57 chilometri: il tunnel più lungo del mondo passa sotto il massiccio del San Gottardo.

Si cambia: il tunnel del futuro

Ci siamo: a 24 anni dal sì popolare, s’inaugura un’opera ingegneristica epocale. Le sfide e le opportunità che ci aspettano. —  NATALIA FERRONI, MELANIE HAAB, MARTIN WINKEL

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La Svizzera esiste anche senza il Gottardo» dice, non senza un velo di provocazione, il 32enne Andreas Stutz, capo personale treno lunga percorrenza FFS. Poi aggiunge: «Ma a nome degli agenti del treno posso dire che siamo molto orgogliosi della nuova galleria di base più lunga al mondo: un’opera del secolo e un pezzo di storia svizzera!».
Come lui, molti altri collaboratori FFS hanno partecipato alla formazione per il nuovo tunnel. «Il lavoro dell’agente del treno non cambierà radicalmente. Oggi, la tratta del Gottardo è bella, domani sarà attrattiva. Ci aspettiamo, invece, più apprensione da parte dei viaggiatori: 57 chilometri sotto la mon-tagna… magari occorrerà qualche parola rassicurante. A me ha colpito vedere, durante l’istruzione nel nuovo tunnel, quanto questo sia grande e moderno. Mi ha dato piena fiducia».
Anche se per il lucernese Andreas Stutz il massiccio del San Gottardo non rappresenta un mito, il Gottardo è per lui sinonimo di vacanze, un valico da passare per andare al Sud, una porta verso la «dolce vita». «Sembrerà un po’ kitsch, ma è vero perché lo vivo spesso: entri a Nord con il brutto tempo, esci a Sud con il sole. Questo San Gottardo deve avere in sé qualcosa di particolare…».

L’incertezza della tratta alpina

Un poker di negoziazioni tra chi la vuole, ma non la paga, e chi non decide.


A partire da dicembre, solo il traffico regionale passerà attraverso il vecchio tunnel. Le FFS possiedono una concessione per la linea di montagna fino alla fine del 2017, ma non hanno svelato alcun progetto adeguato per il futuro. Si tratta di un poker di negoziazioni tra quattro protagonisti: la Confederazione, le FFS e i cantoni Uri e Ticino. I cantoni sono favorevoli a usare la linea in futuro, ma vogliono partecipare il meno possibile alle spese, che ammontano, secondo le stime delle FFS, a 50 milioni di franchi all’anno. Tale cifra viene costantemente rivalutata al rialzo. Ma, meno treni in circolazione, significa meno spese di manutenzione. Inoltre, anche chiudendo questo tratto, i lavori di sgombero dopo una frana dovrebbero comunque essere eseguiti per proteggere le strade.
Bisogna assolutamente conservare quest’opera, simbolo della Svizzera. L’Ufficio federale della cultura ha accettato di iscriverla nell’elenco dei candidati al patrimonio mondiale dell’Unesco. Ma il Consiglio federale ha deciso di non dedicarsi alla questione fino al… 2025. Seguirà la giostra delle commissioni e dei voti in Parlamento. La mia sensazione è che oggi questo argomento sia molto mediatizzato. Le FFS e la Confederazione vogliono lasciar scemare la concitazione per avere le mani libere e riuscire eventualmente a chiudere quest’asse ferroviario.

Merci: più rotaia, meno gomma

Il traffico merce aumenterà del 50%. Ci sono però ancora alcune strozzature da eliminare.  

In futuro, grazie alla galleria di base, basterà solo una locomotiva per trainare il convoglio merci e non più due.


