Ruth Grüninger, ritratta accanto nel suo atelier di Zurigo.

Si cambia linea: Nulu si rifà il look

«La qualità vale di più della quantità»: è il motto della nuova firma della marca, la stilista Ruth Grüninger, che abbiamo visitato nel suo atelier. — KATALIN VEREB

Ruth Grüninger conosce il settore della moda svizzera come le sue tasche. Erano gli anni ’70 quando fondò il marchio Pink Flamingo. Da allora non ha mai smesso di creare, lavorando anche per varie aziende svizzere e internazionali. Ora la stilista firma i capi della linea Nulu – New Look, la cui nuova collezione è in vendita da Coop City. Che ci sia stato un cambio di guardia lo si nota dai tessuti, ora più pregiati. Ma a testimonianza della nuova collaborazione vi è soprattutto il tratto distintivo della designer:  uno stile intramontabile, per donne che non rincorrono a tutti i costi le ultime tendenze. Abbiamo visitato la creativa 61enne nel suo atelier zurighese.




Li Edelkoort – una delle più influenti ricercatrici e “profetesse” di tendenze al mondo – ha dichiarato che la moda è morta. Andremo tutti presto al suo funerale?
Si tratta certo di una dichiarazione parecchio provocatoria. L’offerta di abiti è ancora estremamente vasta. Come non è vero che nessuno si interessa più alla moda. Molte donne però si domandano di cosa abbiano realmente bisogno. È davvero necessario comprare dieci magliette al mese? Credo sia meglio concedersi un capo di qualità, che duri nel tempo, un indumento che diventi il nostro preferito. Credo che quello che Li Edelkoort intendesse dire è che prima o poi la giostra delle tendenze la smetterà di girare sempre più rapidamente; e noi svilupperemo una maggior consapevolezza per la qualità. Se posso dire la mia, ho sempre trovato i trend di lunga durata molto più intriganti di quelli effimeri.

Il label Nulu può dirsi in linea con questa interpretazione?
Direi proprio di sì. I nuovi modelli contengono una maggiore percentuale di materiali pregiati, come ad esempio il lino, il cotone mercerizzato o la seta. Inoltre, abbiamo voluto creare tessuti morbidi al tatto, che cadano bene sul corpo. È questo che intendo quando parlo di qualità. Anche i tagli però sono di fondamentale importanza. Abbiamo realizzato tanti capi in un look oversize, ovvero giusti per la propria taglia, ma che siano comodi. In linea di massima, cerchiamo di fare in modo che i capi Nulu non siano troppo stretti. Devono abbracciare il corpo e valorizzarne la linea. Le clienti che indossano un capo devono poter provare una sensazione di avvolgente benessere.

E della vestibilità cosa ci dice?
Dico che è fondamentale. Collaboro da anni con la mia sarta. Siamo una squadra affiatata e assieme lavoriamo per ottenere il massimo della precisione. Ad esempio per ottenere tutte le taglie 38 perfettamente uguali e indumenti che vestano in modo impeccabile.

Ha dei capi preferiti nella collezione?
Sì, in ogni collezione ho sempre i miei preferiti. Di Nulu mi piacciono da impazzire i pullover in maglia in questa delicata qualità merino che cadono leggeri sul corpo. E poi le camicette di seta color petrolio, blu, pesca o fucsia. Le trovo strepitose.

Come nasce l’idea di una collezione?
Non è solo il frutto della mia creatività. Mi attengo anche alle direttive, ai colori e alle forme stabilite da Irene Münger, head of style di Coop e dagli altri responsabili. Anche le date di consegna condizionano molto il lavoro. Proporre a febbraio capi “chiassosi”, tipici dell’estate avanzata, ad esempio, sarebbe poco indicato. Quando arrivano in negozio, gli indumenti devono essere in sintonia con la stagione. Per questo motivo a febbraio vanno proposte ancora giacche o indumenti caldi, ma anche capi che risvegliano la voglia di primavera. È mio compito selezionare i tessuti più belli e più indicati per questi periodi dell’anno, mentre Coop si prende carico del loro acquisto. Un compito complesso che presuppone il rispetto degli standard di qualità. Il passo successivo è la produzione.

Anche le temperature esterne condizionaneranno la scelta degli abiti proposti in negozio…
Dice bene. Al giorno d’oggi si confeziona molto abbigliamento per la mezza stagione e quindi pochi capi per inverni molto rigidi o estati molto calde. Un guardaroba indicato per le temperature medie è automaticamente anche più pratico, perché lo si indossa più spesso.

Quali sono i capi che secondo lei dovremmo tenere sempre nell’armadio?
Una classica camicetta bianca in cotone, in seta o in lino è un must assoluto. Anche un pantalone dalla buona vestibilità e un blazer tornano sempre utili. Capi base di questo tipo possono essere abbinati in maniera sempre diversa. Nelle mie collezioni, ad esempio, spesso abbino i singoli capi base dai tagli e dai colori diversi.

Anche nella sua vita privata preferisce la qualità alla quantità in fatto di moda?
Devo dire che non ho più così tanti capi come una volta. Piuttosto, per ogni stagione ho un capo preferito che indosso molto spesso.

Come è cambiato lo stile di Ruth Grüninger nel corso degli anni?
Naturalmente il mio stile si è evoluto. Se ripenso oggi a certi modelli ideati in gioventù non posso nascondere un certo imbarazzo (e sorride ndr.). Ma a quel tempo andavano bene. Sono una libera professionista dall’età di 22 anni e ho sempre avuto la fortuna di non dover mai fare qualcosa che non mi piacesse o in cui non credessi. Un lusso.

Non ha mai avuto insicurezze?
Certo, ci sono stati momenti di incertezza economica. Non è stato sempre tutto rose e fiori. Ho avuto per esempio soci che sono falliti. Ma poi le cose si sono comunque riaggiustate. Il rischio c’è sempre. Ma c’è dappertutto, anche quando si ha un posto fisso. Ormai non c’è più nulla di sicuro. Penso che ognuno di noi dovrebbe fare un buon lavoro e provare piacere per quello che fa.

Le capita anche di avere fasi di stasi creativa?
È ovvio che non si può essere creativi a comando. Ma non mi è mai successo di attraversare un lungo periodo nel quale temessi di non essere più creativa o di non avere più idee. Mi è capitato piuttosto il contrario: avere molte più idee di quante ne potessi effettivamente realizzare. C’è sempre qualcosa che mi affascina: nuovi materiali, un colore… Quando vado al salone dei tessuti non vedo l’ora di vedere e di toccare con mano tutti gli articoli esposti. Molto probabilmente smetterò di lavorare solo nel momento in cui questa curiosità mi verrà a mancare.

Da Coop City sono arrivati i primi capi della nuova collezione Nulu – New Look.

Nulu ha un nuovo look: da fine gennaio, la marca porta la firma della stilista svizzera Ruth Grüninger, che punta su uno stile pulito, minimalista e senza tempo; e su materiali di qualità, come il lino e la seta.
A ogni periodo dell’anno il suo tema: i nuovi capi giungeranno nelle filiali Coop City a scadenza di tre settimane. Il primo filo conduttore (i capi sono ora in vendita) è «Urban Safari»: su giacche, cardigan, mantelli, pullover, vestiti e camicie, dettagli etnici ed elementi coloniali si sposano ai colori tipici del deserto e delle uniformi degli esploratori, come le sfumature di marrone e verde. Qua e là, tocchi di blu, bianco e giallo suggeriscono una ritrovata voglia di primavera.
Verso inizio marzo sarà la volta di «Spring Mood»: una festa di pastelli e delle tonalità dell’acqua. 

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