Tira aria di riforma tra i banchi.

Scuola: scocca l'ora di HarmoS

L'INTERVISTA — A colloquio con Christoph Eymann, presidente della Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione sull’evoluzione del nuovo sistema scolastico. Le novità in Ticino.

La scuola dell’obbligo ticinese si appresta ad applicare l’Accordo intercantonale sull’armonizzazione della scuola obbligatoria (Concordato HarmoS). Alcune riflessioni di Christoph Eymann, consigliere di Stato di Basilea Città e presidente della Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione (CDPE).

Onorevole Eymnann, perchè era necessario armonizzare il sistema scolastico?
Nel 2006 i Cantoni hanno ricevuto un mandato dall’elettorato svizzero: armonizzare determinati valori fondamentali della scuola dell’obbligo in Svizzera, quali l’età d’inizio e la durata della scolarità, gli obiettivi dei tre gradi di formazione e il riconoscimento dei diplomi. Nel 2007 la CDPE ha approvato il Concordato HarmoS, facoltativo per i Cantoni. Oggi sono 15 quelli che vi aderiscono. Il nostro bilancio mostra però come anche i Cantoni non aderenti partecipino all’armonizzazione sancita dalla Costituzione.

Quali sono i grandi cambiamenti?
Un grosso cambiamento a livello di strutture è l’uniformazione della durata della scuola dell’obbligo e delle fasi scolastiche. In Svizzera solitamente i bambini iniziano la scuola dell’obbligo a quattro  anni. Vanno alla scuola dell’infanzia per due anni, alla scuola primaria per sei anni e frequentano il grado secondario per tre anni.



Esistono differenze tra le tre maggiori regioni linguistiche?
L’idea è concordare i sistemi cantonali in modo che le differenze esistenti non comportino svantaggi. Il bisogno di adeguamenti deve tener conto della situazione del rispettivo Cantone. Ad eccezione dei due anni obbligatori di scuola dell’infanzia, la durata dei vari gradi è rimasta invariata nella maggior parte dei Cantoni. Nuova per tutti i Cantoni è invece l’applicazione di obiettivi formativi nazionali che sono confluiti nei Piani di studio regionali: «Plan d’étude romand», «Lehrplan 21» e «Piano di studio» in Ticino. Tali obiettivi descrivono le competenze fondamentali che gli allievi devono acquisire nella lingua di scolarizzazione nelle lingue seconde, in matematica e nelle scienze naturali durante la scuola dell’obbligo. Inoltre, il Concordato HarmoS concede spazio di manovra ai Cantoni su alcuni fronti, ad esempio consentendo a questi di decidere il numero di lezioni, gli orari delle lezioni e anche l’organizzazione dei determinati modelli scolastici.

Ci sono difficoltà per avviare il nuovo sistema?
In alcuni Cantoni ci sono state resistenze, soprattutto all’introduzione dei due anni obbligatori di scuola dell’infanzia. Ancora oggi la situazione è variegata dal punto di vista normativo. Non è necessario che ovunque viga esattamente la stessa regolamentazione. Attualmente, solo per quanto riguarda la questione dell’insegnamento armonizzato delle lingue non si possono escludere differenze.

Ticino: ecco le maggiori novità

HarmoS
L’obbligo scolastico parte  ora dai 4 anni d’età. Il secondo e il terzo anno di scuola dell’infanzia non sono più facoltativi. Un cambiamento poco stravolgente: «In Ticino la quota degli allievi che iniziano la scuola dell’infanzia a quattro anni è attualmente già attorno al 95%» conferma Emanuele Berger, capo della Divisione della scuola in Ticino, a Cooperazione. Quindi ora gli anni d’obbligo scolastico sono undici (e non più nove). Anche il nuovo Piano di studio inizierà ad essere implementato. I due principali elementi innovativi sono la continuità tra i vari settori scolastici (i tre gradi attuali  restano ma vanno concepiti «come un tutt’uno durante gli undici anni di scuola obbligatoria» spiega Berger) e l’introduzione di un modello di insegnamento per  competenze. Cambiamento che «avverrà a tappe nei prossimi tre anni» precisa Berger. Niente seconda lingua straniera a partire dalle elementari in Ticino: una deroga ad HarmoS consente il mantenimento dell’attuale impostazione. Questo per il nostro «particolare contesto sociolinguistico con un sistema scolastico unico in Svizzera a prevedere già ora l’insegnamento di quattro lingue nella scuola dell’obbligo» sottolinea il capo della Divisione della scuola.

Riforme oltre ad HarmoS:
i docenti d’appoggio
Le classi con più di 22 allievi  potranno ora beneficiare di un docente d’appoggio. Contemporaneamente, però, continuano a mancare insegnanti alle elementari. «Le modifiche apportate al percorso formativo dei docenti permetteranno di aumentare a medio termine il numero d’insegnanti, e quindi anche di quelli d’appoggio. Ai docenti della scuola dell’infanzia, frequentando un’apposita formazione, è data la possibilità di abilitarsi per l’insegnamento nella scuola elementare» conclude Berger.

«La scuola che verrà» nel 2017
Rispondendo alle sollecitazioni del mondo scolastico, il Dipartimento dell’educazione della cultura e dello sport (DECS) è intervenuto allungando i tempi di elaborazione della riforma. «Il rapporto finale sarà presentato nell’aprile 2016, e non a novembre 2015, come anticipato» dichiara Berger, che conclude: «Da settembre 2016 si seguiranno e sosterranno le pratiche innovative già diffuse sul territorio.  A partire da settembre 2017 si avvieranno le sperimentazioni globali in alcuni istituti ».           

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Testo: Gilles Mauron, GVN
Foto: Keystone, Nicola Demaldi
Pubblicazione:
lunedì 24.08.2015, ore 00:00


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