L’idea è affascinante: se per trainare più di 1.500 tonnellate di convogli merci sul tratto montano del Gottardo erano finora necessarie due locomotive supplementari, nel tunnel di base ne basterà una sola, come accade sul-l’Altopiano.
Non c’è dunque da stupirsi che le attese nei confronti del nuovo traforo ferroviario sia-no elevate: «Con la messa in servizio del tunnel di base del San Gottardo, il volume di mercato lieviterà del 50%», si aspetta Michail Stahlhut, capo di SBB Cargo International. Secondo le sue stime, su questa tratta circoleranno ogni anno 15mila treni merci in più.
La tratta che porta a Milano deve, infatti, fare i conti con la «strettoia» del Ceneri e il cosiddetto corridoio di 4 metri, che richiede di adeguare il profilo di una ventina di vecchie gallerie. Lo si farà abbassando in parte il pavimento e fresando gli angoli sul profilo superiore delle gallerie.
Il tunnel di base del Gottardo apporta già ora beneficio al traffico merci. E anche a Coop, che ha finora sempre puntato molto sul traffico su rotaia. «L’apertura del tunnel ci permetterà di ottenere una maggior sicurezza degli approvvigionamenti, in quanto il rischio di un’interruzione della tratta per frana è praticamente pari a zero», spiega Beat Hirschi, responsabile del servizio specializzato nei trasporti Coop. Dall’altro lato il tunnel di base è un elemento importante nella strategia logistica. Grazie all’affiliata Coop Railcare, prodotti come vino, pasta, olio d’oliva, frutta e verdure arrivano dal Sud nella Svizzera tedesca e nella Romandia. In direzione opposta si trasportano invece prodotti surgelati.

Turismo: più mobilità

Meno pernottamenti Ma quale sarà la tipologia di hotel che soffrirà maggiormente, è difficile da pronosticare.

Con l’apertura della galleria di base, il turismo di giornata aumenterà. Zurigo, la Svizzera centrale e, a Sud, il Ticino, Milano e l’Italia del Nord approfitteranno dei migliori collegamenti offerti dalla Neat. Questo fa sì che aumenterà la mobilità. Diminuirà perciò la necessità di posti letto in Ticino, dal quale dobbiamo aspettarci un cambiamento di struttura alberghiera. Quale sarà la tipologia di hotel che soffrirà maggiormente, è tuttavia difficile da pronosticare.
L’accresciuta mobilità por-ta con sé nuove forme di tempo libero. Faccio un esempio: a San Gallo in 45 minuti siamo nei centri sciistici. Non vale più la pena di pernottare; possiamo con tutta la famiglia partire da casa e rientrare la sera, anche durante la settimana bianca. Lo stesso vale per una giornata di shopping a Lugano: con cena o concerto annesso, posso rientrare il giorno stesso a Nord. Il turista «toccata e fuga», che dalla Svizzera tedesca va in Ticino, lascerà l’auto a casa e userà il treno? Sarebbe auspicabile, ma non sono affatto sicuro che succeda. Chiaramente, il viaggio verso Sud diventerà più attraente, anche quello che va oltre il Ticino. Non è da escludere che il turista raggiunga l’Italia del Nord in treno veloce, mentre continui ad arrivare in Ticino in auto.

Spazi

Sarà Bellinzona la grande vincitrice.

Lugano e Bellinzona in futuro disteranno dieci minuti in meno l’una dall’altra. Questo aumenterà
notevolmente la forza attrattiva di Bellinzona come luogo di residenza. In base a uno studio condotto da Credit Suisse riguardo agli effetti dell’inaugurazione della Neat, gli affitti a Bellinzona sono inferiori del 17% rispetto a quelli di Lugano. Per quanto riguarda la compravendita di immobili, la differenza di prezzo è addirittura del 41%. I paesini nelle vallate laterali dovrebbero anch’essi trarre vantaggio, anche se in misura minore. Saranno raggiungibili più rapidamente, anche se l’ultimo tratto da percorrere con il treno regionale o l’autopostale resta lento.
Non si prevede alcun boom della seconda casa, dato che la maggior parte delle località turistiche ha già esaurito la quota massima del 20% per le seconde case. I proprietari continueranno in sostanza a recarsi nelle proprie case-vacanza in automobile. Potrebbe tuttavia diffondersi maggiormente il modello di car-sharing – con un collegamento ferroviario rapido fino a Bellinzona e gli ultimi chilometri in auto a noleggio, in particolare in futuro con le automobili a guida autonoma.

La visione diventa realtà

Dai trenini modelli a convogli merci superveloci: Joos Sutter sulle opportunità che il nuovo tunnel offrirà al Ticino.

