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Punto a capo
ha scritto il 15.05.2017


Ritorno in Ticino – di Rodolfo Cerè

Nella lunatica primavera che stiamo vivendo a Nord e a Sud delle Alpi, sotto l’evanescente neve e tra le costanti piogge, s’intravedono alcune gemme e fiori, giovani promesse di stagione.

Sono tornato nel Mendrisiotto per un fine settimana di piacere, in un contesto non certo da Sonnenstube. Nonostante il tempo, il calore infuso dagli amici, ha riacceso la brace che da sempre scalda quelli che sono tra i luoghi più cari alla mia anima.

L‘atmosfera del grotto
La Valle di Muggio era irradiata da qualche tiepido raggio, mentre il panorama al di sotto era di un bianco color panna. La sua bruma umida mi ha accolto con quei rustici appesi alle rive che si guardano in faccia, quasi abbiano voglia di farsi compagnia. Ho fatto visita ad un amico in un grotto e l’atmosfera colma di carte, rosso sfuso e dialetto libero dagli schemi mi ha dato il benvenuto, il risotto con noci e mele ha fatto il resto.Sono poi sceso a Chiasso, dove il palaghiaccio ospitava il festival LuppolaTi, da anni punto di riferimento per la promozione delle birre artigianali. La degustazione del malto d’orzo fermentato ha creato in zona ritrovi per gli appassionati che assaggiano volentieri le creazioni dei mastri birrai ticinesi, italiani e d’Oltralpe.


Un bosco fatto di parole
Il bosco ha invece invaso la città, di fronde e rami di parole, che la manifestazione Chiasso/Letteraria con il suo tema ha portato tra i numerosi presenti agli incontri. Questo bosco metaforico è stato sviscerato dagli autori, che hanno portato testi e racconti al riguardo. La foresta come luogo non solo di rigenerazione per il corpo e la mente, ma luogo d’incontro, scontro col sé. L’abbandono del quotidiano, la riconciliazione con la natura sono solo alcune delle motivazioni per questo ritorno alla selva. Paolo De Marchi, poeta, ha parlato di un sottile insieme di betulle vicino a Birkenau, e con questo ha aperto il tema di quel triste bosco umano che è la storia. Infine mi sono immerso nel parco delle gole della Breggia e tra pozze e cascatelle ho ritrovato le immagini di quello scorrere così piacevole, tra le rocce che sanno chi sono.


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