toolbar

Armando Ceroni
ha scritto il 08.01.2018


Se Cologna fosse stato un calciatore...

Fosse stato un calciatore, sarebbe sulla bocca di tutti. 

Un tennista, uno sciatore o un ciclista, capace di primeggiare nel mondo, nell’animo di una moltitudine di tifosi rossocrociati. Quelli che quando un atleta svizzero fa meraviglie ad altissimi livelli, vibrano al ritmo delle sue imprese. Penso a Roger Federer, Lara Gut o all’ex Fabian Cancellara. Se invece sei un fondista, che si massacra sugli sci che trasudano fatica, ti tocca aspettare le Olimpiadi per entrare nel cuore e fare boom. Parlo di Dario Cologna, che da anni fa cose di ordinario stupore. Che rimane uno dei più grandi atleti della storia. Che a 32 anni, e dopo un paio di stagioni fatte di infortuni e delusioni, è ancora in grado di travolgere. Con classe, forza, stile
e la personalità schiva e schietta dell’uomo di montagna. Val Monastero, che sta dove in pochi sanno, tra Grigioni e Italia. Nel mezzo del nulla o quasi, come lo sci di fondo. Tra le discipline più affascinanti che ci siano.Dove si concentra la vera essenza dell’uomo che fa sport. Ma che rimane, almeno alle nostre latitudini, sport di nicchia. Fosse stato norvegese, dove c’è una cultura sportiva diversa e pura, Cologna sarebbe considerato per quello che è realmente: un semidio, senza se né ma.


Articolo precedente Tre nomi per un anno
Articolo successivo Beat Feuz, classe e istinto

 

Commento (0)

Grazie per il vostro commento.

Questo commento ha un contenuto sgradevole?

Il testo sarà controllato ed eventualmente modificato o bloccato.

Il vostro commento

Non avete ancora scritto il commento.

Questo campo deve essere compilato. Grazie.

Campo obbligatorio
Questo campo deve essere compilato. Grazie.










Si prega di commentare nel rispetto della nostra netiquette e degli altri utenti.


Abbonarsi a questo blog:

Abbonarsi via e-mail:
Per favore correggete il vostro indirizzo e-mail


Per favore confermare