Signor Sutter ha già valicato il passo o attraversato il tunnel?
Certo che conosco il San Gottardo, come d’altronde buona parte degli svizzeri e come gran parte dei cittadini europei. Più volte sono transitato per il passo, ma ancor più sovente ho attraversato il tunnel autostradale. È anche vero che per me, da buon grigionese, la via privilegiata per scendere a Sud è da sempre il San Bernardino. Da piccolo, giocava con i trenini? Nella mia infanzia, ricordo un trenino Trix che ogni tanto toglievo dagli scatoloni e mi divertivo per settimane a farlo circolare su binari, tunnel e paesaggi di cartapesta improvvisati. Un trenino che è ancor oggi nella mia cantina, ma i miei figli non hanno più interesse a giocarci…

Quali sono i suoi pensieri di fronte al nuovo tunnel ferroviario?

Il San Gottardo non è una semplice montagna, ma un simbolo per il nostro Paese. Il massiccio ha da secoli visto all’opera pionieri che si sono impegnati per favorire lo sviluppo di questo corridoio Nord- Sud. Il nuovo tunnel è anch’esso il risultato di studi pionieristici d’ingegneria: mi affascinano la forza di singoli individui a voler realizzare l’opera, il processo politico che ne sta alla base fondato su grandi visioni, la volontà popolare di volersi lanciare in quest’impresa.

Che valore simbolico dà all’apertura del tunnel?
Per la Svizzera è importante riuscire a realizzare nuovi grandi progetti. Per costruire un’opera del genere ci vogliono pionieri: e la Svizzera ne ha grande bisogno. Ci vogliono tecnologie di punta: e la Svizzera ne ha bisogno. E ci vuole ovviamente una forte volontà politica: riuscire a motivare il popolo svizzero è fondamentale. Non dimentichiamo neppure l’aspetto internazionale, dove la Svizzera può mostrare che è in grado di realizzare grandi opere, su una via di transito importante come il San Gottardo. Soprattutto, però, il tunnel è importante per il Ticino: avvicinare il Cantone ai grossi centri economici a Sud e a Nord è fondamentale vista anche la situazione economica non proprio florida. In tal senso, il tunnel rappresenta un messaggio di coesione nazionale molto forte.

Che influsso avrà la galleria sul trasporto delle merci?
In un futuro prossimo, gli stati che disporranno di buone infrastrutture avranno carte migliori da giocare; e qui penso innanzitutto alle linee ferroviarie, alle strade, ma anche alla rete di telecomunicazioni. Inoltre, il tempo, la velocità saranno fondamentali: il tunnel permette di guadagnare tempo e i treni corrono più veloci. Per noi di Coop, questo significa che la frutta e la verdura che vengono dal Sud arriveranno prima nelle nostre centrali di distribuzione della Svizzera tedesca e francese, permettendo di evitare impasse che avevamo avuto in passato.

Nel prossimo autunno, Coop aprirà un punto di vendita nella rinnovata stazione di Bellinzona: quali le attese?
Apriremo un negozio di circa 200 metri quadrati all’interno della stazione. Offriremo soprattutto prodotti freschi e da asporto. Questo negozio è la dimostrazione lampante di che cosa può significare il tunnel per il Ticino: il movimento di persone attuale alla stazione di Bellinzona non sarebbe stato sufficiente per aprire un punto di vendita. Gli accresciuti traffici che garantirà la nuova galleria permettono invece sviluppi positivi. 

Quali affinità esistono tra il nuovo tunnel e il progetto «Cargo Sous Terrain» per il trasporto delle merci sotterranee sull’Altipiano?
Si tratta in entrambi i casi di progetti visionari: agli inizi della Neat, circa cinquant’anni fa, ci vollero alcune persone che perseguirono una visione. Lo stesso vale per il nuovo progetto sull’Altipiano. Inoltre entrambi i progetti sono a emissioni zero di CO2. I due progetti sono indubbiamente complementari uno con l’altro.

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Entri a Nord con 
il brutto tempo, esci 
a Sud con il sole»

Andreas Stutz, capo personale treno lunga percorrenza FFS

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