Wernli fosse andata secondo i suoi piani, oggi il Choco Petit Beurre forse non esisterebbe. «In realtà, sin da piccolo il mio sogno è stato quello di diventare pittore», svela. Un’aspirazione che coltiva dal giorno in cui, ancora bambino, il padre lo portò con sé all’atelier di un artista bernese. «Il profumo dei colori e la miriade di pennelli mi sedussero». Un’attrazione osteggiata dal padre, che considerava la pittura un’arte poco adatta a guadagnarsi da vivere.

GALLERY — La produzione passo passo dei biscotti più popolari

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I Petit Beurre scivolano lungo il nastro trasportatore.

Patron della vecchia scuola: Fritz Wernli nella fabbrica.

Competenze al lavoro: Andreas Hug e Fritz Wernli.
«

Ricordo che da bambino andavo matto per pane e cioccolato»

Fu così che Fritz Wernli iniziò un apprendistato come pasticciere a San Gallo, che però interruppe per iscriversi alla scuola di commercio. La pittura diventò il suo hobby, la creatività e la continua ricerca di buone idee non lo abbandonarono mai. Dal momento che il padre venne a mancare piuttosto presto, a soli 29 anni, Fritz Wernli si trovò alle redini dell’azienda.

«Ho sempre riflettuto su quello che avrebbero voluto i clienti». Nelle pasticcerie ebbe modo di vedere che i japonais erano tra i biscotti più apprezzati. «Volevo capire se riuscivo a produrli in grande stile». Il tentativo riuscì e furono un successo. L’anno di apprendista pasticciere gli tornò utile durante il secondo conflitto mondiale, quando mancavano materie prime come zucchero e burro. Assieme ai pasticcieri, Wernli lavorò per creare nuove ricette che, invece dello zucchero, utilizzavano miele o concentrato di frutta e noci o ppure mandorle schiacciate in sostituzione del burro.

Anche se è in pensione da trent’anni, Fritz Wernli tiene al destino della sua azienda. Si è dovuto rassegnare al fatto che nessuno dei quattro figli – tre femmine e un maschio – abbia voluto rilevare l’azienda, ma è felice che nel 2008, l’opera di una vita è stata acquistata dal produttore Hug di Malters (nel canton Lucerna), anche se gli stabilimenti di produzione sono a Trimbach. Con i fratelli Werner e Andreas Hug al vertice, l’azienda può considerarsi un’autentica impresa a conduzione famigliare svizzera. «Hug per me è stata la salvezza», commenta Wernli. «Ora abbiamo al vertice un patron capace di intercettare i desideri del cliente».

Dal modo in cui conversa con il personale, si capisce che Fritz Wernli è un patron di vecchio stampo. «Ho sempre sostenuto che le persone vengono prima delle macchine». Per questo ogni anno, in occasione della festa di Natale, premiava i suoi dipendenti con un aumento di stipendio o con dei giorni di ferie in più. Del resto ha sempre preferito investire il denaro in azienda piuttosto che accumularlo. «Volevo costruire un marchio forte e non solo guadagnare tanto denaro per lasciarlo ai miei eredi».

Molte cose sul marketing le ha apprese agli esordi della sua carriera, quando lavorava come rappresentante e si spostava in bicicletta. In seguito, la Wernli fu la prima a trasmettere spot pubblicitari in televisione. Il primissimo spot nel quale si vedeva un angioletto attaccare una barretta di cioccolato a un Petit Beurre ebbe un grande successo.

Dal 1985, dopo il pensionamento, Fritz Wernli ha iniziato a vivere la sua passione per la pittura. Tra i suoi soggetti vi erano anche i suoi rivali: il Dr. Bloch di Camille Bloch; Oskar Kambly sullo sfondo del Blausee o Jean-Pierre Oulevay di Morges. Oggi, Fritz Wernli ha trascritto la storia della sua azienda. Inoltre, ama cucinare. Ogni giorno percorre dieci chilometri sulla cyclette. «Movimento e alimentazione sana sono importanti». Solo così ci si può concedere un prelibato Wernli. E sussurrando ci confida: «Amo i Petit Beurre al cioccolato, ma i miei preferiti sono i cuoricini al burro».

VIDEO — Guarda il primo spot tv della Wernli!

Dolcezze per ogni momento

Oggi, nel suo stabilimento di produzione di Trimbach, nei pressi di Olten, la Wernli ha in organico circa 180 collaboratori. I biscotti Wernli sono noti e apprezzati in Svizzera, anche se gli esordi dell’azienda furono piuttosto turbolenti.

1905
con i suoi due figli, Friedrich Johann Wernli inaugura una pasticceria a Trimbach (SO). La richiesta lascia a desiderare e l’attività venne chiusa dopo tre anni.

1914
i fratelli Fritz e Paul tentano un nuovo inizio con la fabbrica di biscotti Gebrüder Wernli.

1926
la pasticceria diventa la prima fabbrica di biscotti parzialmente automatizzata della Svizzera. In questo periodo nascono anche i wafer Jura.

1948
nasce il logo rosso che contraddistingue la ditta Wernli.

1958
i pasticcieri Wernli creano un altro classico: il japonais.

1964
Fritz Wernli inventa il Petit Beurre al cioccolato.

1998
il marchio Oulevay di Morges (Chocoly) passa a Wernli.

2008
la Hug di Malters (LU) acquisisce Wernli AG.

2014
da 50 anni Petit Beurre e cioccolato formano un’accoppiata vincente.

Per questo il Petit Beurre al cioccolato festeggia quest’anno le nozze d’oro. Su tutte le confezioni dell’anniversario Wernli (con l’angioletto), Wernli sorteggia 5x50g di oro. Sulla homepage potrete partecipare al «Gold Quiz Wernli»: indovinate le coppie di personaggi più celebri e indimenticabili e vincete altri premi. Per maggiori informazioni sul quiz, consultate il sito web: www.wernli.ch

Testo:
Nicole Hättenschwiler
Fotografia:
Heiner H. Schmitt
Pubblicazione:
lunedì 12.05.2014, ore 18:18