«Giocate e sporcatevi nei boschi»

La formatrice dello stage "Naturiamo" ci spiega i 10 motivi per cui bisogna portare la natura nella vita quotidiana dei bambini. — NATALIA FERRONI

Naturiamo si rivolge ad animatori, docenti e a chiunque voglia accompagnare giovani nel verde. È organizzato da Cemea, Pro Natura, Wwf e Centro Natura Valle Maggia e si tiene a Palagnedra il 7-9 aprile e il 24 -28 maggio.

Lo stage prevede i seguenti campi di formazione: basi di pedagogia ambientale, attività natura, ruolo e responsabilità dell’animatore, dinamiche e progetti di gruppo, sicurezza.

Costo fr. 250.- (incl. vitto e alloggio), iscrizioni entro il 17 marzo.


Bambini, andate fuori! In giardino, nel bosco o lungo il fiume. Per giocare, sperimentare, sporcarsi. Sognare, costruire, scoprire. Ma perché avvicinare i bambini alla natura? L’abbiamo chiesto a Giulia Berkes Crippa che, in qualità di docente e formatrice degli stage Naturiamo di Cemea (vedi box), vanta una lunga esperienza su come fare incontrare educazione e natura. Ecco i suoi dieci perché.

… la natura ci accoglie
Noi siamo parte della natura, ma a volte dobbiamo allenarci – curiosando, meravigliandoci – per sentirci parte di essa. La natura ci aspetta, ci dà da mangiare, ci rilassa, ci protegge… Insomma, la natura allena i bambini a trovarla in ogni dove e a riconnetterli alle proprie radici.

… la natura è bella
Immergersi nella natura vuole anche dire sviluppare il senso dell’armonia. La sua bellezza è lì per tutti, è solo questione di affinare la propria sensibilità e capacità di osservazione per lasciarsi emozionare.

… la natura insegna a vivere i cambiamenti con serenità
Il contatto con la natura aiuta a vivere i cambiamenti con serenità e maggiore consapevolezza, perché la natura è una storia di mutamenti ciclici, contrariamente ai sistemi industriali lineari che hanno una crescita economica illimitata e che formano il pregiudizio che tutte le cose debbano crescere all’infinito. In un sistema ciclico, invece, si comprende che ogni cosa ha la sua stagione (e ragione): mentre alcune cose crescono, altre devono decrescere. In primavera le foglie del tiglio sono in pieno vigore, in autunno cadono a terra e si decompongono.
… la natura rende liberi
Liberi di sporcarsi, d’inciampare, di sognare, di fischiettare, di perdere tempo: parliamo di tutto quello che i bambini fanno non appena gli adulti smettono di assisterli.

… la natura favorisce la curiosità
La natura offre misteri e stranezze, nasconde sorprese e fa superare i propri limiti. L’innata curiosità dei bambini porta ad andare oltre, verso il “nuovo” e verso “l’altro”. Con il gioco sperimentano la natura e imparano a amarla. Come possiamo chiedere loro di prendersene cura se non la conoscono?

… la natura rende responsabili
Confrontarsi con qualcosa di vivo fa crescere e capire che ognuno ha un ruolo e che tutti sono importanti. Inoltre, aumenta la consapevolezza della fragilità, ma anche della forza della natura.

… la natura stimola la creatività
La natura non offre “concetti preconfezionati”: mette a disposizione tutto ciò che serve per stimolare la creatività dei bambini. A volte un ramo raccolto da terra ti trasforma in un pirata.

… a contatto con la natura impariamo a conoscerci
Gradatamente occorre saper dare ai bambini la possibilità di uscire, di sbagliare, di rischiare, di attraversare limiti, di affrontare momenti di paura e di vivere mille avventure sempre diverse per sviluppare l’autostima. Un esercizio che serve anche a decentrarsi per imparare il rispetto dell’altro: dall’”egosistema” umano all’ecosistema di vita.

… la natura fa bene
Andare per boschi, camminare in montagna o attraversare un parco a piedi rigenera e sollecita tutti i sensi: è un esercizio fisico e psichico a tutto tondo.

… la natura è anche lentezza
Andare lenti, oggi, è andare controcorrente: contro il programma intenso dopo la scuola, contro lo spirito competitivo, lo stress di tutti i giorni. La natura offre incontri che lasciano spazio al tempo.

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