Aris Pedimina si gode le piste di Carì sugli sci da lui stesso progettati e visibili in foto: i wakewind.

Quelle tracce sulla neve

Aris Pedimina ha sempre amato sciare e trasmettere questa sua passione. Si è pure messo in proprio con il fratello per creare un nuovo tipo di sci.

L'aria è frizzante, non c’è l’ombra di una nuvola e il panorama sulle Alpi è incantevole. Le piste da sci di Carì sono perfette e nel bel mezzo della settimana sono in pochi a poterne godere. Uno di questi fortunati è Aris Pedimina, direttore della scuola svizzera di sci di Carì e direttore tecnico degli impianti di risalita della stazione sciistica leventinese. Aris è praticamente nato sulla neve e batte le piste di Carì da quando è ragazzino. Ci accoglie nella casetta con il materiale della scuola di sci che si trova tra le due seggiovie in cui a volte pernotta. «Così posso dare un’ultima controllata alle piste la sera e il giorno dopo, in caso di problemi nel far partire la seggiovia, sono vicino alla stazione motrice e posso rimediare». La passione per la polvere bianca è nata in Aris con grande naturalezza. «Già mio padre era istruttore di sci, uno tra i primi in Ticino. Venite, vi mostro una fotografia» dice invitandoci ad ammirare la parete su cui sono affisse foto d’epoca. Una ritrae suo padre sugli sci mentre traina un rullo da 500 kg. «Era così che si preparavano le piste un tempo!» ci spiega Aris. Oggi, con i gatti delle nevi, le cose sono più semplici, ma non per questo il lavoro è meno impegnativo. Aris è sempre connesso via radio e le comunicazioni di servizio si susseguono: una volta il «gattista» che si informa sul programma del giorno successivo, una volta la scuola di sci con una richiesta particolare…

«

Mio fratello ed io ci siamo messi in proprio e prodotto i nostri sci»

Se nelle foto in bianco e nero si riconoscono i pendii di Carì, colpisce la differenza del materiale che si usa oggi per affrontarli. All’entrata della casetta fanno bella mostra un paio di sci di legno degli anni ’50. Nel frattempo la tecnologia di strada ne ha fatta e gli sci non sono più «semplici assi di legno». Aris Pedimina assieme al fratello Luca in questo ha portato il suo contributo realizzando un nuovo tipo di sci. «Abbiamo collaborato per oltre 10 anni con la ditta svizzera di sci Stöckli provando alcuni nuovi prototipi e portando loro le nostre idee. Nel 2001 abbiamo depositato, assieme alla ditta Stöckli, un brevetto nel campo dello sci alpino. Nel 2012 mio fratello ed io abbiamo iniziato ad applicare agli sci gli studi del «modulor» di Le Corbusier.

In sostanza si tratta di lavorare sulle proporzioni auree: adeguare correttamente fra loro i rapporti di lunghezza dello sci, sciancrature e punto di rotazione, punto in cui si fissano gli attacchi, per ottenere uno sci dalle misure armoniche. Il nostro nuovo progetto era stato presentato alla Stöckli. La ditta si era mostrata interessata, ma molti erano i suoi impegni commerciali in quel momento; così ci siamo messi in proprio e abbiamo prodotto i nostri sci, i wakewind. Il nome evoca la traccia che sciando si lascia nella neve e che il vento porta con sé. Per quanto concerne la grafica, abbiamo optato per colori semplici e una presentazione essenziale che mostra, appunto, la traccia lasciata dagli sci. Gli sci sono stati lanciati a marzo del 2013 e qualche settimana fa è uscita la seconda serie, di cui produciamo una ventina di paia all’anno. I modelli che al momento produciamo sono tre: due slalom, di cui uno race, e un polivalente (all-mountain), uno sci geniale adatto a tutte le condizioni di neve e in parte anche al freeride» precisa Aris, suggerendoci un’altra sua passione e forse un prossimo progetto…

Aris parla degli sci facendoci scoprire un mondo supertecnologico per quanto concerne alcune fasi della costruzione e i materiali ma ancora molto artigianale per quanto riguarda il savoir-faire. «L’artigianalità e l’amore con cui si costruisce uno sci sono fattori determinanti. Gli sci dei campioni sono prodotti da artigiani che hanno un’esperienza almeno ventennale, sono loro che scelgono il legno per esempio. E non sono mai prodotti di lunedì, quando i macchinari devono essere accesi e sono ancora freddi, ma di mercoledì» ci svela l’appassionato di sci, ma non solo. Aris ha effettuato numerose formazioni e nella sua vita ha sempre seguito le sue passioni, trasformandole in professioni. «Dopo il ginnasio, ho frequentato la scuola agricola e tutt’oggi mi occupo dell’azienda agricola di famiglia, offrendo anche corsi d’equitazione. Ho pure frequentato la scuola di Sion diplomandomi quale capotecnico per gli impianti di risalita, ma alla scuola ho sempre preferito i brevetti: prima come maestro di sci, poi di parapendio, di deltaplano, di snowboard. L’ultimo in data è di dicembre: ho ottenuto il brevetto d’elicottero privato» ci spiega Aris dai mille assi nella manica. «Se avessi più tempo, mi dedicherei di nuovo al deltaplano, ma oggi il tempo libero lo dedico ai miei figli e allo sci. In passato ho viaggiato e sciato spesso all’estero. Ma sono sempre tornato volentieri a casa e sciare qui mi dà una sensazione particolare. Sono più di 40 anni che scendo per questi boschi, ci andavo da bambino e ora ci porto i miei figli. È qualcosa di eccezionale».

Intanto si sono fatte le 16:30, sulle piste non c’è più nessuno e gli impianti sono chiusi. Il momento ideale per un’ultima discesa. La pista tutta per sé! Aris scende veloce, segnando porte immaginarie e lasciando la sua traccia sul manto bianco.

In pillole

Aris Padimina

È nato nel 1965 a Faido. Vive con la compagna Angela e ha due figli: Aaron di 12 anni e Alex di 2. In inverno è a Carì come direttore della scuola svizzera di sci di Carì e direttore tecnico degli impianti, in estate si occupa dell’azienda agricola e dell’agriturismo di famiglia a Pianaselva.
Ha numerosi brevetti e formazioni,
e con il fratello ha ideato un nuovo tipo di sci, il wakewind che è prodotto dal 2013.
Il viaggio:
«In Russia, nel Kamčatka. Una natura incontaminata, sciate fino alle otto di sera con dislivelli di 2.000 metri. Lo consiglio a chiunque sia appassionato di freeride».

www.cari.ch





Commento (0)

Grazie per il vostro commento.

Questo commento ha un contenuto sgradevole?

Il testo sarà controllato ed eventualmente modificato o bloccato.

Il vostro commento

Non avete ancora scritto il commento.

Questo campo deve essere compilato. Grazie.

Campo obbligatorio
Questo campo deve essere compilato. Grazie.










Si prega di commentare nel rispetto della nostra netiquette e degli altri utenti.

Testo: Patrick Mancini
Foto: Nicola Demaldi

Pubblicazione:
lunedì 17.02.2014, ore 14:29


Login con il profilo di Cooperazione

Chiudere
Fehlertext für Eingabe

Fehlertext für Eingabe

Dimenticato la password?