Per la consigliera federale Doris Leuthard, la Svizzera deve recuperare terreno nell’efficienza energetica. (Foto: Philipp Zinniker)

Doris Leuthard e la
Strategia energetica 2050

Il 21 maggio il popolo si esprimerà sulla legge sull’energia. La consigliera federale Doris Leuthard spiega cosa significa questa normativa per tutti noi. — MARTIN WINKEL

La disponibilità delle energie fossili come il petrolio è destinata a esaurirsi. Come riuscire in futuro a coprire il fabbisogno energetico? Con la sua Strategia energetica 2050, il Consiglio federale intende assicurare l’approvvigionamento della Svizzera.

La legge sull’energia dovrà ridurre i consumi energetici. Dovremo in futuro fare delle rinunce?
No, possiamo ridurre i consumi energetici senza privarci di nulla. Con la legge sull’energia ci riallacciamo a una formula consolidata di incentivi finanziari e di prescrizioni tecniche: dal 2000 il consumo energetico pro capite è diminuito del 14,5%, nonostante la crescita economica e demografica.

Dove si può recuperare in efficienza energetica?
Sugli immobili più datati c’è un alto potenziale di risparmio. Perciò vogliamo proseguire il Programma Edifici, la cui naturale scadenza è il 2019. E per le imprese sono previsti incentivi finanziari per la sostituzione di impianti inefficienti. La legge sull’energia stanzierà più fondi in tal senso.

Energia idroelettrica a parte, le rinnovabili non sono mai state molto importanti per noi. Cosa cambierà in futuro?
L’energia idroelettrica è per noi un grosso asso nella manica. In misura minore, anche altre fonti rinnovabili come l’energia solare, quella ricavata dal legno, dalla biomassa, l’eolica e la geotermia concorrono all’approvvigionamento energetico. Oggi queste fonti stanno guadagnando terreno: sono più di 40.000 i progetti in lista d’attesa. Energie rinnovabili indigene significano investimenti e posti di lavoro in Svizzera e minore dipendenza dall’estero. Oggi copriamo ancora il 75% del nostro fabbisogno energetico importando energia da fuori.

Innovazione, investimenti e posti di lavoro: dove sono le migliori opportunità nel settore delle rinnovabili?
Da un lato nell’edilizia, che trarrà benefici dai risanamenti energetici. Gli edifici nuovi avranno sistemi di gestione e stoccaggio dell’energia spesso sviluppati da aziende svizzere. Come la plurifamiliare autosufficiente sul piano energetico inaugurata a Brütten (ZH) e dotata anche di tecnologie dall’ABB. Anche i pannelli solari in tinta con la facciata sono svizzeri. Negli ultimi anni il settore delle tecnologie pulite ha registrato una crescita più intensa rispetto all’economia nel suo complesso.

Sulle pale eoliche, spesso di dubbio gusto estetico, non c’è il rischio che invadano anche il nostro paesaggio?

No, non tutte le regioni sono adatte a ospitarli e devono prima ottenere il consenso della popolazione, inizialmente a livello comunale e cantonale. In questo modo possiamo trovare assieme soluzioni pratiche.

La sua auto di servizio è una Tesla con propulsore elettrico. Più auto elettriche vorrà dire importare anche più corrente?
No, secondo le stime, nel 2050 il 40% circa del parco auto in circolazione sarà elettrico e consumerà da 4 a 5 TWh all’ora di corrente, quindi dal 6 all’8% dell’odierno consumo complessivo. Il fabbisogno supplementare potrà essere coperto da soluzioni di stoccaggio, risparmi in altri settori, maggiore efficienza e un’ulteriore produzione di corrente da energie rinnovabili. Ma già oggi conviene fare il pieno alla propria auto elettrica con corrente proveniente dal tetto di casa.

Corrente e altre energie diventeranno più care per le economie domestiche private?
No. Le catastrofiche previsioni dei detrattori sono immotivate. È sicuro però che, con la legge sull’energia, il supplemento rete per la promozione della produzione di elettricità da energie rinnovabili passerà da 1,5 a 2,3 ct./kWh. Per una famiglia di quattro componenti, questo equivale a un rincaro medio di fr. 40 l’anno. Tuttavia, il risparmio energetico e l’efficienza potranno contenere i costi della bolletta. In più, la promozione sarà temporanea e applicata solo per alcuni anni, un evidente passo  avanti rispetto alla regolamentazione oggi in vigore.

