Robbie Williams,
l’intrattenitore pop

La sua missione è intrattenere, divertire, sorprendere. E qui, soprattutto dal vivo, è uno dei migliori al mondo. — DIEGO PERUGINI

Robbie Williams torna con The Heavy Entertainment Show (Sony) e l’ambizione, parole sue, «di condividere un’esperienza con milioni di persone». Ci riuscirà? Probabile. Di certo non si è badato a spese per realizzare questo cd eclettico e sopra le righe, fra collaborazioni illustri, una ricca produzione e un saltabeccare frenetico fra stili e generi. Il singolo Party Like A Russian campiona Prokoviev e sconfina nel kitsch, mentre Bruce Lee strizza l’occhio al glam-rock e Pretty Woman è incalzante e ballabile, con l’aiuto di Ed Sheeran. Sensitive viaggia su un binario soul-dance, David’s Song è una ballatona strappacuore. Il meglio arriva da Hotel Crazy, con Rufus Wainwright, suggestiva traccia da «crooner» postmoderni. Si esce un po’ frastornati dall’ascolto, con la tipica impressione di «troppa carne al fuoco». E non sempre di primissima qualità. 

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