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Gustarsi una Coca-cola sul retro di una Cadillac del ’59: scene alla “American Graffiti” nel salotto di Fabio Malinverno. Con lui, la sua compagna Carmen Guerra.








Ribelli rétro: musica, bolidi e gonne a ruota

Rockabilly Alla scoperta di una subcultura che trova le sue origini negli Stati Uniti degli anni Cinquanta, mitici (e mitizzati) “happy days” del secolo scorso. Un gruppo di cultori ticinesi si racconta. — Giorgia von Niederhäusern

I muri tappezzati di richiami alla Route 66; le vetrine con ceramica vintage e modellini di hot rods perfettamente allineati; le sedie in tinte pastello attorno al tavolo che ricordano diners americani in cui frappè alla fragola e spareribs sono serviti da cameriere in pattini a rotelle. E da un vecchio Wurlitzer, la chitarra di Danny Cedrone in Rock around the clock. Nel suo nostalgico salotto rosa, Fabio Malinverno esibisce i suoi tesori. Il 45enne mendrisiense, malcantonese d’adozione, è un cultore del rockabilly. Il nome, fusione dei termini rock e hill-billy (genere musicale nato nel Sud degli Stati Uniti), definisce prevalentemente un tipo di musica sviluppatosi negli anni Cinquanta del secolo scorso. Una delle prime forme di rock and roll, che include elementi di bluegrass, R&B, country, e blues. Ma se per alcuni si tratta solo di una categoria musicale, per altri è uno stile di vita, che include scelte e interessi analoghi a quelli cui si orientavano i giovani dell’epoca. Una filosofia con cui Fabio Malinverno si identifica perfettamente. Basette, jeans con il risvolto e camicia da bowling, racconta della sua passione sorseggiando Coca-cola dal suo divanetto: il retro di una Cadillac del ’59. «Tutto è iniziato dall’amore di mia madre per i film di Elvis. Da lì è nato l’interesse per la musica di quell’epoca. A vent’anni ho acquistato la prima auto americana. A fine anni ’80, con il ritorno generale dell’interesse per gli anni ’50, ho sviluppato ulteriormente questa mia passione. Che per me non è mai stata solo una moda: a settant’anni sarò ancora così».

Una vita fra raduni e festival
Abitino alla Doris Day, frangetta e tatuaggi, anche Carmen Guerra, sua compagna, condivide lo stesso stile di vita. Insieme frequentano festival dedicati ad auto e moto d’epoca o al boogie woogie. In Ticino, spiega la coppia, c’è un nutrito gruppo di adepti del rockabilly. «Bene o male ci conosciamo tutti: ci troviamo agli eventi organizzati quasi settimanalmente in Svizzera o nei paesi vicini». Come il Kustom Weekend, appuntamento annuale toscano tenutosi a maggio o il Route 66 di Aarburg (AG), previsto a settembre.

L’appuntamento ticinese
In Ticino, quattro anni fa è nato il festival South Side Rumble di Melide, una delle più importanti manifestazioni ticinesi nel suo genere. Nel 2016, segnala l’organizzatore Sandro Güttinger, l’evento ha attirato fino a 6.000 visitatori, metà dei quali giunti da fuori cantone. Nel programma dell’edizione 2017, che si terrà dall’8 all’11 di giugno, ci sarà anche una festa in piscina in stile hawaiano, mercatino e gara in pedalo.

Auto d’epoca e abiti vintage
Abbandoniamo il salotto rétro malcantonese per recarci all’officina di Michele Giudici, a Manno. Il fabbro, presidente del Road Masters Club Ticino (un’associazione attiva fino a pochi anni fa), scarpe a punta e pompadour, sfoggia una Ford Galaxy del ’61, copia dell’auto della polizia nel film American Graffiti. E non è l’unico bolide presente. Altri amici arrivano su pezzi d’epoca rombanti. Tra questi una Hudson del 1950, una Chrysler del ’59 e una Dodge Royal Lancer del ’55. Dalle auto scendono vari “cloni” di James Dean accompagnati da bellezze in gonne a ruota. «Questo è il nostro look per il tempo libero», spiega Marco Gaggi, 48enne di Monte Carasso, che nel suo guardaroba ammette solo capi vintage. Niente distinzioni di età nel gruppo: Igor Pesciallo, 23enne bellinzonese, canta e suona il contrabbasso nei The Midnight Lovers (tra le band che si esibiranno a Melide); Ivo Zocchetti, 77enne di Rovio tra il cowboy e il Teddy Boy, è l’unico ad aver vissuto gli anni di cui tutti qui sognano. Ed è stato tra i primi, con gli altri fondatori dell’ormai estinto Street Cruiser Club, a organizzare raduni nella regione. Con grandi successi: nel ’90 a San Vittore (GR) riunirono ben 2.300 auto americane da tutta Europa.

Nostalgia e anticonformismo
Alcuni etnografi leggono nella scena rockabilly una forma di rivolta verso l’attuale contesto socio-culturale per mezzo di simboli del passato. Per la ricercatrice americana Kim Kattari, autrice di Identifying with the Rebel of the Past (“Identificandosi con i ribelli del passato”), questa comunità esprime nostalgia per un’era in cui la loro subcultura era controcultura: uomini in chiodo correvano su mezzi truccati con le loro stesse mani, sexy pin-up ribaltavano le regole sociali. Una visione basata anche sull’immagine (mitizzata, secondo Kattari) degli anni ’50 come veri “Happy Days”: giorni felici, floridi, di crescita e spensieratezza. Dietro a grandi lenti scure alla Elvis, Ivo Zocchetti conferma: «Chi pensa che la nostra sia una maniera per fermare il tempo ha ragione. Quelli sì che erano anni esaltanti. Alla radio passavano Jerry Lee Lewis e l’economia girava». «Stavamo meglio di noi – gli fa eco Fabio Malinverno –: la vita era meno virtuale e c’era ancora voglia di stare assieme». Disillusi, ma vogliosi di continuare a sognare, Malinverno & Friends continueranno a ballare a ritmo di contrabbasso e chitarra, le scarpe in camoscio blu e la chioma alta.

Maggiori informazioni sul festival South Side Rumble:

http://green-rocket.org/

https://www.facebook.com/southsiderumble?pnref=story


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