Oltre che per escursioni, la zona si presta a degustazioni enogastronomiche nelle numerose aziende sparse tra i filari di vigna.

Quel lato «green»
della vicina Austria

Non avevate mai pensato a un soggiorno enogastronomico nella Stiria meridionale? Eppure il Sud della vicina nazione ha di che deliziare i palati più esigenti con le sue specialità locali. Il tutto in paesaggi incantevoli.

Il simbolo della Stiria (Steiermark in tedesco) è un cuore verde. Verde come la sua campagna, costellata di boschi, vigneti e frutteti, che coprono il 60 per cento del Land. Il paesaggio disegnato da filari di vigna e da dolci colline ricorda la Toscana se non fosse per l’assenza dei cipressi, e per un’architettura particolare delle case.



L’occhio attento non farà fatica a reperire i caratteristici Klapotetz, una specificità della Stiria e della vicina Slovenia. Sono degli incroci tra un mulino a vento e uno spaventapasseri. Otto bracci di legno ruotano grazie al vento, producendo un rumore che dovrebbe mettere in fuga gli uccelli. «La paro-la è un’onomatopea e proviene dallo sloveno “klopotec” ossia  “sbattere” – ci spiega  Claudia Pronegg-Uhl dell’Ufficio del turismo locale, servendoci del Gelber Muskateller, un vino bianco tipico della regione apprezzato come aperitivo –. La maggior parte viene installata il giorno di San Giacomo, il 25 di luglio, e tolta l’11 di novembre in occasione della giornata dedicata a San Martino». E se alle vostre orecchie il solo nominare San Martino ricorda il detto «Per San Martino ogni botte è vino», allora siete capitati nel posto giusto. Infatti, la Stiria è anche chiamata l’orto dell’Austria, qui vi si producono alcuni dei suoi vini più pregiati – soprattutto bianchi – e la sua capitale, Graz, è conosciuta come capitale del gusto.

«Fino a qualche decennio fa, non c’erano le strutture per ospitare i visitatori. Oggi i produttori, che siano piccoli e a conduzione familiare o di dimensioni più grandi, propongono di frequente offerte di alloggio: da piccoli B&B a hotel con tanto di Spa. Sono tutte soluzioni molto apprezzate dai visitatori in cerca di tranquillità» ci spiega la nostra guida accompagnandoci in un tour de force fatto di degustazioni di prodotti locali. Gli spostamenti da un’azienda agricola all’altra si effettuano con un praticissimo sistema di furgoncino-taxi. «Come vedete, la conformazione del paesaggio non la rende una meta ideale per rilassate gite in bicicletta, a meno di non fare ricorso alle e-bike in noleggio nei nostri locali così come in varie strutture alberghiere» ci spiega Claudia Pronegg-Uhl. Cantina che vai, vino che trovi. Ma ci sono due elementi costanti:  i «Lederhosen» (pantaloni di cuoio) e la passione per il vino. Da grandi produttori come Tement ci facciamo raccontare la storia vitivinicola della regione, un tempo considerata la frontiera povera dell’Austria (lo sguardo dai suoi terreni porta fino in Slovenia). Oggi questa famiglia, punta su un bianco secco con cui si è fatta conoscere anche all’estero dagli estimatori di vino, «prima, nella regione si produceva vino o dolce o acido. Dopo lo scandalo del 1985 le preferenze sono passate a vini più secchi. E il vino da aperitivo che qui va per la maggiore è il Gelber Muskateller». Un altro produttore, più piccolo, Roland Tauss, è passato dalla vinificazione convenizionale a quella biodinamica: «In un bicchiere di vino sentite il sapore di un anno intero di lavoro. E la natura non mente mai! Il vino deve darti forza, non togliertela» ci dice mostrandoci i filari che si estendono dietro il suo piccolo e accogliente agriturismo.

Oltre al vino, il fiore all’occhiello della Stiria è sicuramente l’olio di semi di zucca, che qui chiamano l’oro verde. «Questo olio gode di una lunga tradizione dalle nostre parti. Esiste da oltre 300 anni, ma all’inizio era considerato come un olio per poveri, quello che si utilizzava quando non si poteva estrarre olio da nient’altro. C’è voluto parecchio tempo prima che la gente imparasse ad apprezzarlo, ma ora è una prelibatezza che ha ri-cevuto la certificazione protetta dgp» ci spiega Thomas Hartlieb, che ha ripreso le redini dell’azienda familiare fondata dal bisnonno nel 1907. «Oggi, oltre all’olio di semi di zucca, produciamo altri 18 tipi e per la maggior parte lo smerciamo direttamente qui al frantoio» ci spiega mostrandoci, nel piccolo museo dell’azienda, i macchinari utilizzati un tempo per la creazione di questo pregiato olio. Ci fermiamo per una degustazione. È davvero una prelibatezza: si presta per intingoli e come condimento per l’insalata. Ma l’abbinamento a prima vista più insolito è quello con il dolce che ci viene servito a tavola: gelato alla vaniglia con olio di semi di zucca. Lo assaggiamo scettici, quando dalla tavola si leva entusiasta un neologismo «Ottima questa coupe Steiermark!».

Come arrivare
Da Zurigo voli giornalieri per Graz con Intersky.
Da qui la possibilità di noleggiare un’auto o di recarsi in treno fino a Ehrenhausen.
Sul posto, per visite e degustazioni, l’ideale è spostarsi con un sistema di taxi locali a tariffe interessanti:
www.suedsteirischeweinstrasse.at

Dove dormire
La zona propone un’ampia offerta, da piccoli affittacamere a hotel di lusso.

Per un alloggio semplice ma confortevole
Agriturismo bio Tauss,
Schloßberg 80,
8463 Leutschach,
www.weingut-tauss.at

Per un soggiorno di privacy in due case tra i vigneti
Weingut Tement,
8461 Berghausen,
www.tement.at
www.winzarei.at

Chi preferisce alloggiare in un albergo con tutti i comfort si troverà a proprio agio al Gutshotel, dove gli ospiti possono utilizzare vespe e mezzi elettrici
Pössnitz 168,
8463 Glanz an der Weinstrasse, 
www.poessnitzberg.at

Per un’accoglienza più tradizionale
Sabatihof,
Rebenweg 142,
www.sabatihof.com

Dove fare acquisti

Frantoio Hartlieb,
8551 Heimschuh,
www.hartlieb.at

Per una carrellata di tutti i prodotti enogastronomici
Vinofaktur,
An der Mur 13,
8461 Vogau,
www.genussregal.at
Qui è pure allestita una mostra sulle specialità locali.

Per maggiori info, consultare il sito web
www.steiermark.com/it

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Testo: Raffaela Brignoni
Foto: PRONE, Vino Cool/Harald Eisenberger, Meisterstrasse.at, Raffaela Brignoni
Pubblicazione:
lunedì 26.05.2014, ore 00:00


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