Attraversando la “Luzernertor” si accede al centro storico di Sempach. (Pino Covino)

Sempach: sulla rotta delle rondini

La cittadina unisce con armonia il suo patrimonio storico con le ultime tecnologie, proponendo tuffi nel passato con uno sguardo rivolto al futuro. — RAFFAELA BRIGNONI

I suo nome è legato alla battaglia che nel 1386 decretò la vittoria sull’esercito asburgico e i segni di questo successo, Sempach li espone con fierezza. Parte delle mura di cinta della città sono ancora visibili, ma sono soprattutto le tre torri a ricordare il passato strategico della località. Nella tranquilla cittadina lucernese di poco più di 4mila abitanti, tutti si conoscono e si salutano. Pensare che proprio qui si sia svolta una battaglia tanto importante per la storiografia e per la memoria collettiva elvetica fa un certo effetto.

Pioggia di riconoscimenti
Ma il borgo lucernese oggi è sotto i riflettori per ben altri fatti, a noi un po’ più vicini. Innanzitutto, ha ricevuto il premio Wakker 2017. Heimatschutz Svizzera ha premiato Sempach per il suo approccio nella difesa del patrimonio storico e per la sua abitudine di dibattere sulle scelte architettoniche: chi passeggia per la cittadina nota come abitazioni recenti coabitino pacificamente e piacevolmente con edifici storici. Inoltre, due istituzioni cittadine sono in lizza per il premio di miglior museo europeo 2017 e, anche in questo caso, architettura medievale e contemporanea sono agli onori. Uno è il museo dedicato alla storia di Sempach e, in particolar modo, all’omonima battaglia. Il museo è ospitato nell’edificio completamente restaurato dell’allora Municipio, una magnifica costruzione del XV secolo. L’altro è la Vogelwarte, la stazione ornitologica svizzera che, pur non essendo propriamente un museo, presenta una ricca esposizione didattica sul mondo degli uccelli. L’edificio dall’architettura innovativa e a basso impatto ambientale, costruito con materiali naturali e che ricorda i nidi di rondine, è raggiungibile in un quarto d’ora di piacevole passeggiata costeggiando le rive del lago.

Esposizione accattivante  
Felix Tobler, biologo e responsabile del centro visitatori, ci accompagna nel nostro tour. La stazione ornitologica svolge diverse funzioni: monitora l’avifauna svizzera, cura uccelli feriti, pubblica studi, realizza progetti per la protezione di specie minacciate e sensibilizza alla tematica.

Una sala espositiva nel centro visitatori dell’osservatorio ornitologico


Questo è un aspetto molto importante data la situazione critica in cui versano le popolazioni di uccelli. «In Svizzera il 40% delle specie figura sulla lista rossa di quelle minacciate», ci spiega il biologo, accompagnandoci sulle passerelle lungo il lago e mostrandoci le due voliere in cui si possono ammirare uccelli un tempo numerosi nei cortili degli agricoltori e ora in via d’estinzione. All’interno dell’edificio, invece, si articola un’esposizione tematica. «I visitatori qui hanno modo di osservare il mondo dal punto di vista di un uccello» spiega Tobler, porgendoci un anellino che evoca quelli che si legano alle zampette dei volatili per studiarne gli spostamenti e che a noi invece servirà per attivare le diverse postazioni dell’esposizione e stabilire il nostro profilo in base al modo in cui ci muoveremo attraverso l’esposizione.

Felix Tobler ci accompagna nel centro visitatori della stazione ornitologica.


Si inizia seduti al buio uno accanto all’altro, dentro la ricostruzione di un uovo gigante e quando questo si schiude, eccoci in un ambiente che assomiglia a un grande nido e pronti alla visita. Gli spazi si succedono in modo suggestivo, immergendo il visitatore in ambientazioni adatte al tipo di argomento affrontato di volta in volta.
Gli schermi, con spiegazioni e  contenuti interattivi in 4 lingue (tedesco, francese, italiano e inglese) e in modalità stand-by, si attivano non appena vi si appone l’anellino. Si possono così scoprire il tipo di alimentazione delle varie specie, il loro modo di nidificare, le loro abitudini e molte altre cose.
Il tutto in modo ludico e non didascalico. Le spiegazioni sono semplici e fruibili per i bambini, ma precise e adatte anche a un pubblico adulto. Insomma, le ragioni per seguire la via delle rondini a Nord delle Alpi, non fosse che per una giornata, davvero non mancano.

Una cittadina, due musei
Il centro visitatori dell’osservatorio ornitologico di Sempach è aperto da martedì a domenica dalle 10 alle 17. Il Rathausmuseum invece è aperto da mercoledì a venerdì dalle 14 alle 17 e il sabato e la domenica dalle 13:30 alle 17:30. Dal 3 al 6 di maggio a Zagabria si terrà la quarantesima edizione della premiazione del miglior museo europeo dell’anno. In lizza per la Svizzera, oltre ai due musei citati, anche il museo di etnografia di Ginevra e il museo del castello di Zugo.



Commento (0)

Grazie per il vostro commento.

Questo commento ha un contenuto sgradevole?

Il testo sarà controllato ed eventualmente modificato o bloccato.

Il vostro commento

Non avete ancora scritto il commento.

Questo campo deve essere compilato. Grazie.

Campo obbligatorio
Questo campo deve essere compilato. Grazie.










Si prega di commentare nel rispetto della nostra netiquette e degli altri utenti.


ARTICOLI IN EVIDENZA



Un operatore sociale
con la videocamera

Il documentarista luganese Olmo Cerri ci parla del suo particolarissimo lavoro di ricerca sull’immigrazione italiana in Ticino.


*****

Il figlio di Ivan Graziani
si fa strada

Ecco Sala Giochi, il secondo album di Filippo, 36enne che cerca di seguire le orme del papà. Con discreto successo.

*****





Login con il profilo di Cooperazione

Chiudere
Fehlertext für Eingabe

Fehlertext für Eingabe

Dimenticato la password?