Renault Megane, l'auto che uccide lo stress

Salotto a 4 ruote: a bordo della Renault Megane non è il caso di mettere subito in moto. Perché poi l’impianto stereo non fa colpo. di ANDREAS FAUST

Alcune automobili sono così comode che passa la voglia di scendere. Voglia di staccare per un’oretta? Nessun problema: basta mettere i sedili in posizione orizzontale, ascoltare la propria musica preferita, giocherellare sul touch-screen gigante e provare tutte le impostazioni nei menu. Guidare? Un optional.

Premium per tutti
Alcune campagne di marketing promettono mari e monti senza fondamento, ma devo dire che per la quarta generazione della Renault Megane, lo slogan «Tecnica premium per chiunque» è assolutamente veritiero. In una Bentley, una Rolls-Royce e simili è lecito attendersi il relax assoluto; in un un’auto compatta due volumi come questa, un po’ meno. Il monitor gigante in posizione verticale, i materiali degli interni, l’impianto audio Bose e la trazione integrale sono gli stessi equipaggiamenti proposti nei modelli di gamma superiore Talisman e Espace. Probabilmente Renault si può permettere tanto, proprio perché lo stesso standard fa parte anche del modello di massa Megane – così diventa più conveniente.

Un salotto sportivo
Ma al momento non mi interessa. Sono troppo preso dal touch-screen, gioco con l’illuminazione interna e memorizzo le mie impostazioni personali sotto il profilo utente. I posti a sedere anteriori sono comodi e quelli posteriori più di quanto si possa immaginare, visto che i vetri laterali arrivano molto in basso. O meglio: i passaruota sono particolarmente ampi e bombati. Da dietro, la Megane appare larga e ben incollata all’asfalto, tanto da sembrare quasi un’auto sportiva. Ma dentro, si direbbe un salotto. Soprattutto se c’è anche l’impianto audio Bose Trim. Con il comodissimo allestimento Zen, il touch-screen diventa più piccolo, il volume della radio si abbassa e mancano i fari Led. A questo punto mi piacerebbe vedere anche la versione base Life – vivace, a partire da 19.900 franchi, ma certamente più parca; in effetti è in vendita solo con i due motori di base da 100 e 110 CV. Ma per i giri di prova questa versione non è disponibile, perché Renault vuole dimostrare fino in fondo di cosa è capace. Almeno il volume di carico è uguale in tutti i modelli, ossia da 384 a 1.247 litri. Peccato che Renault a un certo punto rivoglia la macchina indietro. Devo proprio mettere in moto. La variante a benzina da 130 CV è un’ottima motorizzazione per questa Megane piuttosto leggera – pesa solo 1.280 chili – ma si sente subito che la costruzione sopporterebbe di più: per esempio il turbo 205 CV del GT che è stato sviluppato in collaborazione con Renault Motorsport. Invece del tasto eco c’è il tasto sport e, per una partenza a effetto, si può attivare la funzione «launch control». Il rombo del motore si sente attraverso gli altoparlanti. Ideale per fare un giro dei passi alpini durante il fine settimana. Ma piuttosto snervante quando devo portare mia figlia a lezione di musica. Allora, meglio ascoltare la mia musica preferita. 

Il Salone è un'altra cosa

Non c’è appassionato che non sia disposto a sobbarcarsi la lunga trasferta a Ginevra per visitare il Salone dell’automobile. Un evento che ancora tiene testa alla concorrenza, sempre più spesso scelto dalle Case per svelare le novità mondiali. Il Salone nel corso degli anni ha dovuto reinventarsi più volte. Ad esempio dedicando un apposito padiglione alle propulsioni «verdi», quando ancora erano un fenomeno di nicchia. Ora ogni produttore ha integrato nei suoi stand le auto ibride, elettriche e «alternative». Ginevra resta luogo di pellegrinaggio perché è un’occasione unica per vedere, toccare, fotografare ogni genere di vettura, dal prototipo all’utilitaria, dalla familiare alla supercar. Se è vero che grazie a internet si può sapere tutto su un nuovo modello, è il Salone che dà la possibilità di giudicare tutto con i proprio occhi, dalla carrozzeria lucida all’accessorio sfizioso. Non è un caso che proprio ora, dopo la kermesse sul Lemano, partano le campagne promozionali dei rivenditori. Sfruttano il traino per fare breccia nei portafogli degli automobilisti, dopo averla fatta nei loro cuori. 


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