Andrea Buzzi ha scalato tutte le 584 cime ticinesi.

Rispetto e passione
per la montagna

Per Andrea Buzzi, l’amore per le scalate è nato piuttosto tardi. Una passione cui ora dedica tutto il tempo libero.

Dal baccano della discoteca al silenzio della montagna. Metamorfosi incredibile, quella di Andrea Buzzi, 35enne informatico di Bellinzona. A 20 anni faceva il deejay all’Alcatraz di Riazzino e rincasava alle cinque di mattina. Adesso, invece, a quell’orario si alza per andare ad affrontare le vette. Andrea è da poco diventato il quinto alpinista ad avere scalato tutte le 584 cime ticinesi.

«E per il 2014 – dice – il mio obiettivo è di ampliare gli orizzonti. Concentrandomi, ad esempio, sulla Mesolcina». La prima vetta, quella della Cima dell’Uomo, nel Bellinzonese, Andrea l’ha scalata nel 1996. «Fu una grande emozione. Eppure la passione per le cime scoppiò in maniera graduale, con gli anni. All’epoca avevo tanti altri interessi. La pesca, la musica, la bicicletta, l’arrampicata sportiva. Mi piaceva anche uscire tanto alla sera. Il tempo mi ha reso più riflessivo».

Oggi Andrea, che in totale ha scalato quasi 900 montagne, cerca la quiete, la pace. «Per l’alpinismo ho sacrificato quasi tutto. Anche la vita affettiva. È da diversi anni, infatti, che non cerco qualcuno con cui stare in maniera fissa. Perché sto bene così, la libertà non ha prezzo». Quello della montagna per Andrea è stato come un richiamo. «D’altra parte io sono cresciuto anche in Leventina, le estati della mia infanzia le trascorrevo a Mascengo. Quando sono su una vetta ho davvero l’impressione di stare in contatto con qualcosa di superiore, di spirituale. A volte parto in compagnia, ma spesso cerco la solitudine. I miei luoghi preferiti? Sono in valle Verzasca e in valle Bavona».

Per lavoro se ne sta tutto il giorno chiuso in un ufficio, davanti allo schermo. Ma poi, nel fine settimana o durante le vacanze, si scatena. «Faccio uscite con qualsiasi tempo e in qualsiasi stagione. Naturalmente le adatto alle condizioni climatiche. Non sono uno che vuole rischiare la vita per la gloria. Se vedo che c’è pericolo, torno indietro. La prima regola per l’alpinista è proprio il rispetto della montagna». Di solito Andrea decide solo al venerdì quali uscite farà al sabato e alla domenica. «Preferisco le uscite di un solo giorno. Perché mi piace stare sul mio divano alla sera, stanco ma contento, dopo avere fatto una doccia calda. Però mi capita anche di bivaccare all’addiaccio e provare il brivido di essere da solo in mezzo alla notte. Sono sensazioni che solo chi, come me, vive la montagna con tanta intensità riesce a capire».

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Testo: Patrick Mancini

Foto: Massimo Pedrazzini

Pubblicazione:
venerdì 07.02.2014, ore 11:39


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