Tra salti nel vuoto e panorami da urlo

Ecco i nostri titoli preferiti: dal saggio sul “cervello in amore” al romanzo sull’impossibilità del desiderio sessuale, dal giallo milanese a un “classico” ticinese. — ROCCO NOTARANGELO

TICINESI Un classico e una novità

Pubblicato nel 1970, Il fondo del sacco di Plinio Martini (ed. Casagrande), con le sue 25 ristampe è un “classico”, tra i più letti della letteratura ticinese. Attraverso le vicende del giovane “minchione” Gori, racconta la storia del sogno infranto di migliaia di emigranti ticinesi di trovare fortuna oltreoceano. Ora Casagrande pubblica un’edizione commentata dell’opera, cuarata da Matteo Ferrari e Mattia Pini e «dedicata agli studenti e a chiunque desideri approfondire gli aspetti letterari, linguistici e antropologici». Il volume contiene un’introduzione, commenti, la cronologia della vita di Martini, fotografie, cartine…

Fresco di stampa e di tutt’altro genere è il romanzo Le cose belle che vorrai ricordare* (ed. tre60) del giornalista luganese Mattia Bertoldi. Una storia melò, edificante, scritta con piglio e ritmo. Il romanzo racconta due periodi della vita di Zoe, la protagonista e io narrante. Quando a 5 anni deve fare i conti con la malattia all’occhio sinistro, che le fa vedere il mondo a metà, e la rende “speciale». E il padre che l’aiuta ad accettare positivamente la sua condizione. E poi a 21 anni, alle prese con il lutto della perdita della madre e con il padre sprofondato nella depressione. Toccherà a Zoe questa volta dargli speranza e affetto.

NOIR Milano 30 anni dopo e delitti a luci rosse

Milano ha un nuovo giallista, Flavio Villani, e il suo romanzo d’esordio si intitola Il nome del padre* (ed. Neri Pozza). Siamo nel 1972 e in un torrido Ferragosto al deposito bagagli della Stazione centrale viene rinvenuta una donna “fatta a pezzi”. L’unico indizio della vittima è una piccola croce ortodossa. È una slava? È una prostituta? Il caso è insoluto e viene archiviato. Trent’anni dopo, il vicequestore Rocco Cavallo, che aveva seguito le indagini e si porta dentro quell’omicidio come un’ossessione, decide di riaprire il dossier, per trovare il colpevole  e per soddisfare la sua sete di giustizia.

Un “libro da spiaggia” è di sicuro l’antologia di racconti Delitti a luci rosse* (Einaudi), con nomi del calibro di Lansdale, Lucarelli, Joyce Carol Oates, Schnitzler e Maupassant. Il filo rosso-sangue è il crimine «nascosto tra le lenzuola». Sono undici storie che svelano il male, il volto oscuro nella passione erotica. «Non c’è niente che scateni la pulsione omicida come l’oggetto del proprio desiderio».

ROMANZI La vendetta del voyeur e un ritratto americano

«Un thriller erotico all’humour nero»: così ha definito Hanif Kureishi il suo romanzo Uno zero* (Bompiani). Con arguzia e spregiudicatezza, lo scrittore anglo-pakistano racconta la storia di un libidinoso regista, anziano e malato, che non può più fare sesso. E sospetta che la giovane e bellissima moglie abbia una tresca con un giornalista opportunista e parassita. Origliando tra le pareti di casa, il decadente voyeur scoprirà il tradimento, mediterà sul declino della sua vita di coppia e costruirà la sua vendetta.

Un romanzo dal respiro più ampio, autobiografico, è Tra loro* (ed. Feltrinelli) di Richard Ford. Un ritratto intimo sul suo rapporto  con i genitori, ma anche un affresco della vita americana degli anni Venti-Trenta.  Il padre è un rappresentante di commercio in giro per il Mississippi e l’Arkansas sempre accompagnato dalla moglie. Una coppia in perfetta simbiosi. Finché dopo quindici anni di matrimonio nasce Richard, che li costringe a cambiar vita. Ford si interroga con sincerità sulla figura del padre, che perde a sedici anni, e sul ruolo della madre, presente negli anni dopo il college con incontri e telefonate.

SAGGISTICA La chimica dell’amore e il mito del progresso

Perché ci innamoriamo? A dispetto dei luoghi comuni, non è il cuore ma il cervello a scatenare le nostre storie d’amore. Ne Il cervello in amore (ed. il Mulino), la psicologa Grazia Attili presenta con sforzo divulgativo i risultati delle ricerche neuroscientifiche, partendo dal presupposto evoluzionistico che lo scopo di Eros è selezionare il partner per fini riproduttivi e per stringere legami duraturi. Gli artefici dell’amore sono alcuni ormoni, in particolare la dopamina (la passione) e l’ossitocina, la molecola dell’attaccamento, della felicità. Attali spiega che la chimica dell’amore è differente tra i due sessi. Un esempio: la donna produce più ossitocina dell’uomo.


Uscito nel 1991, Il paradiso in terra* di Christopher Lasch si legge oggi, ripubblicato da Neri Pozza, come un “classico”, con una forza profetica sul destino del pensiero politico occidentale. Lo storico delle idee americano elabora una critica corrosiva al mito del progresso, architrave della modernità, dall’Illuminismo ai giorni nostri, che ha ammaliato la destra e la sinistra, la democrazia liberale e i regimi totalitari. La fede cieca nel progresso economico e tecnologico – ammonisce Lasch – è un programma suicida per l’umanità. Per l’impatto ambientale irreversibile e per le disparità insanabili tra Paesi ricchi e poveri.


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