Uova e latte nel vino? Sono chiarificanti naturali.

Scelte consapevoli nel bicchiere

Leggi e indicazioni per coloro che decidono di non consumare prodotti di origine animale, nemmeno in tracce.

Statistiche proverebbero che il numero di vegetariani e vegani sono in aumento, non per motivi di salute, ma per coscienza. Alcuni si domandano se nel vino vi siano pratiche in cantina che andrebbero contro la loro morale, tanto da impedirne il consumo. La risposta è certamente no per il vegetariano nella cui nutrizione i prodotti quali uova e latticini sono permessi.

Per i vegani il discorso è un po’ diverso. Alcuni trattamenti di chiarifica prevedono l’utilizzo di prodotti naturali come gelatine, colla di pesce, bianco d’uovo ed altri. Vengono  eliminati con le filtrazioni, ma non se ne può escludere la presenza in tracce. Questi prodotti sono sempre meno utilizzati nelle pratiche di cantina anche perché dei residui superiori a 0,25mg/litro obbligherebbero il produttore, secondo il regolamento europeo dal 1° luglio 2012 relativo all’etichettatura dei vini trattati con prodotti potenzialmente allergenici, a segnalarli. Sarà pertanto obbligato ad etichettare i vini con la dicitura prevista per gli allergeni, ossia attraverso “pittogrammi” che indicano la presenza di latte e dell’uovo e loro derivati. Tale legge è entrata in vigore per salvaguardare le persone allergiche e, indirettamente, la non presenza assicurerebbe, in un certo senso, l’idoneità al consumo anche per i vegani.

Collaborazione d’avanguardia




Nel corso degli ultimi decenni la viticoltura vallesana, ha conseguito notevoli risultati nella qualità dei  vini. Tipici e originali quelli della linea Bibacchus per Coop. Una creazione nata dall’unione delle aziende Bonvin e Varone che, nel 1992 a Sion, hanno intrapreso una collaborazione inedita e altamente qualificata, volta alla tutela e valorizzazione delle specialità tradizionali vallesane. È dalle terrazze del Rodano, caratterizzate da terreni ricchi di roccia granitica, che arriva questo Merlot AOC. Di un color rosso rubino intenso, è ampio e rotondo con sentori di frutta rossa e spezie. Valorizza le grigliate di carne, i formaggi stagionati e i salumi nostrani.







La vite spesso subisce l’attacco di malattie e perciò dev’esser regolarmente «trattata». In questo periodo, segnato da temperature miti e precipitazioni frequenti, è una peronospora a preoccupare i viticoltori svizzeri. È un fungo di origine americana che può avere un impatto negativo su quantità e qualità dell’uva. Attacca le parti verdi e se si espande danneggia gli acini; è visibile dalle macchie giallastre sulle foglie. In Svizzera vengono spesso fatti trattamenti preventivi leggeri, secondo le indicazioni di Agroscope.


www.mondovino.ch

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