All’apertura della centrale di distribuzione di Schafisheim ha fatto gli elogi per l’impegno di Coop nell’efficienza energetica e la riduzione della CO2. Quanto importanti sono le misure dell’economia?
Moltissimo! La libera volontà si fonda sulla convinzione che valga la pena attuare le misure: la bolletta della corrente si abbassa e per il combustibile o il riscaldamento degli ambienti si paga meno. Con la Vision-CO2, Coop può ritenersi sulla buona strada. Esempi di questo tipo dimostrano che si può preservare l’ambiente e garantire l’approvvigionamento energetico in futuro. Sicura, pulita, svizzera: sono gli attributi della nostra politica energetica.

Non crede che la nostra legge sull’energia sia una goccia nell’oceano se paragonata al consumo energetico di colossi come USA o Cina?
Nell’Accordo sul clima di Parigi, più di 190 Stati si sono impegnati a ridurre i loro consumi di energie fossili e le emissioni di CO2. La Svizzera ha fatto molto ma non può abbassare la guardia. Oggi, però, gli USA non sono un modello da seguire. Ma la Cina sta facendo molto, spinta anche dal fatto che la qualità della sua aria è irrespirabile. Il coinvolgimento di Paesi come la Cina negli accordi climatici internazionali è da considerarsi un successo.

Pioniere Dal 2008 Coop ha imboccato la strada di un futuro energetico clima-neutrale. E ha attuato gradualmente varie misure per relaizzare la sua vision sulla CO₂.

Già nove anni fa, Coop si è posta l’obiettivo di diventare CO₂ neutrale entro il 2023. Attraverso la riduzione del consumo energetico e l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili, le emissioni di CO₂ sono state abbattute di quasi il 27% rispetto allo scorso anno.

Trasporti efficienti

Dove possibile, Coop si avvale del trasporto merci ferroviario: con il “trasporto combinato non accompagnato” (TCNA) – un’efficiente combinazione di trasporto su rotaia e su gomma – dal 2013 l’affiliata Coop Railcare rifornisce tutti i 42 supermercati Coop di Ginevra dalle centrali di distribuzione di Aclens (VD) e di Wangen (Olten). Ciò permette di decongestionare le strade e ridurre l’impatto sul clima. Con il trasferimento delle merci dalla gomma alla rotaia, nel 2016 Coop ha risparmiato più di 9,7 milioni di km percorsi su mezzi pesanti e ridotto di 8.400 t le emissioni di CO2. Inoltre Coop ha molti camion con sistemi di trasmissione alternativi: a idrogeno, motore elettrico a batteria o a biodiesel.

LED ed energia solare
Nei supermercati l’illuminazione incide per 1/4 sui consumi di corrente. Perciò sugli edifici nuovi e ristrutturati Coop ha installato solo la tecnologia LED, che dimezza i consumi di corrente. Un’altra première è quella dal supermercato Coop di Weinfelden (TG): dal 2016 è alimentato da energia solare prodotta in loco dall’impianto installato sul tetto dell’edificio e in grado di coprire 1/3 del fabbisogno di corrente del negozio. Sono già stati costruiti altri cinque impianti che utilizzano l’autoproduzione. E altri ne sono previsti per il 2017. Coop raccoglie energia solare su più di 25 tetti e produce così ogni anno circa 6,1 milioni di kilowattora di corrente solare sostenibile, l’equivalente del fabbisogno annuo di 2.000 economie domestiche svizzere.

CO₂ per risparmiare corrente
Il raffreddamento dei prodotti richiede quantità elevate di energia. Dal 2010, sui supermercati di nuova costruzione o ristrutturati – 400 fino al 2016 –, come refrigerante per gli impianti a installazione fissa, Coop utilizza solo la CO2. Inoltre, i banchi frigo sono stati muniti di porte. Insieme hanno ridotto del 25% i consumi di corrente.

Una strategia da premio
Entro il 2023, le emissioni annue di CO2 di Coop dovranno essere dimezzate rispetto al 2008. Le restanti saranno in seguito compensate dal finanziamento di importanti progetti. L’anno scorso, l’Ufficio federale dell’energia (UFE) ha assegnato alla Coop-Vision e al modo in cui è stata implementata il premio speciale “Watt d’Or” per la strategia aziendale. l  

Per approfondire il tema e il ruolo di Coop:
www.fatti-non-parole.ch

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